La resistenza non dura neanche 24 ore. Dopo il pressing e un tentativo di non cedere, Daniela Santanchè molla nel giorno più nero della sua carriera politica. Abbandona il ministero del Turismo obbedendo, ma non tacendo, all’invito della premier Meloni: ‘Cara Giorgia lascio, il mio certificato penale è immacolato ma sono abituata a pagare i conti anche quelli degli altri, non volevo essere un capro espiatorio’. Nella serata di ieri arriva il sostegno di Ignazio La Russa che esprime ‘vicinanza’ a Santanché, le cui dimissioni sono un ‘gesto non dovuto’. Le teste cadute dopo la sconfitta al referendum sono dunque tre, dopo quelle del sottosegretario Delmastro e la capa di gabinetto della Giustizia Bartolozzi. Insistente si era fatta la pressione della maggioranza. Dal centrosinistra gli strali sono soprattutto per la premier, invitata a riferire in aula, tacciata dalla segretaria dem Schlein ‘di debolezza, sintomo di una crisi politica profonda’. Resta in carica il ministro Nordio, forte ‘della fiducia del governo’.\n
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La ministra del Turismo, così come auspicato da Giorgia Meloni, ha lasciato il suo incarico e ha comunicato le dimissioni con una lettera indirizzata alla premier. Quando la notizia è diventata pubblica, nell’Aula della Camera si sono alzati degli applausi dai banchi delle opposizioni. \”Non capivo, pensavo applaudiste me… poi ho visto le agenzie e ho capito\”, ha detto il vicepresidente di turno Giorgio Mulè. Subito dopo diversi politici hanno commentato la notizia. Dalle opposizioni che definiscono le dimissioni tardive, alla maggioranza che ringrazia l’ormai ex ministra per il senso di responsabilità: ecco le reazioni.
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Il partner dell’ex ministra del Turismo sostiene che il passo indietro sia stato un atto dovuto alla richiesta della premier, seppur deciso con sofferenza. Racconta lo shock per una scelta inattesa, arrivata in un momento già segnato dal risultato del referendum. Sottolinea inoltre la volontà della senatrice di non essere associata alle dimissioni di Bartolozzi e Delmastro, ritenute motivate da vicende diverse.
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\”Le battaglie non si fanno solo quando si è certi di vincerle, o solo perché conviene. Si fanno quando sono giuste. Quella sulla separazione delle carriere lo era, e siamo fieri di averla fatta\”. Così il deputato e Segretario del Partito Liberaldemocratico, Luigi Marattin, intervistato dal quotidiano \”il Riformista\”.\n \”Tra un centrodestra confuso è una sinistra che – come dopo il referendum del 2011 – già si vede al governo, è sempre più necessaria un’offerta politica autenticamente liberale e fuori dalle curve ultra. Nelle prossime settimane tireremo anche noi \”la rete\”, e capiremo le condizioni a cui è possibile cominciare a metterla in campo\”, dichiara Marattin.
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La partecipazione \”notevole\” al\nreferendum dovrebbe essere occasione per auspicare una \”maggiore\nconcordia\” e collaborazione nel Paese. Cosi’ il Segretario di Stato, il\ncardinale Pietro Parolin, a margine di un convegno su De Gasperi. \”E’\nsempre difficile pronunciarsi sulle vicende italiane e io sono molto\nrestio a farlo perche’ non tocca a noi dare giudizi\”, ha detto il\nporporato che pero’ ha aggiunto, riguardo alla grande partecipazione al\nvoto: \”Auspichiamo semplicemente che tutto questo possa aiutare a una\nmaggiore concordia e una maggiore collaborazione sempre in vista del bene\ncomune del Paese. Certamente preoccupa la conflittualita’ – ha precisato\nParolin – che non serve per il bene della societa’ e non serve per il bene\ndel Paese. Quindi invito a usare questo momento, approfittare di questo\nmomento che poi anche a livello internazionale particolarmente complicato\ne doloroso, anche per cercare di creare una sinergia ognuno dal suo punto\ndi vista, ognuno con il suo contributo, ma per il bene del Paese\”.
