Roma, 25 marzo 2026 – Tra gli annunci di Trump e le smentite di Teheran, i 15 punti di un possibile accordo tra Usa e Iran per far tacere le armi è giunto in Iran, via Pakistan, fa sapere l’Associated Press informata da due funzionari pakistani. E se nella bozza gli Usa propongono un allentamento delle sanzioni, una cooperazione sul nucleare civile, ma con lo stop al programma nucleare militare iraniano, con il monitoraggio da parte dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica; quindi limiti al programma missilistico iraniano; accesso per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, la posizione di Teheran è differente. Infatti l’Iran vuole essere risarcita dei bombardamenti, esige la revoca di tutte le sanzioni e la chiusura di tutte le basi Usa nel Golfo Persico, fa sapere il Wall Street Journal. Inoltre il regime degli Ayatollah, che così rimarrebbe al potere per la gioia di Netanyahu, chiede anche garanzie che la guerra non riprenda e che Israele smetta anche di attaccare Hezbollah in Libano.
E i nodi più ingarbugliati non sarebbero sul programma nucleare, anche se nelle condizioni di Teheran non è menzionato, ma sulla volontà della Repubblica islamica di riscuotere pedaggi dalle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, come l’Egitto fa con il Canale di Suez, e il suo rifiuto di avere limiti sul suo programma missilistico balistico, sottolinea il WSJ.
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14:39
Iran: Teheran, guerra finirà quando e come vogliamo noi
Teheran respinge la proposta in 15 punti di Trump: non saranno gli Stati Uniti a dettare i tempi della fine del conflitto in Iran. Lo ha detto un alto funzionario del regime citato dalla tv di Stato. “L’Iran metterà fine alla guerra quando deciderà di farlo e quando le proprie condizioni saranno soddisfatte”, ha detto il funzionario. eheran continuera’ a difendersi e a infliggere “colpi pesanti” al nemico fino a quando non otterrà’ ciò che vuole. La proposta in 15 punti degli Usa è “eccessiva” e “scollegata dalla realtà del fallimento dell’America sul campo di battaglia”. Intanto il Pakistan è stato informato del no alla proposta di Washington
14:23
Iran, tv di Stato: le nostre 5 condizioni per la tregua
L’Iran ha respinto i punti della proposta americana per fermare la guerra e ha dettato le sue cinque condizioni per una tregua. La televisione iraniana, citando un alto funzionario del regime ha elencato i 5 punti di Teheran:
Primo, “uno stop completo ad aggressione e uccisioni” per parte di Stati Uniti e Israele, ha spiegato la fonte.
Secondo, “l’istituzione di meccanismi concreti per garantire che una guerra non sia nuovamente imposta alla Repubblica islamica”.
Terzo, “il pagamento garantito e chiaramente definito dei danni e delle riparazioni di guerra”.
Quarto, “la conclusione della guerra su tutti i fronti e di tutti i gruppi di resistenza coinvolti in tutta la regione”.
Quinto e ultimo, il “riconoscimento internazionale e garanzie in merito al diritto sovrano dell’Iran di esercitare l’autorità sullo stretto di Hormuz”.
14:20
Russia evacua partre del personale da centrale nucleare Bushehr
La Rosatom, holding di Stato russa che gestisce l’impianto di Bushehr in Iran, ha avviato l’evacuazione di parte del suo personale dalla centrale nucleare colpita ieri da un attacco. L’amministratore delegato di Rosatom, Aleksei Likhachev, ha annunciato l’evacuazione di “163 persone dirette verso il confine tra Iran e Armenia”. Il manager ha inoltre precisato che non si tratta dell’ultima evacuazione. Attualmente, circa 300 persone rimangono nella centrale nucleare.

