Cosa muove in lei quella consapevolezza?
«In quel momento finimmo tutti con il rimuovere e dimenticare. Reagii solo molto più tardi, una volta tornata a Punta del Este, dove vivo, quando mi resi conto che quello che avevo visitato era sì l’ultimo paradiso del pianeta, ma l’ultimo paradiso morente. Pensai ai racconti di mio figlio e di mia nuora… il National Geographic Explorer nel 2013 tagliava il ghiaccio, ma già nel 2020 non c’era più ghiaccio da tagliare. Mi fu improvvisamente chiaro che le colonie di pinguini e le balene avevano i giorni contati, ma anche noi con loro».
Arriva la pandemia. E ogni viaggio diventa miraggio.
«La presa di coscienza di questo dramma planetario a cui la maggior parte di noi non vuole ancora credere, nonostante l’evidenza, ha coinciso nella mia storia personale con l’arrivo del Covid. Il mio è stato infatti uno degli ultimi viaggi prima dell’arrivo della pandemia. Durante la pandemia mi sono rotta una gamba e ho avuto un periodo di grandi complicazioni. In quel periodo incominciai a formare il gruppo di Eye-VGallery, che è un collettivo di artisti ambientalisti che hanno una visione personale, una forte sensibilità per la natura, e molte decadi di ricerca. Il gruppo, di cui fanno parte Vicky Aguirre, Marcelo Bailat, Alix Born, Manuela Cacciaguerra, Betta Gancia, Emanuela Gardner, Uberto Gasche, Alejandro Iglesias, Ricardo Labougle, Lorenzo Poli, Fernando Manso, Silvana Muscio, Jasmine Rossi, Betina Samaia, Cassio Vasconcelos, e Marshall Vernett, si sta allargando ad artisti non solo della fotografia, come Nicola Costantino, Pablo La Padula e Natalia Novaro».

immagini della mostra
Paola Marzotto
Dopo essere stata invitata a esporre le sue prime foto della serie Antarctica Melting Beauty a Venezia, nel calendario di Padiglione Italia (Biennale di Architettura 2021), decide che avrebbe cercato di ritornare in Antartide.
«Ossessionata dall’idea della presenza invasiva dell’essere umano, ho cercato di tornare in Antartide con l’Armada Argentina, che va a rifornire le basi e fa assistenza nel continente anche per conto di altri paesi. Dopo un iter burocratico molto complesso, nel marzo aprile del 2023, sono riuscita a tornare, anche grazie all’aiuto del Comandante del rompighiaccio Ara Almirante Irizar, Carlos Recio. Sul rompighiaccio ho passato tre settimane meravigliose. La situazione è sempre più drammatica: i ghiacci son sempre più sciolti, gli iceberg sono quasi inesistenti. Ma la bellezza dell’aurora antartica, quella resta, e spero di averla documentata».