di
Alessandro Zuin
Addio a Dino Signori, un protagonista dello Sportsystem. Nel 2022 la cessione a Pesenti. L’azienda era stata fondata nel 1960 in una stalla dismessa
Per dare l’idea di quale pasta d’uomo e di imprenditore fosse fatto il Signor Dino, basti questo episodio, relativo all’atto finale della sua ultra sessantennale attività: quando, a 86 anni suonati, decise che era arrivato il momento di lasciare la sua creatura, Sidi, cedendo il 100% delle quote al fondo Italmobiliare della famiglia Pesenti – giorno del closing, il 18 luglio 2022 -, scelse di vendere proprio a loro e non ad altri perché l’ingegner Carlo Pesenti, anziché mandare in avanscoperta, come tutti i potenziali compratori, stuoli di avvocati e consulenti assortiti, si era presentato di persona nel suo ufficio a Maser, avviando così una trattativa vecchia maniera che, anche per questa ragione, era stata coronata da successo. E quando le firme sull’atto di vendita erano state apposte, per prima cosa i due contraenti incontrarono le maestranze riunite nel quartier generale di Sidi, per trasmettere personalmente ai collaboratori un messaggio di continuità e di crescita.
Il libro
Dino Signori è morto alla bella età di 90 anni (li aveva compiuti nell’ottobre scorso). A dirla con una frase fatta, per raccontare la sua vita di pioniere dello Sportsystem veneto ci vorrebbe un libro. Cosa che, in effetti, è stata fatta nel 2014 dal giornalista Pier Augusto Stagi, autore del volume «Dino Signori – Dalla testa ai piedi», ritratto di un self-made man delle colline trevigiane partito da Maser per andare alla conquista del mondo, senza mai dimenticare da dove era venuto.
Lo sviluppo della calzatura
Per migliaia di appassionati di ciclismo e motociclismo nel globo, e per moltissimi atleti che hanno praticato questi sport a livelli altissimi, il marchio Sidi (dalle iniziali del fondatore) è stato, semplicemente, il sinonimo di scarpa. Qualche nome, giusto per intendersi: hanno gareggiato con Sidi ai piedi Francesco Moser, Giacomo Agostini, Tony Cairoli, Loris Capirossi, Laurent Fignon, Alberto Contador, Ivan Basso, Vincenzo Nibali, Paolo Bettini, Richard Carapaz e molti altri, ognuno dei quali ha dato il proprio personale contributo allo sviluppo delle calzature realizzate dalla casa di Maser.
Prima e dopo
Nel settore, è esistito un prima e un dopo Sidi: è da qui che, negli anni Settanta, è stata lanciata la tacchetta mobile che ha rivoluzionato il sistema di aggancio della scarpa dei ciclisti al pedale della bicicletta. E sempre da qui sono usciti i primi stivaletti da motocross con chiusura a 6 leve. Lo stesso Signori, in gioventù, era stato un corridore dilettante piuttosto forte. Le «due ruote» erano la sua dimensione, a trazione umana oppure a motore, come quella Vespa Piaggio con cui il Signori giovane imprenditore macinava chilometri avanti e indietro per il Nord Italia, a caccia di clienti per la sua nuova impresa, fondata nel 1960 partendo da un laboratorio per la produzione di calzature sportive e da montagna ricavato in una stalla dismessa di Maser, sui Colli asolani. Perfetta rappresentazione di un Nordest contadino che si approcciava per la prima volta al boom economico e alla società dei consumi. «Ci ha insegnato che il progresso nasce dall’impegno quotidiano, dal rispetto per le persone e dalla capacità di costruire un domani migliore attraverso il duro lavoro», ha detto Davide Rossetti, Ceo di Sidi.
Rimasto vedovo da un anno della moglie Diana, Signori aveva accusato nei mesi scorsi un problema cardiaco, che l’aveva costretto anche ad alcuni ricoveri ospedalieri. La morte è sopraggiunta nella scorsa notte. Lascia i figli Rosella e Daniele e i nipoti.
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24 marzo 2026 ( modifica il 24 marzo 2026 | 19:36)
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