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Sul recto, l’interpretazione dell’Ecce Homo. Sul verso, il San Girolamo penitente in un paesaggio di gusto nordeuropeo. È databile intorno al 1465 la piccola tavola di Antonello da Messina, acquisita dallo Stato italiano lo scorso febbraio presso la casa d’aste Sotheby’s di New York per 14,9 milioni di dollari. L’opera, probabilmente nata per uso devozionale privato, sarà esposta, in anteprima mondiale, dal 27 marzo al 7 aprile, a ingresso gratuito, nella Sala Capitolare di Palazzo della Minerva, sede della Biblioteca del Senato. Poi, la tavola raggiungerà la sua sede permanente, il Munda – Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026. Da qui, successivamente, inizierà l’itinerario nei musei italiani. Non solo. È già stata richiesta per una grande rassegna su Antonello da Messina, appunto, in programma nel 2028 al museo nazionale Thyssen Bornemisza di Madrid.
APPROFONDIMENTI
LA STORIA
La tavola fu riscoperta da Federico Zeri nel 1981. «Si tratta di un’opera giovanile ancora ignota alla letteratura artistica», scrisse lo storico dell’arte. I primi riferimenti documentali risalgono alla sua presenza in una collezione privata spagnola all’inizio del secolo scorso. Nel 1967, l’opera fu acquisita dalla galleria Wildenstein & Co. di New York. Successivamente fu venduta tramite trattativa privata da Sotheby’s al gallerista Fabrizio Moretti, che a sua volta lo cedette all’attuale proprietario. Poi, l’asta da Sotheby’s il mese scorso e l’opera ritirata poco prima dell’inizio «a causa del forte interesse dimostrato dal governo italiano». Sulla tavola, leggere – e numerose – abrasioni, che, stando agli esperti, sarebbero da ricondurre al bacio dell’immagine, a conferma del suo impiego. «È un momento storico – ha commentato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, nei giorni scorsi, ammirando la tavola da Sotheby’s – Il ritorno in Italia di questo dipinto è un’operazione culturale senza precedenti.
Il quadro è eccezionale, ha un altissimo valore devozionale e al tempo stesso artistico, è un’acquisizione straordinaria».
La tavola si inserisce in una serie di varianti del medesimo tema eseguite da Antonello da Messina, dunque permette anche di seguire l’evoluzione del suo segno e della sua visione. Sono almeno sei i lavori noti dell’artista. E questo è il primo.

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