di
Francesca Bonazzoli

Favorevole il direttore della Grande Brera e del Cenacolo Vinciano, Angelo Crespi: «Niente di diverso da quanto già succede a New York o a Parigi con lo yoga. Da vent’anni si affittano gli spazi dei musei»

Raggiunto al telefono in aeroporto in attesa dell’imbarco per gli Stati Uniti – destinazione New York – il direttore della Grande Brera e del Cenacolo vinciano Angelo Crespi si stupisce della telefonata. È sorpreso della curiosità suscitata dalla lezione di fitness nella biblioteca Braidense postata fra i follower vip del personal trainer e coreografo americano Isaac Boots. «Niente di diverso dal modello di quanto già succede a New York al Met o a Parigi al Louvre con lo yoga. Da vent’anni si affittano gli spazi dei musei».

Quindi musica dance e sudore fra i codici antichi non la disturbano?
«Cedere gli spazi in affitto è un’attività in linea con gli obiettivi assegnati ai direttori generali dei grandi musei dal Di.Va, il Dipartimento valorizzazione patrimonio culturale del ministero della Cultura. Dal dicastero ci inviano appositi tariffari per la concessione degli spazi e il capo dipartimento ci assegna ogni anno obiettivi specifici, per esempio sui restauri, l’accessibilità al museo, la vendita dei biglietti, i controlli anticorruzione. E fra questi obiettivi ci sono anche gli introiti».



















































Quanto costa affittare la sala Teresiana della biblioteca?
«Abbiamo tariffe tra le più alte d’Italia perché Brera è molto richiesta. Una cena apparecchiata alla Braidense parte da 50mila euro. A Milano abbiamo molte importanti aziende del lusso e della moda disponibili a pagare queste cifre perché cercano luoghi speciali. L’anno scorso abbiamo incrementato i ricavi del 50 per cento. Il 30 per cento di questi viene poi ridistribuito dal Ministero al fondo di solidarietà per i piccoli musei».

Nessun turbamento per le immagini del palestrato che fanno il giro del mondo su Instagram?
«Tutt’altro. Tra pochi giorni, ad aprile, presenterò i dati del bilancio consuntivo al consiglio di amministrazione. Dalla concessione degli spazi nel 2025 sono stati ricavati un milione e 800mila euro; dalla biglietteria di Brera e Cenacolo 11 milioni e dai diritti delle immagini centomila euro. Un record assoluto sia per incremento dei visitatori che dei ricavi. In crescita del 20 per cento rispetto al 2024 e del 40 per cento dall’inizio del mio mandato. Sono molto soddisfatto anche per quanto riguarda gli incassi dell’art bonus, dove partivamo da zero: il primo anno abbiamo raccolto 450 mila euro e il secondo 900 mila».
Dunque avanti tutta. Con ritmo e con sudore.


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26 marzo 2026