di
Valerio Cappelli
Cronaca di un incontro dove non si possono fare domande «sconvenienti» (nemmeno sulla trama del film The Drama. O del recente matrimonio dell’attrice)
Zendaya e Robert Pattinson ormai sono una vecchia coppia: in totale, tra quelli fatti e da fare, cinque film in duo. Ma nei precedenti non avevano mai avuto delle scene insieme. The Drama – Un segreto è per sempre di Kristoffer Borgli (dal primo aprile per I Wonder Pictures) è una commedia romantica amara, ed il loro film dei tabù, oltre che di una polemica che scuote l’America.
Il colpo di scena iniziale regge l’intera impalcatura di una storia concepita per un pubblico molto giovane (e molto americano), che punta sul montaggio serrato e sincopato, e soprattutto sui due (bravissimi) attori. Ci fanno capire subito che qualcosa non va, l’amore non viene negato ma svuotato, resta difficile sostenerlo dentro un’immagine pubblica.
C’è il fascino tenebroso di Pattinson che a 22 anni (ora ne ha quasi 40) contribuì all’incasso record di 3 miliardi e mezzo di dollari della saga vampiresca di Twilight. E Zendaya, ex principessina delle teenager nata alla corte di Minnie (Disney Channel), 30 anni di Oakland, vitino da clessidra e gambe da gazzella, 180 milioni di followers su Instagram, si è appena sposata con l’ex uomo ragno Tom Holland e manco di questo si può parlare.
Le domande vanno inviate il giorno prima di incontrare i due attori, censurate quelle prossime anche lontanamente allo spoiler. Non importa se un giornale anglosassone abbia accolto lo sfogo di un genitore (si è detto «disgustato») il cui figlio è stato vittima della strage di Columbine, avvenuta nel 1999 nel liceo americano in cu due ragazzi aprirono il fuoco su compagni di scuola e insegnando, causando 14 morti. C’è il tema delle scuole che (anche in Italia) non rappresentano più una protezione, e per tanti ragazzi sono considerate un’istituzione, l’autorità verso cui non si prova empatia. Ma oggi di questo non si può parlare.
Per farla breve, ci troviamo ai preparativi di un matrimonio da favola, ci sono tutti i presupposti. Alla vigilia delle nozze i due protagonisti fanno una sorta di gioco della verità con gli amici del cuore, raccontando strane avventure vissute in passato. Al segreto rivelato da Zendaya restano a bocca aperta, tanto che Pattinson muove la mascella in modo scomposto spesso e volentieri, mentre la parola più carina verso la sposina da parte degli amici è «sociopatica».
Non si può dire nemmeno mezza parola sull’America di oggi. Allora, di cosa parliamo? Partiamo da qui: conosciamo davvero chi amiamo? «Negli anni cambiamo – dice Zendaya – , evolviamo, cresciamo. Da adolescente non pensi che avresti pensato in modo diverso. È’ bello essere sorpresi, si impara anche su se stessi. Ci si augura che le azioni corrispondano ai pensieri. Magari possiamo migliorare». Robert Pattinson dice «ottima risposta», non aggiunge mezza parola e vabbè. Zendaya è perfetta sistemandosi nella zona grigia di un personaggio tutto interiorizzato, Emma.
Ecco, di Emma, che innesca la miccia di questa storia misteriosa, quale idea si è fatta? «Mi piace la sua vulnerabilità, la sua fragilità. Lei non vuole riaprire una ferita che cerca di proteggere, prima di quella conversazione col futuro marito e i due testimoni di nozze era convinta che quella ferita si fosse curata e risolta. Ora prova la stessa sensazione di inadeguatezza che provava quando era adolescente».
E combina il pasticcio che la gente vedrà al cinema. Lei, Pattinson, del suo personaggio dalla mascella fluttuante cosa pensa? «È una brava persona, è aperta, cerca di fare la cosa giusta. Viene da un background privilegiato, non aveva mai vissuto una condizione di crisi, come quella che vive». Presto cede alla pruderie moralista a stelle e strisce, e ci si immalinconisce pensando a come un regista francese o comunque europeo avrebbe declinato la storia in modo diverso. Pattinson intanto dice: «Quando si instilla il seme del dubbio, la mia reazione è estrema. Il dubbio così inaspettato mi spiazza».
Aggiunge Zendaya: «Sul set si è creata un’atmosfera di dialogo aperto, il regista era ricettivo sui nostri suggerimenti». Interviene Pattinson : «La sceneggiatura conteneva tanti dettagli». Conclude il regista: «Loro hanno migliorato i personaggi rispetto al mio copione». Si è fatto tardi (anche per il ritardo con cui si sono presentati), usciamo usciamo dalle celebrità e affrontiamo il rigurgito di freddo invernale.
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26 marzo 2026
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