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\”Il giudizio di merito viene dopo. Se il presidente del Consiglio ti chiede di dimetterti, lo fai\”. Lo afferma, in un’intervista a Il Resto del Carlino, Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia in Senato, commentando le dimissione della ministra Santanché. \”Daniela – aggiunge – avrà tutto il tempo per dimostrare le proprie ragioni. Intanto c’era una gerarchia da rispettare. Un dibattito sulla fiducia sarebbe stato paradossale. Ha fatto bene a cedere: anche se si ritiene che non sia giusto, di fronte a un pronunciamento così elevato non si può che prenderne atto e rispettarlo\”. \”Un premier – prosegue Gasparri – deve farsi carico di tanti problemi e doveri, sia in sede interna che internazionale, e a questo ci aggiunge la capacità di raccogliere e mantenere un forte consenso: ce lo ha Giorgia come in passato lo ebbe Berlusconi. Dunque il suo messaggio alla Santanchè è stato: faccio tanti sacrifici per il mio ruolo, ma ho bisogno che tutti agevoliate il mio impegno. Ad oggi le sue dimissioni sono state ritenute necessarie. Poi, ripeto: ci sarà tempo e modo per dimostrare le sue ragioni\”. La riforma della giustizia verrà mai più riproposta? \”Le mie posizioni rimangono identiche – conclude Gasparri -: fosse per me la riproporrei domani. Ma obiettivamente non è più all’ordine del giorno. Ci sono tanti temi economici e sociali nell’agenda dell’ultimo anno di governo. Serve riconoscere le priorità\”.
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\”Dobbiamo dialogare. Possiamo ripartire dai temi che l’Anm ci portò in un incontro al ministero, nel marzo scorso. Ci saranno poi le richieste dell’avvocatura e quelle della politica. Abbiamo il dovere di provarci\”. Lo afferma, in un’intervista a La Stampa, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. \”Il logoramento mediatico – aggiunge -, se riguarda chi sta al governo o vicino al governo, direttamente o indirettamente, si ripercuote sulla compagine governativa. L’abbiamo visto nella campagna referendaria, in cui ogni ‘voce dal sen fuggita’ è stata utilizzata come una clava contro coloro che erano favorevoli alla riforma\”. \”È necessario – prosegue Sisto -, a mio avviso, evitare ulteriori conflittualità con la magistratura. Aprirsi ad un dialogo, insieme con l’avvocatura e cercare sinergie virtuose, dimenticando per sempre champagne e ‘Bella Ciao’, plotoni di esecuzione, massoni ed indagati per opinione, imprecazioni contro politici e colleghi. Avverto già una propensione favorevole sia dell’Anm, come dell’avvocatura. Proviamo a suturare le ferite\”. Ricominciando \”dalle esigenze che ciascuno manifesta, per trovare un’intesa intelligente. Cercheremo di capire e agire di conseguenza: scrivere norme che migliorino la giustizia del Paese\” conclude il vice ministro.
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\”Dopo la clamorosa vittoria al referendum, e’ sorta dal basso la iniziativa di tanti giovani magistrati per chiedere una assemblea straordinaria della Anm per discutere ed affrontare i veri problemi del servizio giustizia\”. Ne dà notizia Area democratica per la giustizia, che ha deciso di sostenere l’iniziativa. \”Così come la mobilitazione per il No, si tratta di un altro ottimo esempio della vivacità culturale della magistratura italiana che si manifesta anche al di là delle forme classiche di associazionismo. Sono fenomeni da incoraggiare, nel rispetto delle regole statutarie della Anm. Per favorire la iniziativa -annunciano le toghe progressiste- il gruppo di AreaDg nel Comitato direttivo centrale ha chiesto di inserire nell’ordine del giorno del Cdc di sabato prossimo la convocazione di una assemblea straordinaria, a prescindere dal raggiungimento del numero di firme raccolte\”.
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\”È più probabile vincere mostrandoci uniti attorno a una proposta politica, quindi intanto sommessamente avanzerei una proposta: si convochi al più presto una riunione delle forze dell’opposizione per definire una traiettoria\”. Lo afferma, in un’intervista a La Repubblica, il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.\n \”Vediamoci il prima possibile – aggiunge – per dire intanto che questa coalizione c’è e che questo non è più in discussione. Ogni forza politica farà i suoi percorsi ascolterà i suoi elettori, ci mancherebbe, non voglio in nessun modo limitare l’autonomia di nessuno ma c’è un lavoro che va fatto insieme e che va fatto subito\”.\n \”Prendiamo per esempio un impegno solenne – prosegue Fratoianni -, che sia la prima traccia di questo programma: cioè che quando governeremo avendo vinto nelle urne, ci impegniamo a non farci venire grilli per la testa come quelli che talvolta in modo trasversale hanno spinto a ipotesi di stravolgimento della Costituzione Ma ci impegniamo invece pubblicamente ad attuarla, applicarla e rilanciarla\” conclude Fratoianni.
