Sinner: «È naturale essere affamato»

(Marco Calabresi) Poteva essere una partita complicata, Jannik Sinner l’ha resa facile facile. E visto che tra i quarti contro l’americano e la semifinale contro uno tra Sascha Zverev e Francisco Cerundolo non ci sarà il giorno di riposo perché si tornerà in campo già domani, meglio sbrigarsi. Un’ora e 11′ di tennis devastante per l’avversario e doppio 6-2 che porta a 30 il conto dei set vinti consecutivamente in un Masters 1000. Troppa, veramente troppa la differenza, per quanto Tiafoe ci abbia provato: i numeri, però, sono impietosi, con Sinner che ha chiuso con 14 ace, 19 vincenti (15 con il diritto), il 70% di prime (ed è questo, legato al servizio, il dato che giorno dopo giorno è cresciuto nel Sunshine Double dopo il ko di Doha con Mensik), 83% di punti vinti con la prima, 9.7 di qualità della performance su una scala di 10. E un break, arrivato nel primo game, che ha annientato sul nascere ogni speranza di Tiafoe di fare partita pari: «L’inizio è molto importante – ammetterà Sinner -. Quando si parte con un break di vantaggio c’è fiducia, ma cerco comunque di rimanere il più compatto possibile mentalmente. Ci possono essere alti e bassi durante un match: è importante restare calmi e sfruttare le occasioni che capitano».

Quello che impressiona è la fame di vittorie di Sinner, che un anno fa era fermo per i tre mesi di sospensione e guardava gli altri e oggi partita dopo partita si sta riavvicinando a quella prima posizione nel ranking mollata proprio negli Stati Uniti, a New York: vincesse a Miami e Montecarlo, se la riprenderebbe già nel Principato. «È naturale essere affamato. Mentalmente cerco di rimanere calmo e rilassato fuori dal campo, ho giocato molto nelle ultime tre o quattro settimane». Solo merito suo, visto che dopo essere arrivato in fondo in California è a una vittoria dall’arrivarci anche a Miami.

In avvio, dal box di Tiafoe arrivano suggerimenti: giocare centrale. Ma centrale o diagonale non c’è storia: due break nel primo set (nel primo e nel quinto game), subito un altro nel terzo game del secondo parziale, dopo che a Sinner era entrato anche un passante involontario, con tanto di scuse. Tiafoe, frustrato, ha buttato a terra la racchetta subito il break, rischiando di recuperarlo soltanto quando era sotto 3-2: è stato quello l’unico momento in cui Darren Cahill e Simone Vagnozzi si sono alzati, che nel linguaggio sinneriano indica una situazione di potenziale allarme. Poi si sono rimessi a prendere il sole.