È stato assolto, dall’accusa di aver diffuso consapevolmente il virus dell’Hiv attraverso rapporti sessuali non protetti con la moglie e con un’amica della donna – poi morta di Aids – l’uomo finito sotto processo davanti alla Corte di assise di Napoli. Secondo i giudici, “il fatto non costituisce reato”.

L’imputato, un 65enne di Ischia, era accusato di omicidio volontario con dolo eventuale in relazione alla morte di una donna polacca di 37 anni, avvenuta nel novembre del 2017. Secondo la ricostruzione della procura, l’uomo – pur consapevole della propria sieropositività – avrebbe avuto rapporti non protetti con la vittima, accettando il rischio di provocarne il decesso per Aids. Contestata anche la trasmissione del virus alla moglie, tuttora in cura.

Nel corso del processo erano state inizialmente ipotizzate anche la violenza sessuale nei confronti dell’amica della consorte e le lesioni ai danni della moglie, reati nel frattempo caduti in prescrizione.

Il caso era stato riaperto a distanza di anni dalla IV sezione della procura di Napoli dedicata alle cosiddette “fasce deboli”. Durante la requisitoria dello scorso 11 marzo, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 24 anni di carcere. In aula erano stati proiettati anche alcuni video-denuncia registrati dalla vittima in ospedale, nei quali la donna – visibilmente provata dalla malattia – ricostruiva le presunte violenze subite nei primi anni Duemila, quando viveva a Ischia nella casa dell’imputato perché amica della moglie.

La difesa aveva sollecitato l’assoluzione. La Corte ha accolto questa richiesta pronunciando la sentenza assolutoria.