Il finale della Milano-Sanremo 2026 ha colpito ed emozionato tutti, con la straordinaria vittoria di Tadej Pogačar nonostante la caduta pochi chilometri prima dell’inizio della Cipressa. Il campione del mondo è riuscito non solo a rientrare sul gruppo proprio sulle prime pendenze della salita, ma anche a sferrare l’attacco poi decisivo, trovando la risposta dei soli Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling) e Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Premier Tech). Il britannico è stato battuto soltanto allo sprint finale, mentre il neerlandese ha dovuto alzare bandiera bianca sul Poggio, per salire con il proprio passo. Eppure, la storia della Classicissima sarebbe potuta essere molto diversa se in quella caduta non fosse stato coinvolto anche Wout Van Aert (Visma | Lease a Bike).

Ne è convinto Manuele Tarozzi, protagonista nella lunga fuga che ha animato la Milano-Sanremo 2026 per circa 250 km. Il corridore della Bardiani CSF 7 Saber si è poi staccato a Capo Mele, per venire riassorbito dal gruppo poco prima della Cipressa. In un’intervista esclusiva alla partenza della prima tappa della Settimana Coppi e Bartali 2026, il classe ’98 ha raccontato: “L‘obiettivo della Sanremo era andare in fuga e ci siamo riusciti. Poi l’obiettivo era riuscire ad arrivare fino alla Cipressa, purtroppo io e Marcellusi abbiamo fatto un piccolo errore nell’alimentazione e siamo andati in crisi di fame. Peccato, ci siamo spenti all’improvviso. Non me lo aspettavo, fino a 20 km stavo bene, poi sui capi all’improvviso non avevo più gambe”.

In ogni caso, l’italiano è riuscito a farsi vedere per buona parte della corsa, anche se proprio nel finale gli sono mancate le energie giuste. Ripreso e poi distanziato dal gruppo, Manuele Tarozzi ha potuto assistere alla grande rimonta di Tadej Pogačar, ma è rimasto colpito soprattutto dalla prestazione di Wout Van Aert, rimasto ben più attardato a causa della stessa caduta e del successivo cambio di bicicletta: “Il gruppo mi ha ripreso poco dopo la caduta di Pogačar, infatti ho visto lui che stava rientrando. Chi mi ha fatto davvero impressione è Van Aert, era staccato di tanto. Non avrei mai pensato che potesse rientrare, da quanto era staccato quando mi ha superato. Pogačar ha fatto una bella impresa, ma mi spiace per Van Aert perché secondo me aveva le gambe per restare con lui“.

Per la cronaca, Wout Van Aert è poi riuscito a rientrare sul gruppo degli inseguitori e ad attaccare nella discesa successiva al Poggio, chiudendo in terza posizione alle spalle di Pogačar e Pidcock. Ma chissà come sarebbe andata la Milano-Sanremo 2026 se il belga della Visma | Lease a Bike avesse preso la Cipressa insieme agli altri favoriti, giocandosi le sue carte nel finale senza l’obbligo di inseguire.