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\”Spigolosa. Tosta. Lei stessa disse di essere una donna con gli attribuiti, no? L’amarezza ci sta. È durissima dimettersi da ministro. A me è successo. Nel 2006, per il Laziogate. Le concordai con Fini, Berlusconi non voleva. Sette anni dopo venni assolto perché il fatto non sussiste\”. Lo afferma, in un’intervista a La Repubblica, Francesco Storace, commentando le dimissioni della ministra Daniela Santanché. Meloni ha fatto bene a chiederle le dimissioni? \”Certo. Purtroppo Daniela era entrata nel mirino della sinistra che la contestava per le inchieste\” aggiunge. Lei con Daniela Santanché ci fece un partito. \”Sì, la Destra – afferma ancora -. Solo che dopo poco mi mollò per tornare da Berlusconi, che in seguito la nominò sottosegretaria. Il Cavaliere ebbe però la carineria di avvertirmi prima, tramite Verdini: apprezzai molto\”. \”Il referendum è stata una botta imprevista, ma la premier Giorgia Meloni ha certamente la capacità per ricreare l’entusiasmo attorno a sé\” conclude Storace.
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\”La maggioranza non ha preso atto della sconfitta, distogliendo l’attenzione dal punto centrale, ossia che la responsabilità politica è di chi ha scritto la riforma, poi bocciata dai cittadini\”. Lo afferma, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, Alfonso Bonafede, ex ministro della Giustizia ed esponente M5S. \”La maggioranza – aggiunge – deve prendere atto del giudizio degli italiani, e chi ha la principale responsabilità politica, cioè la premier Meloni, deve quanto meno andare in Parlamento a confrontarsi\”.\n \”Il problema che vedo oggi – prosegue Bonafede – è il caos in cui è sprofondato il ministero. Martedì mattina Nordio aveva confermato la fiducia a Delmastro e Bartolozzi e il pomeriggio loro si sono dimessi. È un quadro estremamente precario, che mi dispiace constatare. Mi sembra grave, soprattutto, che le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi – difesi fino a pochi giorni fa da Meloni – siano state subordinate all’esito del referendum. Se avesse vinto il Sì forse sarebbero ancora al loro posto\”.\n \”I cittadini – afferma ancora l’ex guardasigilli – hanno capito che questa riforma non aveva nulla a che fare con l’efficientamento della giustizia, e che piuttosto era un attacco all’autonomia e all’indipendenza della magistratura. Servono nuovi investimenti, come feci da ministro e come è avvenuto grazie ai fondi del Pnrr, ottenuti dal governo Conte, grazie ai quali c’è stata un’importante riduzione dei tempi processuali. In Italia ci sono 12 giudici ogni 100 mila abitanti, a fronte di una media europea di 22 magistrati. Poi sarebbero fondamentali la semplificazione e il miglioramento informatico, in un’ottica di dialogo con la magistratura e con gli avvocati\” conclude Bonafede.
