Gattuso: «Sento il peso dell’Italia sulle spalle, prendo qualche pillola per dormire meglio, altrimenti sembrerei un pipistrello»

(di Paolo Tomaselli, inviato a Bergamo) «Sento il peso dell’Italia sulle spalle. Ma lo sento da settembre perché tutti mi chiedono di riportare l’Italia al Mondiale». Rino Gattuso è alla settima panchina da c.t. azzurro e deve già affrontare «la partita più importante della mia carriera di allenatore. Mi sono preparato e voglio pensare in positivo e in grande. Ce la giocheremo. Ho letto le parole di Lippi su di me e devo confessare che mi sono emozionato pensando a tutto quello che abbiamo vissuto assieme. Se dormo? Qualche pillolina mi aiuta, altrimenti apro gli occhi alle 4.30 e sembro un pipistrello…».

Serietà e voglia di sdrammatizzare. Consapevolezza e ricerca del «cazzeggio». Gattuso è pronto per la semifinale playoff a Bergamo (giovedì 20.45 Rai 1) e anche la squadra che si allena sotto il diluvio di sembra aver capito il messaggio dopo mesi di telefonate, di cene, di confronti. «Abbiamo parlato anche di calcio e di questa Irlanda del Nord che gioca con il veleno dentro, come se ogni pallone fosse l’ultimo. Non solo non dobbiamo sottovalutarla, ma dobbiamo avere il loro stesso atteggiamento».

L’unico dubbio di formazione sembra riguardare Alessandro Bastoni alle prese dal derby dell’8 marzo con una caviglia gonfia: sarà decisiva la rifinitura di domattina, se l’interista non ce la farà sarà ballottaggio tra Gatti e Buongiorno, con lo juventino che sembra avvantaggiato vista la capacità degli irlandesi di far male sui calci piazzati: «Vedere gente che domenica non si reggeva in piedi restare a Coverciano per provarci è già una vittoria, vuol dire che stiamo bene insieme, ma adesso dobbiamo dimostrarlo in campo. Cosa dico agli italiani? Che siamo artefici del nostro destino e sappiamo quello che dobbiamo fare. È giusto che gli irlandesi ci provochino, perché loro credono in tutto quello che fanno. Dobbiamo essere così anche noi. Gli spareggi del passato? Non li ho riguardati, ma la fortuna è stata una componente. Ci vuole anche quella».