di
Chiara Evangelista
Lo stop alla riforma ideata da Nordio prevale a Milano e nei capoluoghi, mentre il voto favorevole è maggioritario nel resto della regione, culla del centrodestra
Il doppio volto del referendum. Se a Milano, città fortino del centrosinistra, prevale il No alla riforma della Giustizia con il 58,3 per cento dei voti, in Lombardia, culla di Forza Italia e della Lega, vince il Sì con il 53,58 per cento. Il comun denominatore è l’afflunenza. Sia a Milano sia nel resto della regione il dato supera la media nazione. Nel capoluogo meneghino è andato alle urne il 65,14 per cento dei cittadini, in Lombardia il 63,76.
In centro
Tutti i municipi si sono espressi a favore del No, tranne il Municipio 1,in cui ha prevalso il Sì con il 51,12 per cento. Il dato più elevato di cittadini che ha votato contro la riforma sulla Giustizia si registra nel Municipio 3 con il 61,16 per cento. A seguire, il Municipio 6 (60,49%) e, a completare il podio del No, il Municipio 2 con il 60,21 per cento. Per quanto riguarda l’affluenza, il dato più alto si rileva nel centro storico. Nel Municipio 1 è andato alle urne il 69,94 per cento dei cittadini. Buona performance anche per il Municipio 3 (Porta Venezia, Lambrate, Ortica, Forlanini), che arriva al 69,7 per cento dei votanti. Al terzo posto il Municipio 2 (Centrale, Nolo, Gorla…) con il 65,5 per cento degli elettori che sono andati alle urne. Seguono, con percentuali tra il 63 e il 64 per cento tutti gli altri Municipi. Il dato più basso — 63,03 per cento — è stato registrato al Municipio 5 (Tibaldi, Chiesa Rossa, Chiaravalle).
In alcune delle 1.249 sezioni, allestite in 162 scuole della città, si è superato anche il 76 per cento dei votanti. La palma d’oro per l’affluenza va in periferia, alla sezione 482, allestita nella scuola primaria di via Bottego, in via San Mamete, nel quartiere Adriano. Qui l’affluenza è stata del 78,98 per cento. Al secondo posto, invece, la sezione 372, nella zona di Missori con il 77,83 per cento e al terzo posto la numero 271 di via Olona (Sant’Ambrogio) con il 77,38 per cento.
Urne molto meno affollate, invece, a Ponte Lambro: nella sezione 1832 ha votato il 34,5 per cento. Il penultimo posto se lo aggiudica via Passerini (zona Niguarda). Nella sezione 1494, i votanti sono stati il 34,7 per cento. E fanalino di coda la sezione del Pio Albergo Trivulzio (11,05 per cento).
In provincia
Se anche nella città metropolitana prevale il No con il 53%, risultato diverso in Lombardia, dove si è levato il coro del Sì. Vince con il 53,58 per cento dei voti mentre il No si ferma al 46,42. Nella provincia di Bergamo, nelle vallate guidate dalla Lega, il Sì vince con oltre il 60 per cento. Stesso dato anche nella provincia di Brescia, mentre in quella di Varese è oltre il 55 per cento. Tuttavia, alcuni Comuni, in particolare i capoluoghi di provincia, hanno seguito una partitura diversa dallo spartito generale. Mantova ha registrato il 56,22 per cento di voti per il No, Bergamo il 54,22. A Como chi ha votato contro la riforma è stato il 51,11 per cento, a Monza il 52,02. Un caso emblematico è Arcore, dove il Cavaliere Silvio Berlusconi ha vissuto. Il 50,25% dei cittadini ha votato contro la riforma sulla Giustizia, battaglia del fondatore di Forza Italia. A Lecco è stato un testa a testa. Il Sì ha trionfato per un distacco di 0,7 per cento. Un caso singolare è quello di Paderno Dugnano: vince il Sì per 6 voti, 50,01% contro 49,99%.
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Per quanto riguarda, invece, l’affluenza, in tutti i capoluoghi di provincia è stata superiore al 60 per cento. Bergamo è al primo posto per numero di elettori che si sono presentati alle urne (68,72%), seguito da Brescia (67,41%) e Monza (67,23%). Maglia nera per Sondrio che registra il 60,35 per cento. Per quanto riguarda i Comuni, invece, quello che ha registrato l’affluenza maggiore è stato Campagnola Cremasca, in provincia di Cremona. Un paese di circa 660 abitanti, in cui è andato alle urne il 75,49 per cento dei cittadini aventi diritto. A prevalere è stato il Si, con il doppio dei voti.
Le schede
Complessivamente, dal 1° febbraio ad oggi, sono state rilasciate 71.935 tessere elettorali. Il 69% in più, se paragonato all’appuntamento referendario dello scorso anno, quando il Comune rilasciò 42.375 schede. Un dato che evidenzia il boom di affluenza che ha caratterizzato il referendum sulla Giustizia che si è chiuso ieri. Il confronto con gli appuntamenti elettorali precedenti arriva ad essere ancora più evidente, paragonando il numero di tessere rilasciate nelle ultime settimane a quello di settembre 2022, quando i cittadini furono chiamati alle urne per le elezioni politiche. Il numero di schede fu di 36.866. Per il referendum sulla Giustizia sono state il 95 per cento in più
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24 marzo 2026 ( modifica il 24 marzo 2026 | 08:24)
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