“,”postId”:”d6672405-5943-44c4-873a-9a51bd3acaae”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-26T07:12:49.385Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-26T08:12:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Il compagno di Santanchè: \”Ha fatto bene a dimettersi, abbiamo tanti progetti\””,”content”:”
\”Daniela ha fatto bene a dimettersi, perché glielo chiedeva la Giorgia che è una persona strepitosa. Era giusto così, ha fatto un passo indietro col cuore in mano\”. Così Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena, imprenditore fiorentino e compagno dell’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè, commenta in un’intervista a ‘Repubblica’ l’addio della senatrice, con cui da anni divide vita privata e vicende giudiziarie: \”ma siamo ottimisti e rispettosi, tante accuse assurde sono cadute\”.\nKunz racconta di non aver previsto la richiesta della premier: \”Proprio no, già eravamo depressi per il risultato del referendum, è stato un fulmine a ciel sereno, mai e poi mai lo avrebbe messo in conto\”. Santanchè, spiega, inizialmente aveva provato a resistere: \”Ha resistito solo per dare un messaggio forte. Per ribadire che non stava lasciando per la vittoria del No, come gli altri due\”.\nIl riferimento è alle dimissioni di Giusi Bartolozzi e Andrea Delmastro. Su quest’ultimo Kunz osserva: \”Beh, Delmastro è uomo stimabilissimo, però le sue vicende hanno avuto un timing tremendo sul Sì, sono state un deterrente pazzesco. La Daniela invece ha un rapporto ottimo con la magistratura, le sue dimissioni non hanno le stesse motivazioni\”.\nQuanto ai tempi dell’uscita di scena, Kunz riconosce: \”Vero. Però Giorgia è stata brava e coraggiosa a darle fiducia, l’ha resa la donna più felice al mondo, il passo indietro Daniela glielo doveva, anche se lo ha deciso a malincuore, ci teneva a restare\”. La decisione, aggiunge, è maturata dopo un confronto diretto: \”Si sono anche parlate per telefono\”.\nNessun sentimento di abbandono verso la leader di FdI: \”No. Dentro Fratelli d’Italia ci sono tante sfaccettature, non solo Giorgia. Sembrerebbe che a spingere per le dimissioni siano stati altri\”. E sullo stato d’animo della senatrice: \”Non è certo di buonumore. Più triste. Si è arrabbiata solo per come è andato il referendum\”.\nIeri sera, dopo le dimissioni, racconta Kunz, Santanchè è rientrata a Marina di Pietrasanta, dove ad attenderla c’erano \”le rose rosse\” del fidanzato e una cena fuori anche con il figlio Lorenzo. \”Vogliamo farle sentire tutto il nostro amore\”. E anticipa anche cosa le dirà: \”Che il suo valore non dipende dal suo incarico. Che è stata bravissima. Che siamo felici e fortunati perché abbiamo la salute. E che comunque rimane una senatrice e ci aspettano tanti progetti da realizzare insieme, il 28 maggio per esempio apriamo il lido Tala Beach\”.
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\”Anche Daniela Santanchè si è dimessa, comunque sempre troppo tardi\”. È quanto si legge in un post sui social pubblicato dal Pd e dalla segretaria dem Elly Schlein.
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La resistenza non dura neanche 24 ore. Dopo il pressing e un tentativo di non cedere, Daniela Santanchè molla nel giorno più nero della sua carriera politica. Abbandona il ministero del Turismo obbedendo, ma non tacendo, all’invito della premier Meloni: ‘Cara Giorgia lascio, il mio certificato penale è immacolato ma sono abituata a pagare i conti anche quelli degli altri, non volevo essere un capro espiatorio’. Nella serata di ieri arriva il sostegno di Ignazio La Russa che esprime ‘vicinanza’ a Santanché, le cui dimissioni sono un ‘gesto non dovuto’. Le teste cadute dopo la sconfitta al referendum sono dunque tre, dopo quelle del sottosegretario Delmastro e la capa di gabinetto della Giustizia Bartolozzi. Insistente si era fatta la pressione della maggioranza. Dal centrosinistra gli strali sono soprattutto per la premier, invitata a riferire in aula, tacciata dalla segretaria dem Schlein ‘di debolezza, sintomo di una crisi politica profonda’. Resta in carica il ministro Nordio, forte ‘della fiducia del governo’.
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Santanchè si dimette, applauso opposizioni alla Camera. Le reazioni
La ministra del Turismo, così come auspicato da Giorgia Meloni, ha lasciato il suo incarico e ha comunicato le dimissioni con una lettera indirizzata alla premier. Quando la notizia è diventata pubblica, nell’Aula della Camera si sono alzati degli applausi dai banchi delle opposizioni. “Non capivo, pensavo applaudiste me… poi ho visto le agenzie e ho capito”, ha detto il vicepresidente di turno Giorgio Mulè. Subito dopo diversi politici hanno commentato la notizia. Dalle opposizioni che definiscono le dimissioni tardive, alla maggioranza che ringrazia l’ormai ex ministra per il senso di responsabilità: ecco le reazioni.
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Dimissioni Santanchè, il compagno Dimitri Kunz: “Ha fatto bene”
Il partner dell’ex ministra del Turismo sostiene che il passo indietro sia stato un atto dovuto alla richiesta della premier, seppur deciso con sofferenza. Racconta lo shock per una scelta inattesa, arrivata in un momento già segnato dal risultato del referendum. Sottolinea inoltre la volontà della senatrice di non essere associata alle dimissioni di Bartolozzi e Delmastro, ritenute motivate da vicende diverse.