Centrale nucleare di Bushehr
13:31
Hezbollah duro: negoziare con Israele sotto fuoco è resa. E chiede al governo di Beirut chiede la revoca dei divieto nostre attività
“Proporre negoziati con Israele sotto il fuoco nemico equivale a una resa e alla perdita di tutte le capacità del Libano. Inoltre, i negoziati con il nemico sono intrinsecamente inaccettabili quando occupa un territorio e commette aggressioni quotidiane”, ha affermato il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, in un messaggio. Inoltre il leader del gruppo sciita filo-iraniano ha sostenuto che schierarsi per il disarmo di Hezbollah “per soddisfare le richieste di Israele, mentre l’occupazione e l’aggressione continuano, è un passo verso la rovina del Libano e la realizzazione del sogno di un ‘Grande Israele'”. Quindi Hezbollah ha esortato il governo libanese a revocare le misure decise contro il gruppo sciita filo-iraniano. “Il governo non deve prendere decisioni che servono il progetto israeliano – anche se non lo desidera – ma il cui risultato sarà a favore di Israele. Unità nazionale significa che il governo deve revocare la sua decisione di criminalizzare la resistenza e i resistenti”, ha affermato in una nota.

Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem
13:24
Decine di razzi lanciati da Hezbollah sul nord di Israele. Tank di Tel Aviv avanzano. Ok a nuovi 400 mila riservisti israeliani
Decine di razzi di Hezbollah sono piovuti sul Nord di Israele. Le squadre di soccorso israeliane stanno prestando assistenza medica a due uomini sulla cinquantina, in condizioni lievi, rimasti feriti da schegge di razzi lanciati da Hezbollah a Carmiel. Altri impatti sono stati identificati a Kiryat Shmona, mentre le sirene d’allarme missilistico sono risuonate a Misgav Am, nell’Alta Galilea. Intanto carri armati israeliani avanzano verso la località libanese a maggioranza cristiana di Debel, nel distretto di Bint Jbeil, a meno di 10 chilometri dalla linea di demarcazione con Israele. Intanto il governo israeliano ha approvato la chiamata alle armi di un massimo di 400.000 riservisti, nel contesto dei conflitti in corso con l’Iran e Hezbollah.

Carri armati israeliano Merkava muovono verso le città libanesi
13:24
MarineTraffic: ieri diverse navi hanno attraversato Hormuz
Da ieri mattina diverse imbarcazioni hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Emerge dai dati di tracciamento di MarineTraffic, fornitore di servizi di tracciamento navale e intelligence marittima, citati dalla Cnn. I dati sembrano indicare che tre petroliere e una nave mercantile abbiano attraversato lo stretto nelle ultime 24 ore, anche se nel complesso il traffico marittimo rimane ben al di sotto dei livelli prebellici.
12:29
Idf rivendica: colpito un centro sviluppo sottomarini e droni della Marina a Isfahan
L’Idf ha bombardato un centro di ricerca a Isfahan responsabile della progettazione e dello sviluppo di sottomarini e sistemi di supporto per la Marina iraniana. Il sito produceva anche diversi modelli di veicoli senza equipaggio.
11:57
Pasdaran, missili contro la Lincoln: costretta a cambiare posizione
I Pasdaran hanno dichiarato che i diversi missili da crociera lanciati contro la portaerei americana USS Abraham Lincoln, l’hanno costretta “a cambiare posizione”. Il comandante della Marina, ammiraglio Shahram Irani: “I movimenti della portaerei sono sotto costante monitoraggio”, aggiungendo che “non appena si troverà nel raggio d’azione dei sistemi missilistici, sarà bersaglio di attacchi devastanti”.
11:50
Pasdaran rivendicano: lanciato missile contro la portaerei Lincoln
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di avere lanciato un missile contro la portaerei americana Abraham Lincoln. “Un missile da crociera terra-mare della Marina iraniana ha preso di mira la Uss Abraham Lincoln”, si legge in una nota con allegate le immagini del lancio.
11:45
Media: “In settimana riunione tecnica Gb-Francia-alleati su missione per Hormuz
E’ prevista in settimana una riunione tecnica presieduta da Regno Unito e Francia fra capi di stato maggiore con una trentina di Paesi alleati, europei e non, per definire i piani di una futura missione navale impegnata a garantire la riapertura dello strategico Stretto di Hormuz, lo scrive il Guardian.
