di
Ilaria Sacchettoni

Dattola avrebbe sfruttato le «capacità relazionali di Spalletta» per addomesticare i vertici delle società pubbliche

«Tu devi capire una cosa, che noi senza Dattola (l’imprenditore romano Francesco Dattola, ndr) in Tim non siamo niente», puntualizzava un manager della statunitense Red Hat impegnata nel garantirsi appalti informatici con la pubblica amministrazione

Il tema è sempre lo stesso: conseguire l’aggiudicazione di importanti gare d’appalto con lo Stato. Stavolta, però, c’era un businessman in grado di aiutare con piccoli e grandi favori o, secondo i pm con vere e proprie tangenti, nel meccanismo di assegnazione. Quell’intermediario capace, ad esempio, di andare e venire «all’interno della cittadella militare della Cecchignola» era Dattola, titolare della Nsr srl, cinquantenne dinamico, descritto come impegnato nella caccia a dirigenti pubblici compiacenti e soci efficaci.
 

«Dattola ricorre alla figura di Spalletta (il factotum Antonio Spalletta, ndr) — recita il decreto di perquisizione — ogniqualvolta sia necessaria l’introduzione in ambienti pubblici e in particolare nell’ambito dell’amministrazione militare». L’imprenditore avrebbe sfruttato le «capacità relazionali di Spalletta» per addomesticare i vertici delle società pubbliche. 



















































Spalletta lavora così, secondo i pm, alla promozione dell’ufficiale dell’aeronautica Pier Francesco Coppola, mettendolo in grado di ricambiare in futuro suggerendo soluzioni ai capitolati di appalto. Coppola diventerà generale, grazie anche all’«intervento di un importante esponente politico e rappresentante istituzionale» che da indiscrezioni sarebbe l’onorevole forzista Giorgio Mulè (non indagato).

Ma ecco la precisazione di Mulè: «Da sottosegretario alla Difesa il ruolo mi ha portato e mi porta a fare un numero imprecisato di segnalazioni. Aver fatto uscire il mio nome che non compare negli atti di perquisizione e sequestro rappresenta uno sfregio del quale la Procura di Roma, che si è dimostrata incapace di tutelare un cittadino, sarà chiamata a dare giustificazioni. Ovviamente è del tutto casuale che ciò sia avvenuto subito dopo il referendum che mi ha visto fieramente opposto al capo di quella Procura protagonista dell’inchiesta».

Tornando all’inchiesta, tra gli obiettivi ci sarebbe stato quello di ottenere gli appalti sui «sensori per il rilevamento di scariche elettriche atmosferiche». Ci sarebbe ancora Dattola dietro la gara d’appalto della rete ferroviaria «ad evidenza pubblica». Secondo le ricostruzioni investigative l’imprenditore sarebbe stato in grado di orientare la gara suggerendo e ottenendo «modifiche e integrazione alla bozza» e potendo disporre «di un’informazione riservata e privilegiata inerente la tipologia di prodotto richiesto nel bando».

Dattola, in cerca di liquidità, è soccorso dall’amico Stefano Tronelli della Tron Group Holding, specializzato in compravendite. Assieme rivendono orologi Rolex «a terzi soggetti sul mercato parallelo del lusso», con profitti che ammonterebbero a 590 mila euro. Coinvolta anche la multinazionale Red Hat il cui manager Rodolfo Falcone pare assillato dall’idea di compiacere Dattola: «Dobbiamo fare questa marchetta… sta roba si può fare solo se non sono i nostri soldi che arrivano a Nsr», dice.


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26 marzo 2026