Sulla piattaforma GitHub è stata pubblicata una nuova versione DarkSword: il software malevolo che può potenzialmente colpire milioni di iPhone
La tecnica DarkSword torna al centro dell’attenzione pochi giorni dopo la scoperta della campagna che mette nel mirino gli iPhone e iPad non aggiornati. Secondo quanto riportato da TechCrunch, una nuova versione dell’exploit per dispositivi Apple è stata pubblicata su GitHub, una piattaforma utilizzata per archiviare e condividere progetti, software, e codice. Il rischio concreto è che ora sia più semplice il suo riutilizzo contro i device della mela non aggiornati. Matthias Frielingsdorf, cofondatore di iVerify e tra i ricercatori che hanno analizzato DarkSword, ha definito la situazione «seria», perché i file diffusi online risultano facili da adattare e distribuire anche senza competenze avanzate su iOS.
La portata del problema
L’ampiezza potenziale del problema resta difficile da quantificare con precisione. Apple ha comunicato di avere oltre 2,5 miliardi di dispositivi attivi, ma il dato riguarda l’intero ecosistema. Sempre secondo Apple, il 66% di tutti gli iPhone e il 57% di tutti gli iPad usa iOS 26 e iPadOS 26: un’indicazione del fatto che una quota rilevante di dispositivi esegue ancora versioni precedenti. Le stime circolate in queste ore parlano di centinaia di milioni di device potenzialmente esposti, ma si tratta appunto di stime: i dispositivi più esposti, ad esempio iPhone, rientrano nel range della versione 18.4 alla 18.7. Secondo Reuters, i ricercatori di Lookout e iVerify collocano l’esposizione in una forbice compresa tra 220 e 270 milioni di iPhone.
La nuova versione
La nuova versione di DarkSword non ha grandi differenze con la precedente, ma entrambe sarebbero egualmente efficaci. Sulla stessa linea anche Google, come confermato da una portavoce a TechCrunch. Ora la sua diffusione potrebbe esporre le vulnerabilità di un’enorme quantità di device iOS. A rischio tutti i dati sensibili, che possono essere recuperati e archiviati su un server remoto. Proteggersi da questa minaccia è comunque semplice. Basta aggiornare i device all’ultima versione del sistema operativo o attivare la modalità isolamento.
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25 marzo 2026
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