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Santanchè, le opposizioni dicono: “Troppo in ritardo”. VIDEO
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Marattin (PLD): “Necessaria un’offerta politica autenticamente liberale”
“Le battaglie non si fanno solo quando si è certi di vincerle, o solo perché conviene. Si fanno quando sono giuste. Quella sulla separazione delle carriere lo era, e siamo fieri di averla fatta”. Così il deputato e Segretario del Partito Liberaldemocratico, Luigi Marattin, intervistato dal quotidiano “il Riformista”.
“Tra un centrodestra confuso è una sinistra che – come dopo il referendum del 2011 – già si vede al governo, è sempre più necessaria un’offerta politica autenticamente liberale e fuori dalle curve ultra. Nelle prossime settimane tireremo anche noi “la rete”, e capiremo le condizioni a cui è possibile cominciare a metterla in campo”, dichiara Marattin.
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Referendum, Parolin: “Preoccupa conflittualità, serve concordia”
La partecipazione “notevole” al
referendum dovrebbe essere occasione per auspicare una “maggiore
concordia” e collaborazione nel Paese. Cosi’ il Segretario di Stato, il
cardinale Pietro Parolin, a margine di un convegno su De Gasperi. “E’
sempre difficile pronunciarsi sulle vicende italiane e io sono molto
restio a farlo perche’ non tocca a noi dare giudizi”, ha detto il
porporato che pero’ ha aggiunto, riguardo alla grande partecipazione al
voto: “Auspichiamo semplicemente che tutto questo possa aiutare a una
maggiore concordia e una maggiore collaborazione sempre in vista del bene
comune del Paese. Certamente preoccupa la conflittualita’ – ha precisato
Parolin – che non serve per il bene della societa’ e non serve per il bene
del Paese. Quindi invito a usare questo momento, approfittare di questo
momento che poi anche a livello internazionale particolarmente complicato
e doloroso, anche per cercare di creare una sinergia ognuno dal suo punto
di vista, ognuno con il suo contributo, ma per il bene del Paese”.
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10:02
Gasparri: “Se lo chiede la premier allora è un atto dovuto”
“Il giudizio di merito viene dopo. Se il presidente del Consiglio ti chiede di dimetterti, lo fai”. Lo afferma, in un’intervista a Il Resto del Carlino, Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia in Senato, commentando le dimissione della ministra Santanché. “Daniela – aggiunge – avrà tutto il tempo per dimostrare le proprie ragioni. Intanto c’era una gerarchia da rispettare. Un dibattito sulla fiducia sarebbe stato paradossale. Ha fatto bene a cedere: anche se si ritiene che non sia giusto, di fronte a un pronunciamento così elevato non si può che prenderne atto e rispettarlo”. “Un premier – prosegue Gasparri – deve farsi carico di tanti problemi e doveri, sia in sede interna che internazionale, e a questo ci aggiunge la capacità di raccogliere e mantenere un forte consenso: ce lo ha Giorgia come in passato lo ebbe Berlusconi. Dunque il suo messaggio alla Santanchè è stato: faccio tanti sacrifici per il mio ruolo, ma ho bisogno che tutti agevoliate il mio impegno. Ad oggi le sue dimissioni sono state ritenute necessarie. Poi, ripeto: ci sarà tempo e modo per dimostrare le sue ragioni”. La riforma della giustizia verrà mai più riproposta? “Le mie posizioni rimangono identiche – conclude Gasparri -: fosse per me la riproporrei domani. Ma obiettivamente non è più all’ordine del giorno. Ci sono tanti temi economici e sociali nell’agenda dell’ultimo anno di governo. Serve riconoscere le priorità”.
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10:01
Sisto: “Ogni voce utilizzata come clava, ripartiamo dal confronto con l’Anm”
“Dobbiamo dialogare. Possiamo ripartire dai temi che l’Anm ci portò in un incontro al ministero, nel marzo scorso. Ci saranno poi le richieste dell’avvocatura e quelle della politica. Abbiamo il dovere di provarci”. Lo afferma, in un’intervista a La Stampa, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. “Il logoramento mediatico – aggiunge -, se riguarda chi sta al governo o vicino al governo, direttamente o indirettamente, si ripercuote sulla compagine governativa. L’abbiamo visto nella campagna referendaria, in cui ogni ‘voce dal sen fuggita’ è stata utilizzata come una clava contro coloro che erano favorevoli alla riforma”. “È necessario – prosegue Sisto -, a mio avviso, evitare ulteriori conflittualità con la magistratura. Aprirsi ad un dialogo, insieme con l’avvocatura e cercare sinergie virtuose, dimenticando per sempre champagne e ‘Bella Ciao’, plotoni di esecuzione, massoni ed indagati per opinione, imprecazioni contro politici e colleghi. Avverto già una propensione favorevole sia dell’Anm, come dell’avvocatura. Proviamo a suturare le ferite”. Ricominciando “dalle esigenze che ciascuno manifesta, per trovare un’intesa intelligente. Cercheremo di capire e agire di conseguenza: scrivere norme che migliorino la giustizia del Paese” conclude il vice ministro.
