di
Andrea Laffranchi

Dieci canzoni, neanche un’ora di show. E gli 11 mila del Forum tornano a casa

«Ho vomitato qui dietro, colpa di un’intossicazione alimentare. Mi spiace. Non riesco ad andare avanti». Neanche un’ora di show, dieci canzoni, e Rosalía ferma il suo attesissimo show Milano. Parla lei con il pubblico prima che si accendano le luci e la sicurezza inviti tutti gli 11 mila a lasciare il Forum ordinatamente. 

Lo show era circa a metà si avviava verso la fine del secondo atto, quando la popstar catalana ha capito che non poteva più andare avanti. Un lungo momento a luci spente e poi il suo discorso. Un concerto unico in tutti i sensi. Non solo per la fine anticipata. Per quello che si è visto, Rosalía ha creato qualcosa di diverso. Una scenografia da performance teatrale: due scale ai lati del palco, avvolte da teli, e un grande sole luminoso alle spalle. Al centro una cassa da cui appare lei, vestita da ballerina classica. 



















































Niente visual ad accompagnare le canzoni, soprattutto quelle dell’ultimo Lux, un album che mischia 13 lingue, ispirato a ricerche su misticismo e santità. Al centro della platea l’orchestra che mischia i suoi suoni organici e potenti con tocchi elettronici. Ci sono i sovratitoli per tradurre i testi. Lei canta con precisione e intensità, in alcuni passaggi l’impostazione è quella lirica. Su Cristo piange diamanti, il brano in italiano, ricorda quanto «Puccini e Verdi e la vostra tradizione musicale spettacolare» siano stati di grande ispirazione per questo progetto. Piange anche, si sente il singhiozzo durante la performance. Forse non era solo commozione.

25 marzo 2026 ( modifica il 25 marzo 2026 | 23:50)