Il grattacielo residenziale più alto d’Italia è a Milano e, come spesso accade da queste parti, il primato prende la forma di una nuovo skyline. La Torre Solaria, 143 metri e 37 piani, si alza nel quartiere di Porta Nuova e racconta una stagione urbana in cui l’abitare smette di restare orizzontale e si dispone in verticale, con vista continua sulla città. Più che un gesto isolato, una presenza iscritta e ben definita all’interno di un quartiere costruito quasi come un catalogo di architetture contemporanee. Intorno alla Solaria si incontrano infatti alcuni dei vicini più riconoscibili della Milano recente: a pochi passi sorgono le torri direzionali di Piazza Gae Aulenti e il complesso di Bosco Verticale firmato da Stefano Boeri, con le sue facciate abitate da alberi e terrazze piantumate. Poco più in là compare la Torre UniCredit progettata da César Pelli, la guglia contemporanea che segna il punto più alto dello skyline milanese. A completare il quadro ci sono gli edifici delle Varesine disegnati da Kohn Pedersen Fox e il sistema di spazi pubblici che connette Garibaldi, Isola e il nuovo centro pedonale. La Solaria entra in questa costellazione con un ruolo diverso: non uffici, non headquarters, ma finalmente una torre di case, un pezzo di città abitata.

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Il progetto, firmato dallo studio Arquitectonica e completato nel 2014, lavora su una verticalità chiara e regolare. Le logge profonde disegnano una griglia continua, le vetrate amplificano la relazione con il paesaggio urbano, ogni piano diventa una balconata sulla città. Salendo, l’orizzonte si allarga e Milano cambia scala, con le Alpi che compaiono nelle giornate limpide e la trama compatta del centro che si legge come una mappa. In questo quadro, la nascita della torre coincide con la trasformazione complessiva di Porta Nuova, una delle più grandi operazioni urbane europee degli ultimi anni. L’area delle Varesine, per lungo tempo rimasta sospesa, viene progressivamente ricucita e consolidata anche attraverso l’ingresso di investitori internazionali, tra cui il fondo sovrano del Qatar, che nel 2015 ha acquisto tutti in grattacieli. In questo scenario la Solaria assume il ruolo di residenza simbolo del nuovo quartiere, affiancando le torri direzionali e portando la vita quotidiana dentro la skyline.

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Gli interni seguono la stessa logica: grandi vetrate, terrazze abitabili, distribuzioni pensate per mantenere la vista come elemento domestico. Ai piani più alti le unità diventano vere case sospese, con panorami che cambiano durante il giorno e trasformano l’altezza in esperienza quotidiana. La torre funziona quasi come un condominio verticale con vista permanente su Milano e oggi resta il riferimento dell’abitare alto in Italia e uno dei segni più chiari della Milano contemporanea. In mezzo a torri per uffici, architetture entrate nell’immaginario collettivo e piazze sopraelevate, questa residenza introduce una dimensione più domestica nella nuova skyline.

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piazza gaulenti in the district of porta nuova, with the highrise towers of the solaria residential complex in the background, in milan, italypinterest

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Sono nato a Napoli, non parlo in terza persona e non curo cose, oggetti, persone o animali. Ho studiato architettura tra il Politecnico di Milano e l’ENSA Paris-Belleville per poi laurearmi in Architettura delle Costruzioni. Mi sono occupato di allestimenti seguendo i progetti di NENDO, scrivo di grandi architetture e sto completando un dottorando in Composizione allo IUAV di Venezia. Nonostante questo, tutto regolare.