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09:31
Area: subito assemblea straordinaria Anm chiesta da giovani magistrati
“Dopo la clamorosa vittoria al referendum, e’ sorta dal basso la iniziativa di tanti giovani magistrati per chiedere una assemblea straordinaria della Anm per discutere ed affrontare i veri problemi del servizio giustizia”. Ne dà notizia Area democratica per la giustizia, che ha deciso di sostenere l’iniziativa. “Così come la mobilitazione per il No, si tratta di un altro ottimo esempio della vivacità culturale della magistratura italiana che si manifesta anche al di là delle forme classiche di associazionismo. Sono fenomeni da incoraggiare, nel rispetto delle regole statutarie della Anm. Per favorire la iniziativa -annunciano le toghe progressiste- il gruppo di AreaDg nel Comitato direttivo centrale ha chiesto di inserire nell’ordine del giorno del Cdc di sabato prossimo la convocazione di una assemblea straordinaria, a prescindere dal raggiungimento del numero di firme raccolte”.
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09:24
Fratoianni: “Priorità al programma al leader ci penseremo dopo”
“È più probabile vincere mostrandoci uniti attorno a una proposta politica, quindi intanto sommessamente avanzerei una proposta: si convochi al più presto una riunione delle forze dell’opposizione per definire una traiettoria”. Lo afferma, in un’intervista a La Repubblica, il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.
“Vediamoci il prima possibile – aggiunge – per dire intanto che questa coalizione c’è e che questo non è più in discussione. Ogni forza politica farà i suoi percorsi ascolterà i suoi elettori, ci mancherebbe, non voglio in nessun modo limitare l’autonomia di nessuno ma c’è un lavoro che va fatto insieme e che va fatto subito”.
“Prendiamo per esempio un impegno solenne – prosegue Fratoianni -, che sia la prima traccia di questo programma: cioè che quando governeremo avendo vinto nelle urne, ci impegniamo a non farci venire grilli per la testa come quelli che talvolta in modo trasversale hanno spinto a ipotesi di stravolgimento della Costituzione Ma ci impegniamo invece pubblicamente ad attuarla, applicarla e rilanciarla” conclude Fratoianni.
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09:10
Storace: “Santanché è una donna tosta ma Meloni ha fatto bene a mollarla”
“Spigolosa. Tosta. Lei stessa disse di essere una donna con gli attribuiti, no? L’amarezza ci sta. È durissima dimettersi da ministro. A me è successo. Nel 2006, per il Laziogate. Le concordai con Fini, Berlusconi non voleva. Sette anni dopo venni assolto perché il fatto non sussiste”. Lo afferma, in un’intervista a La Repubblica, Francesco Storace, commentando le dimissioni della ministra Daniela Santanché. Meloni ha fatto bene a chiederle le dimissioni? “Certo. Purtroppo Daniela era entrata nel mirino della sinistra che la contestava per le inchieste” aggiunge. Lei con Daniela Santanché ci fece un partito. “Sì, la Destra – afferma ancora -. Solo che dopo poco mi mollò per tornare da Berlusconi, che in seguito la nominò sottosegretaria. Il Cavaliere ebbe però la carineria di avvertirmi prima, tramite Verdini: apprezzai molto”. “Il referendum è stata una botta imprevista, ma la premier Giorgia Meloni ha certamente la capacità per ricreare l’entusiasmo attorno a sé” conclude Storace.
