di
Paolo Tomaselli

I prossimi avversari degli azzurri non si qualificano al Mondiale dal 1986. La quotazione dell’intera rosa nordirlandese vale un decimo del valore di mercato della nostra Nazionale

Serve ricordare la celebre frase di Johann Cruyff che non aveva «mai visto una borsa piena di soldi segnare un gol»? È utile rivangare l’eliminazione con la «povera» Macedonia del Nord? No, in entrambi i casi. «E tra le cose che chiederò alla squadra — ha rimarcato Rino Gattuso — c’è quella di non sottovalutare l’avversario. Allora valutiamola questa Irlanda del Nord, facciamole i conti in tasca in confronto all’Italia che nel 2021 non riuscì a batterla a Belfast con Mancini in panchina, per capire meglio chi e cosa si troverà di fronte la Nazionale a Bergamo nella semifinale playoff di domani sera: non «degli scappati di casa» per citare sempre il c.t., ma neanche gli eredi naturali del grande George Best.

tesoro

Dieci volte tanto

E guardiamo anche alle altre due possibili avversarie della finale, Galles e Bosnia, che si fanno i dispetti tra di loro, perché qui tutti si giocano un pezzo di storia. Il tesoro è sicuramente nelle mani degli azzurri, che devono difenderlo dall’assalto degli avversari, senza dimenticare che i gallesi all’ultimo Mondiale c’erano, a differenza dell’Italia, mentre l’Irlanda del Nord manca dal 1986 e la Bosnia dal 2014, come gli azzurri: la quotazione di mercato della nostra Nazionale (858 milioni secondo le stime del sito specializzato transfermarkt) vale più del doppio delle altre tre squadre messe assieme, un dato che dice molto della notevole differenza delle forze in campo. E anche del motivo per cui lo stesso Gattuso ripete «che abbiamo una grande occasione». Da non fallire. Costi quel che costi.



















































La quotazione dell’intera rosa nordirlandese era di 130 milioni ma è crollata a 80, oltre un decimo del valore di mercato degli azzurri. Un divario reso ancora più ampio dagli infortuni di Conor Bradley del Liverpool, miglior giocatore per distacco della squadra, valutato 30 milioni (e con un ingaggio di 7 lordi) che si è rotto il legamento crociato e del centrale difensivo Dan Ballard del Sunderland (valore 20 milioni di euro): perdere due giocatori di Premier League è un lusso che il c.t. O’Neill forse non si può permettere, considerando che in rosa ha 7 calciatori di serie B, 17 di C e appena 4 di prima divisione. Del resto per rimpiazzare Ballard, assente dell’ultim’ora ha dovuto chiamare il 19enne Atcheson, della squadra riserve del Blackburn, B inglese.

Cento volte tanto

Il più pagato dell’Italia è Retegui in Arabia (20 milioni a stagione per due anni dall’Al-Qadisiya), ma la stella più ricca resta Donnarumma, che ha lasciato da campione d’Europa il Psg per andare al City, con un contratto di 5 anni da 18.8 milioni, quasi 80 milioni, l’intero valore dell’Irlanda. Se poi l’eroe della serata sarà il collega ventenne Charles (valore di mercato, mezzo milione, stipendio da 180mila lordi: cento volte meno di Gigio…) ultimo in classifica nella seconda serie inglese con lo Sheffield Wednesday, allora diventerà subito il Donnarumma di Belfast, anche se è nato e cresciuto in Inghilterra. E soprattutto decuplicherà il suo valore. L’irlandese più costoso è il terzino destro del Sunderland, Trai Hume: capitano, cattolico (come il c.t. O’Neill) e capace di strappare 5 anni di contratto da 3.4 milioni a stagione: è quotato 22 milioni e il duello con Dimarco nel probabile 5-3-2 dei verdi può essere una vetrina. Ma con una punta come Reid (valore 200mila euro), 13 gol in C con lo Stevenage, non è facile azzeccare il cross.

Boicottaggio (con scuse)

Bosnia e Galles hanno un parco giocatori più ricco. E uno dei talenti più interessanti, il bosniaco Tahirovic ex Roma, è stato al centro di uno scadente intrigo. Il giocatore è allenato al Brondby dal gallese Steve Cooper e ha giocato 13’ nelle ultime 4 partite. Quanto basta perché il c.t. bosniaco Barbarez lanciasse accuse al Galles: «Tahirovic mi ha riferito cose al limite dell’incredibile, probabilmente connesse con la nazionalità del suo allenatore. Anche perché Cooper gli ha augurato buona fortuna per tutto, ma non per la nazionale…». La querelle è finita con la telefonata di scuse del giocatore a Cooper, che ha spiegato che l’esclusione è arrivata per «mancanza di rispetto dei valori del club». Ma per mettere le mani sul tesoro Mondiale vale tutto. L’Italia è avvertita.

25 marzo 2026 ( modifica il 25 marzo 2026 | 08:16)