La svolta arrivò nel 1997, pochi mesi dopo aver perso il marito Jim Smith, direttore di uno studio televisivo: una chiamata per sfilare per Red or Dead alla London Fashion Week. «Era qualcosa da fare, per non lasciarmi andare», raccontò nel 2018 al Daily Telegraph. Fu accolta da una standing ovation. Poco dopo, un servizio su British Vogue firmato da Nick Knight la lanciò definitivamente: nello stesso anno firmò con l’agenzia Models 1.

Da allora, Daphne Selfe lavorò in tutto il mondo, dal Sudafrica all’Italia, arrivando a posare perfino per Dolce & Gabbana, TK Maxx e apparendo nel video del singolo Queenie Eye di Paul McCartney (2013). Con circa 70mila follower su Instagram, divenne un’icona del movimento contro gli stereotipi dell’invecchiamento tanto da essere indicata come «il volto del ‘granny chic’».

Daphne Selfe nel 2019.

Daphne Selfe nel 2019.

Darren Gerrish

Negli ultimi anni fondò un’accademia di moda di sei settimane per aiutare donne di tutte le età a riscoprirsi sicure. «Ho avuto più successo dopo i 70 anni che a 20 – diceva – Quando ho accettato i miei capelli grigi, sono diventata più affascinante».