Non sono esaurite le scorte di carburanti in Italia, ma è un fenomeno che si è verificato dopo il taglio delle accise da parte del governo. Molti automobilisti sono andare a fare rifornimento alle pompe più convenienti
Negli ultimi giorni in molti distributori in diverse zone di Italia sono stati esposti cartelli con scritto «benzina esaurita» o «gasolio esaurito». Unione nazionale consumatori (Unc) ha confermato al Corriere della Sera di aver ricevuto segnalazione da molti utenti provenienti da ogni regione. Il Messaggero ha raccontato il caso della provincia di Treviso, in molti punti di rifornimento di Como è mancata soprattutto la verde nel weekend 21-22 marzo. Anche ad Aosta molti automobilisti hanno lamentato di aver trovato la pompa vuota. La situazione sta senza dubbio suscitando preoccupazione, ma non si tratta di un’imminente crisi nazionale di forniture ma di un fenomeno con motivazioni ben precise.
Alla ricerca del prezzo più basso
Da quanto il governo ha varato un decreto legge d’urgenza per ufficializzare il taglio delle accise di 24,4 centesimi sui carburanti – lo scorso 19 marzo, sono molti i consumatori che si sono recati in massa ai benzinai con i prezzi più convenienti. È quello che avviene quando ci si attendono dei rincari o degli scioperi della categoria. «Gli automobilisti hanno a disposizione diversi sistemi per verificare quali sono i punti di rifornimento più convenienti — spiega il presidente di Unc, Massimiliano Dona —, ad esempio l’Osservaprezzi carburanti sul sito ufficiale del ministero delle Imprese e del made in Italy. Così si ritrovano in molti alla stessa pompa, che esauriscono non le intere risorse ma le scorte a quello specifico prezzo». Si tratta, perciò, di contingenze temporanee in attesa di nuove forniture.
Forniture e speculazioni
Questa è la spiegazione di come questo effetto della domanda si sia concentrato rapidamente solo in alcuni distributori di carburanti. Si prevede, quindi, che la situazione possa sì ripetersi nei prossimi giorni – data la forte incertezza legata alla guerra in Iran e il blocco al commercio attraverso lo stretto di Hormuz, nonostante le recenti voci di un accordo di pace in vista con gli Stati Uniti – ma che può anche facilmente rientrare con il ripristino delle scorte. Ma, secondo Unc, non mancano tentativi di speculazione anche in questo contesto. «Il cartello esposto che segnala i prezzi dei carburanti in vendita andrebbe aggiornato ogni giorno. Stando alle segnalazioni che ci sono arrivate — aggiunge Dona —, è probabile che la domenica in modalità self service non venga cambiato regolarmente. Quindi per non vendere benzina e diesel a un prezzo più basso, al distributore conviene segnalare l’esaurimento delle risorse e riaprire le pompe il lunedì. Oppure lasciare come disponibile solo la benzina “premium”, che ovviamente ha un prezzo più alto».
26 marzo 2026
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