di
Monica Guerzoni

La premier ha proposto di tenere a palazzo Chigi le deleghe fino a quando dal caos del dopo voto non verrà fuori il nome giusto

Una telefonata da Palazzo Chigi a metà pomeriggio, non certo inattesa. In linea con il Quirinale c’è Giorgia Meloni. 

La presidente del Consiglio chiama il capo dello Stato, Sergio Mattarella, per comunicargli la sua decisione dopo le dimissioni (niente affatto volontarie) della ministra Daniela Santachè.



















































È con parole come queste che la leader di Fratelli d’Italia ha ottenuto da Mattarella il via libera all’interim: terrà lei le deleghe del Turismo, finché dal terremoto politico che ha investito la maggioranza non verrà fuori il nome giusto.

La busta con i decreti – uno per le dimissioni di Delmastro, l’altro per quelle di Santanchè e l’interim per Meloni – è stata portata al Colle (in motocicletta) dopo un paio d’ore e, alle 19.30 circa, Mattarella li ha controfirmati. 

Al momento non è previsto che la premier salga personalmente al Quirinale per un faccia a faccia con il presidente.

In una nota, Meloni ha ringraziato Santanchè, sottolineando come abbia «in questi anni lavorato con grande dedizione e assicurato il proprio contributo alla ripresa e al rilancio del turismo italiano». La premier ha anche assicurato che il governo «continuerà a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell’economia nazionale, che assicura prosperità, benessere e prestigio».

Daniela Santanchè aveva rassegnato le sue dimissioni nella serata di ieri, mercoledì, dopo uno scontro aperto, e durissimo, con la presidente del Consiglio. 

A seguito della sconfitta nel referendum sulla Giustizia di domenica e lunedì, la premier aveva infatti comunicato martedì sera le dimissioni del sottosegretario del ministero della Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, e della capa di gabinetto dello stesso ministero, Giusi Bartolozzi. Nella nota con cui dava notizia delle loro dimissioni, la premier auspicava che «la stessa sensibilità istituzionale» venisse dimostrata da Santanchè: ma la ministra del Turismo non si era dimessa né nella serata di martedì, né per tutta la giornata di mercoledì.

Santanchè – su cui pendeva la possibilità di una sfiducia individuale, per cui le opposizioni avevano già depositato una mozione che sarebbe stata discussa in Aula lunedì – aveva poi ceduto alle pressioni nella serata di ieri, con una nota amara. Rivolgendosi alla premier, la ministra del Turismo diceva di essere «abituata a pagare i propri conti, e anche quelli degli altri», e di non voler diventare «un capro espiatorio» di una sconfitta – quella referendaria –  «che non è certo stata determinata da me».


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26 marzo 2026 ( modifica il 26 marzo 2026 | 20:25)