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Redazione cronache

La Bora a Trieste e su tutto il versante adriatico, con raffiche di oltre 90 km/h, farà percepire temperature anche di 4-5 gradi

Venti di burrasca in diverse zone dell’Italia, neve a basse quote sull’Appennino e brusco abbassamento delle temperature. Insomma, per farla breve, eventi meteorologici non proprio in linea con la primavera. Anzi. È quanto promette, a partire dalla prossima notte e nelle giornate di giovedì e venerdì, il ciclone artico che sta per colpire anche l’Italia. Non è un ritorno all’inverno. Anche se alcuni indicatori potrebbero farlo pensare. Di notte il colonnino segnerà in molte città anche due gradi. 

Anticipa lo scenario Mattia Gussoni, esperto meteorologo de iLMeteo.it, il quale però precisa che il fenomeno non colpirà in modo omogeneo l’Italia. Alcuni fronti saranno maggiormente interessati. È il caso del Nord-est, della Romagna e del versante adriatico, da Trieste fino al Molise. «Sulle Alpi avremo già da domani nevicate oltre gli 800 metri mentre sul versante adriatico fino ai 300 metri di quota. Le temperature sono previste in ribasso di 6-7 gradi nei valori minimi tra venerdì e sabato. Anche se di giorno, con il sole, i valori torneranno a 15-16 gradi». 



















































A partire da domani, si formerà sul Mar Adriatico settentrionale un ciclone profondissimo, con un minimo di pressione di 985 hPa (o millibar), un valore paragonabile a quello di un uragano di categoria 1. «Questo vortice — continua Gussoni —, produrrà aria più gelida, che da nord si sposterà con il passare delle ore nelle aree meridionali». L’esperto invita a fare attenzione a i venti. Nella prima parte della giornata a Trieste (dove nella notte potrebbero cadere dei fiocchi bianchi spinti dal vento) e più giù sull’adriatico la Bora sprigionerà raffiche di oltre 90 km/h, mentre sulla Sicilia e Sardegna soffierà il maestrale con altrettanto intense raffiche di burrasca (le folate di vento faranno percepire temperature anche di 4-5 gradi). Il maltempo di stampo invernale sarà avvertito un po’ ovunque su tutto il Centro-Sud. 

Un bollettino al quale prestare la massima attenzione, seguendo le informazioni della Protezione Civile Nazionale. Venerdì il quadro non dovrebbe mutare. Nel fine settimana, secondo le prime indicazioni, avremo ancora residuo maltempo al Sud, cieli a tratti nuvolosi che non escluderanno comunque il ritorno delle gelate notturne tardive in Val Padana. Tuttavia la situazione è destinata a migliorare a partire dalla domenica delle Palme. Come valutare questo brusco calo? Possiamo parlare di ennesima anomalia climatica? «La primavera è una stagione di passaggio, amplificata tradizionalmente da scontri di masse di area diverse — afferma Gussoni —. Quindi questa “bizzarria” meteo può rientrare in un quadro di normalità. Si tratta però di un episodio a cui non eravamo più abituati: dati statistici alla mano, si configura come episodio meteo di tutto rispetto, il più freddo degli ultimi anni. Ecco, registriamo il dato». 

25 marzo 2026