di
Elisabetta Andreis

Non ci sono cifre, né tempi. Ma è il segnale che il dossier Hoepli è in una fase nuova. Anche altri interlocutori avrebbero già chiesto accesso a conti e bilanci

Un primo passo, formale. Il primo vero. Il gruppo Mondadori presenta un’offerta per acquisire il ramo dell’editoria scolastica di Hoepli. La proposta viene depositata al liquidatore. Non ci sono cifre, né tempi. Ma è il segnale che il dossier entra in una fase nuova. Finora l’indicazione ufficiale dei liquidatori è rimasta una: interesse per la casa editrice, nessuna offerta per la libreria. Mondadori è il primo a tradurre quell’interesse in un atto concreto. La mossa può aprire scenari diversi. Non si esclude, nell’ambito della procedura di liquidazione, la possibilità di un confronto competitivo, fino a una gara tra più soggetti. Perché, accanto a Mondadori, altri interlocutori avrebbero già chiesto accesso a conti e bilanci. Vogliono vedere, capire, valutare. E da ambienti finanziari filtra un elemento che complica il quadro: non solo editoria. Ci sarebbero segnali di interesse anche per la libreria, con l’idea – ancora tutta da verificare- di tenere unita la casa editrice con il punto vendita storico. Un’operazione più complessa, ma non impossibile. E che si giocherebbe sul filo del tempo.

Sul fondo resta la partita più grande. Quella dell’immobile. Le trattative per la vendita del palazzo di via Hoepli a un fondo statunitense sono in fase avanzata. L’accordo, però, non è ancora stato formalizzato. Manca la firma. «La supposta vendita è priva di qualsiasi fondamento, mancante di riscontro fattuale», dice una comunicazione della società. E non è solo una questione negoziale. Pesano anche le vicende giudiziarie che attraversano la famiglia. Da una parte i fratelli Barbara, Matteo e Giovanni Hoepli, dall’altra il cugino Giovanni Nava, che detiene circa il 33 per cento delle quote. Nava attende la decisione della Cassazione su una lunga causa societaria: sostiene che una parte delle partecipazioni debba tornare al suo ramo familiare. Una pronuncia che può cambiare gli equilibri. E che, finché non arriva, tiene sospesa anche la trattativa sull’immobile.



















































Intanto il tempo corre. Il conto alla rovescia ha una data. 30 aprile. «L’affitto scade e non verrà rinnovato. In quella data la libreria Hoepli chiude». La comunicazione della liquidatrice Laura Limido è arrivata martedì ai dirigenti. Linea netta. Poi un secondo termine: fine giugno. Il palazzo dovrà essere completamente liberato. Sul fondo lo scontro societario. I fratelli da una parte, il cugino Giovanni Nava dall’altra, in attesa della Cassazione. Intanto la città si è già espressa. Sessantamila firme. Un flash mob sotto la pioggia con centinaia di persone. Dentro, tra i tavoli, i 49 librai e la stessa scena. Un libro consigliato. Una pila sistemata. Centocinquantasei anni che scorrono verso una data.

«Già un anno fa avevamo presentato un’offerta per Hoepli spa, che purtroppo non è stata accettata – ha sottolineato l’amministratore delegato del Gruppo Mondadori, Antonio Porro -. Preso atto della decisione dei soci di liquidare Hoepli, oggi abbiamo fatto pervenire una diversa offerta che riguarda solo la scolastica, nell’auspicio che possa essere accolta». Mondadori non nasconde di poter prendere in considerazione anche la possibilità di ampliare l’offerta ad altri asset dello storico marchio in liquidazione. «Nel monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione ha aggiunto Porro -, verificheremo se dovessero aprirsi eventuali nuove opportunità che ci possano far riconsiderare ulteriori asset di Hoepli; naturalmente ciò non può comunque prescindere dalla sostenibilità del progetto a lungo termine».


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25 marzo 2026 ( modifica il 25 marzo 2026 | 19:21)