Domani arriva nelle sale Malavia, il nuovo film della regista napoletana Nunzia De Stefano, prodotto dal regista candidato all’Oscar Matteo Garrone e distribuito da Fandango. Un debutto che porta sul grande schermo una storia di adolescenza e periferia ma che trova una delle sue chiavi narrative proprio nella colonna sonora, firmata da Speaker Cenzou, figura storica della old school del rap napoletano.

Il film sarà presentato al The Space Cinema di Nola e Fuorigrotta il 27 e il 28 marzo, dove la regista e il cast incontreranno il pubblico con un saluto in sala in occasione dell’uscita.

Se la storia segue il percorso di Sasà, tredicenne cresciuto in una realtà complessa che cerca nella musica una via di riscatto, è proprio il rap a diventare il linguaggio più autentico del racconto. Non semplice accompagnamento musicale ma motore narrativo che attraversa l’intero film.

La colonna sonora firmata da Speaker Cenzou

A dare identità sonora a Malavia è Speaker Cenzou, nome simbolo dell’hip hop napoletano dagli anni Novanta e tra i protagonisti della storica scena della città. La sua presenza nel progetto non è casuale: il film racconta infatti il rapporto tra musica e crescita personale, restituendo al rap quella dimensione originaria di strumento di racconto e di liberazione emotiva.

Le canzoni accompagnano i momenti più intensi della storia di Sasà e traducono in musica le tensioni interiori dei personaggi. Non il rap stereotipato legato al denaro e alla fama, ma quello che nasce dalla strada e dalle esperienze reali, capace di trasformare rabbia, fragilità e desiderio di riscatto in parole.

In questo senso la colonna sonora diventa un vero ponte tra generazioni, mettendo in dialogo l’eredità della vecchia scuola con le nuove voci della scena napoletana.

Un incontro tra generazioni del rap napoletano

Accanto ai nomi storici della cultura hip hop partenopea, Malavia apre infatti spazio anche alle nuove leve del rap cittadino. Tra queste spicca Nicola Siciliano, artista tra i più seguiti della nuova scena urbana napoletana, capace di riempire spazi come la Casa della Musica di Napoli e ormai punto di riferimento per il pubblico più giovane.

Nel film Siciliano appare anche con un ruolo, portando dentro la narrazione la sua energia e la sua esperienza musicale. La sua presenza rafforza l’idea di un progetto che mette insieme due generazioni di artisti, dalla tradizione della old school rappresentata da Speaker Cenzou fino ai nuovi protagonisti della scena contemporanea.

Malavia di Nunzia De Stefano prodotto da Matteo Garrone racconta il rap oltre il mito facile | VIDEOIl rap come linguaggio del film

In Malavia il rap non è soltanto colonna sonora ma linguaggio narrativo. La musica accompagna il percorso di Sasà, interpretato dal giovane Mattia Francesco Cozzolino, ragazzo cresciuto senza padre e profondamente legato alla madre Rusè.

Nel suo mondo il rap non è una scorciatoia per il successo ma un processo di crescita: uno spazio dove elaborare paure, rabbia e fragilità. Un tema che attraversa tutto il film e che nasce anche dall’esperienza diretta della regista durante i casting di strada.

“Molti ragazzi, anche giovanissimi, sognano di diventare rapper pensando soprattutto ai soldi o alla fama” racconta Nunzia De Stefano “Con questo film abbiamo cercato di allontanarci dal cliché del successo facile e raccontare la musica come un modo per esprimersi e capire chi si è”.

Una Napoli reale, lontana dagli stereotipi

Girato tra Ponticelli, il centro storico e alcune zone meno note della Mostra d’Oltremare, Malavia restituisce una Napoli concreta e quotidiana. Una città fatta di periferie, amicizie e contraddizioni, dove i sogni dei ragazzi spesso si scontrano con contesti difficili.

Accanto a Sasà si muovono i suoi amici Nicolas (Junior Rodriguez, già visto nella serie Disney+ Uonderbois) e Cira, interpretata da Francesca Gentile. Attraverso il loro rapporto il film sfiora anche temi delicati come la ricerca della propria identità e il coraggio di accettarsi.

Un film che torna alla strada

Il racconto parte dalla strada e alla strada ritorna. Proprio come il rap che lo attraversa.

Malavia prova infatti a guardare dentro l’adolescenza contemporanea, tra sogni di successo e bisogno di punti di riferimento. E lo fa con uno sguardo che mette al centro una domanda semplice ma urgente: cosa significa crescere oggi quando tutto sembra ridursi all’illusione di un successo immediato?

Nel film la musica diventa una possibile risposta. Non promessa di fama, ma spazio di consapevolezza e di salvezza emotiva.