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09:03
Bonafede: “Ora la destra non riesce ad accettare la sconfitta”
“La maggioranza non ha preso atto della sconfitta, distogliendo l’attenzione dal punto centrale, ossia che la responsabilità politica è di chi ha scritto la riforma, poi bocciata dai cittadini”. Lo afferma, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, Alfonso Bonafede, ex ministro della Giustizia ed esponente M5S. “La maggioranza – aggiunge – deve prendere atto del giudizio degli italiani, e chi ha la principale responsabilità politica, cioè la premier Meloni, deve quanto meno andare in Parlamento a confrontarsi”.
“Il problema che vedo oggi – prosegue Bonafede – è il caos in cui è sprofondato il ministero. Martedì mattina Nordio aveva confermato la fiducia a Delmastro e Bartolozzi e il pomeriggio loro si sono dimessi. È un quadro estremamente precario, che mi dispiace constatare. Mi sembra grave, soprattutto, che le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi – difesi fino a pochi giorni fa da Meloni – siano state subordinate all’esito del referendum. Se avesse vinto il Sì forse sarebbero ancora al loro posto”.
“I cittadini – afferma ancora l’ex guardasigilli – hanno capito che questa riforma non aveva nulla a che fare con l’efficientamento della giustizia, e che piuttosto era un attacco all’autonomia e all’indipendenza della magistratura. Servono nuovi investimenti, come feci da ministro e come è avvenuto grazie ai fondi del Pnrr, ottenuti dal governo Conte, grazie ai quali c’è stata un’importante riduzione dei tempi processuali. In Italia ci sono 12 giudici ogni 100 mila abitanti, a fronte di una media europea di 22 magistrati. Poi sarebbero fondamentali la semplificazione e il miglioramento informatico, in un’ottica di dialogo con la magistratura e con gli avvocati” conclude Bonafede.
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08:12
Il compagno di Santanchè: “Ha fatto bene a dimettersi, abbiamo tanti progetti”
“Daniela ha fatto bene a dimettersi, perché glielo chiedeva la Giorgia che è una persona strepitosa. Era giusto così, ha fatto un passo indietro col cuore in mano”. Così Dimitri Kunz d’Asburgo Lorena, imprenditore fiorentino e compagno dell’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè, commenta in un’intervista a ‘Repubblica’ l’addio della senatrice, con cui da anni divide vita privata e vicende giudiziarie: “ma siamo ottimisti e rispettosi, tante accuse assurde sono cadute”.
Kunz racconta di non aver previsto la richiesta della premier: “Proprio no, già eravamo depressi per il risultato del referendum, è stato un fulmine a ciel sereno, mai e poi mai lo avrebbe messo in conto”. Santanchè, spiega, inizialmente aveva provato a resistere: “Ha resistito solo per dare un messaggio forte. Per ribadire che non stava lasciando per la vittoria del No, come gli altri due”.
Il riferimento è alle dimissioni di Giusi Bartolozzi e Andrea Delmastro. Su quest’ultimo Kunz osserva: “Beh, Delmastro è uomo stimabilissimo, però le sue vicende hanno avuto un timing tremendo sul Sì, sono state un deterrente pazzesco. La Daniela invece ha un rapporto ottimo con la magistratura, le sue dimissioni non hanno le stesse motivazioni”.
Quanto ai tempi dell’uscita di scena, Kunz riconosce: “Vero. Però Giorgia è stata brava e coraggiosa a darle fiducia, l’ha resa la donna più felice al mondo, il passo indietro Daniela glielo doveva, anche se lo ha deciso a malincuore, ci teneva a restare”. La decisione, aggiunge, è maturata dopo un confronto diretto: “Si sono anche parlate per telefono”.
Nessun sentimento di abbandono verso la leader di FdI: “No. Dentro Fratelli d’Italia ci sono tante sfaccettature, non solo Giorgia. Sembrerebbe che a spingere per le dimissioni siano stati altri”. E sullo stato d’animo della senatrice: “Non è certo di buonumore. Più triste. Si è arrabbiata solo per come è andato il referendum”.
Ieri sera, dopo le dimissioni, racconta Kunz, Santanchè è rientrata a Marina di Pietrasanta, dove ad attenderla c’erano “le rose rosse” del fidanzato e una cena fuori anche con il figlio Lorenzo. “Vogliamo farle sentire tutto il nostro amore”. E anticipa anche cosa le dirà: “Che il suo valore non dipende dal suo incarico. Che è stata bravissima. Che siamo felici e fortunati perché abbiamo la salute. E che comunque rimane una senatrice e ci aspettano tanti progetti da realizzare insieme, il 28 maggio per esempio apriamo il lido Tala Beach”.
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