di
Dimitri Canello
Il trevigiano Sebastiano Favero è la guida dell’Associazione italiana alpini: «Noi siamo apartitici e per l’unità d’Italia»
La bufera si alza, monta sui social e costringe a una presa di posizione netta: il «Va, pensiero» intonato dalle Penne Nere ai funerali di Umberto Bossi non rappresenta l’Associazione nazionale alpini. A chiarirlo, con toni decisi, è la stessa Ana, intervenuta a distanza di poche ore da una polemica che ha rapidamente superato i confini locali.
Cosa è successo
Il caso nasce domenica a Pontida, dove durante le esequie del «Senatùr» un coro alpino ha eseguito il celebre brano del «Nabucco». Un gesto che ha acceso il dibattito, soprattutto tra iscritti e simpatizzanti, alimentando critiche e richieste di chiarimento. La risposta ufficiale non si è fatta attendere: «Si è trattato di un’iniziativa locale, non concordata né tantomeno promossa dalla sede nazionale», precisa una nota dell’associazione. A ribadire la linea è il presidente Sebastiano Favero. L’ingegnere trevigiano che guida le Penne Nere prende le distanze senza ambiguità e richiama i valori fondanti del corpo: «La nostra è per Statuto un’associazione apartitica, da sempre custode dell’unità della Patria e dell’amore per il Tricolore». E aggiunge, chiudendo il caso con parole chiare: «Noi siamo per l’unità d’Italia, questo vorrei precisarlo a chiare lettere. Siamo apartitici, può darsi che qualcuno abbia preso iniziative personali, ma quello che dev’essere chiaro è che tutto questo non può essere fatto nel nome nostro. Faremo ulteriori indagini interne per capire cosa sia successo, per quanto riguarda e per il momento il caso si chiude qui».
La polemica online
Nel frattempo, la polemica ha trovato terreno fertile online. Nei gruppi dedicati agli alpini si sono moltiplicati interventi duri, tra richiami alla tradizione e critiche all’opportunità del gesto. «Penso all’idea che il Corpo degli Alpini aveva dell’Italia, dell’Italia unita», scrive il figlio di un reduce di Russia. «Mio padre si rivolta nella tomba», aggiunge un altro utente. Non sono mancate prese di posizione ancora più esplicite, con richieste dirette di un intervento della presidenza. La risposta dell’Ana, arrivata nel pieno della tempesta mediatica, segna così una linea precisa: nessuna ambiguità sui valori fondanti e distanza netta da iniziative non condivise. Un chiarimento che punta a ricompattare l’associazione e a spegnere una polemica che, nel giro di poche ore, aveva rischiato di incrinare l’immagine di uno dei corpi più identitari del Paese.
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24 marzo 2026
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