11:30
Fonti pakistane: entro 48 ore prevista svolta nei negoziati Usa-Iran
Secondo fonti pakistane interpellate, dall’agenzia turca Anadolu, entro 48 ore è prevista una svolta nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, alla luce delle richieste di Teheran, cioè garanzie, mantenimento del programma missilistico, la pretesa di un risarcimento e la possibilità di applicare un pedaggio nello Stretto di Hormuz. La Turchia sta svolgendo insieme al Pakistan da mediatore per risolvere il conflitto in Medio Oriente.
11:30
Netanyahu convoca riunione gabinetto di sicurezza per discutere delle trattative Usa-Iran
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu convocherà in serata il gabinetto di sicurezza per discutere la situazione bellica “in tutti i teatri”, fa sapere il Times of Israel che cita fonti dell’ufficio del Primo ministro. Al centro della riunioneci sarrebero le presunte trattative fra Stati Uniti e Iran per la fine delle ostilità.
10:52
Media: diverse esplosioni in Bahrein
Diverse esplosioni sono state udite in Bahrein. Lo riferiscono media iraniani.
10:51
Israele, Katz: ok a nuovi obiettivi da colpire in Iran e Libano
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato di aver approvato, insieme al capo di Stato maggiore Eyal Zamir, una nuova serie di obiettivi da colpire in Iran e Libano. Dall’inizio del conflitto l’aviazione israeliana ha sganciato oltre 15.000 bombe, un numero quattro volte superiore alla guerra dei 12 giorni del giugno 2025.
10:33
Iran, i raid hanno fatto strage nelle scuole: 243 studenti e insegnanti uccisi dal 28 febbraio
Un bilancio iraniano sulle vittime nella scuola durante i raid di Usa e Israele è stato fornito ad Al Jazeera da un funzionario ministeriale. Secondo un bilancio aggiornato del ministero dell’Istruzione iraniano, almeno 243 studenti e insegnanti sono stati uccisi dall’inizio della guerra, il 28 febbraio. Tra cui i ‘martiri di Minab’, le 168 vittime dell’attacco statunitense su una scuola, attuato il primo giorno dell’operazione congiunta Usa-Israele.
10:25
Presidente Kurdistan su peshmerga uccisi: Teheran “ha riconosciuto errore”
Il presidente del Kurdistan iracheno, Nechirvan Barzani, ha riferito he Teheran “ha riconosciuto di aver commesso un errore” e ha promesso di avviare un’indagine sull’attacco di ieri costato la vita a sei combattenti Peshmerga. Barzani, parlando alla stampa durante la cerimonia funebre per i peshmerga, ha detto che gli iraniani “hanno espresso rammarico e hanno mandato un messaggio di condoglianze alla regione del Kurdistan”.
10:17
Premier spagnolo Sanchez: “Di gran lunga peggio che in Iraq”
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, riferendo in Parlamento, ha dichiarato che la guerra in corso in Medio Oriente rappresenta uno scenario “di gran lunga peggiore” rispetto all’invasione dell’Iraq del 2003. “Ci troviamo di fronte a qualcosa di molto peggio. Molto peggio. Con un potenziale impatto molto più ampio e profondo”. Il premier socialista aveva rifiutato le richieste di Washington di utilizzare le basi militari spagnole contro l’Iran, nonostante la minaccia di Trump di interrompere i rapporti commerciali con la Spagna.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez in Parlamento
10:13
Ghalibaf agli Usa: “Monitoriamo i movimenti truppe. Le forze americane rischiano di diventare vittime delle delusioni di Netanyahu”
Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf (Che starebbe trattando non ufficialmente con Washington) ha messo in guardia gli Stati Uniti sui movimenti di truppe nella regione. “Stiamo monitorando attentamente tutti i movimenti degli Stati Uniti… Non mettete alla prova la nostra determinazione a difendere il nostro territorio”, ha dichiarato a X. Aggiungendo che le forze statunitensi potrebbero “diventare vittime delle delusioni di Netanyahu”. L’avvertimento è in riferimento a notizie della preparazione di un’azione di terra Usa con migliaia di marines e ulteriori navi da guerra nella regione, mentre ci cerca una trattativa.

Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf
09:59
Ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto (Marina militare italiana): La difesa di Hormuz non garantisce di subire zero attacchi
Il Capo di Stato Maggiore della Marina militare italiana, l’ammiraglio di Squadra navale Giuseppe Berutti Bergotto, sentito questa mattina in commissione Affari esteri e Difesa al Senato ha dichiarato che la difesa dello Stretto di Hormuz da attacchi a unità militari navali di scorta al traffico commerciale marittimo in quell’area estremamente delicata “non è a rischio zero”. L’ammiraglio ha fatto presente che lo Stretto di Hormuz, per la sua lunghezza, 33 chilometri, e la sua conformazione, fatta di due linee di navigazione, come se fosse un’autostrada del mare con una via di andata e l’altra di ritorno, è un’area “facilmente bloccabile anche con un’arma portatile su una piccola imbarcazione, pensate a un’arma tipo un RPG”, un lanciagranate anticarro a spalla. L’ammiraglio ha aggiunto “la difesa non è semplice: anche se riusciamo a intercettare una minaccia missilistica, c’è poi un’altra minaccia”, quindi “non c’è rischio zero per una eventuale scorta in quel canale”. Aggiungendo chee “se una nave effettua una scorta lì, ha molte probabilità di essere attaccata”.

Il Capo di Stato Maggiore della Marina militare italiana, l’ammiraglio di Squadra navale Giuseppe Berutti Bergotto
09:59
E anche Kim Jong-un commenta: attacchi americani in Iran sono “terrorismo di Stato”. Dotarsi di un’arma nucleare decisione giusta
Le operazioni belliche statunitensi in Iran sono “terrorismo di Stato” è il commento del leader nordcoreano Kim Jong Un alla gvuerra in Medio Oriente. Kim, ripreso della Cnn, ha sottolineato che il conflitto in Iran dimostra la correttezza da parte della Corea del Nord della decisione di dotarsi di un’arma nucleare.

Kim Jong Un con la figlia Kim Ju Ae durante un’esercitazione
09:41
Dalle ore 24 lanciate 5 ondate di missili contro Israele
I media israeliani hanno fatto sapere che dalla mezzanotte sono state lanciate cinque ondate di missili balistici dall’Iran contro Israele. L’ultimo attacco ha fatto attivare le sirene d’allarme a Tel Aviv e nel centro di Israele, secondo i media locali. Al momento non si registrano vittime.
09:31
Usa: 15 morti e 290 militari feriti da inizio guerra
Sono circa 290 i militari statunitensi feriti dall’inizio dell’operazione militare congiunta israelo-americana lanciata il 28 febbraio contro l’Iran. Lo ha riferito all’Nbc News un funzionario statunitense a conoscenza delle operazioni. Dei militari feriti, 255 sono già rientrati in servizio, mentre 10 sono gravemente feriti. Invece sono 13 quelli uccisi nel conflitto, e altroi due sono morti per cause non legate al combattimento.
09:09
Baghaei no a negoziati con Usa, ci hanno già traditi una volta
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha respinto con forza le proposte di Trump: “Abbiamo chiarito ieri che non ci sono colloqui o negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti”, ha affermato. “Abbiamo avuto un’esperienza catastrofica, direi, con la diplomazia statunitense. Siamo stati attaccati due volte nell’arco di nove mesi, mentre eravamo nel bel mezzo di un processo negoziale per risolvere la questione nucleare. Si è trattato quindi di un tradimento della diplomazia”, ha sottolineato.
09:09
Idf: colpito impianto produzione missili dei Pasdaran a Teheran
L’esercito israeliano ha colpito un impianto di produzione di missili da crociera navali operante sotto il ministero della Difesa iraniano a Teheran. Il sito veniva utilizzato per “sviluppare e produrre missili da crociera navali a lungo raggio, in grado di distruggere rapidamente obiettivi in mare e a terra”, fa sapere l’Idf.