
La prima immagine di La città dei vivi di Edoardo Gabbriellini: i portagonisti del film tratto dal romanzo true – crime di Nicola Lagioia (ispirato a una storia vera) sono Emanuele Maria Di Stefano e Valerio Mastandrea. Foto Lucia Iuorio/Ufficio stampa
PRENDETE IL MIGLIOR ATTORE ITALIANO VIVENTE. Affiancatelo con un giovane appena premiato col David Rivelazioni italiane. Fateli dirigere da un attore che ha già dimostrato un tocco e un occhio molto personale anche dietro la macchina da presa. E unite il tutto con un romanzo – verità epico, unico si può dire “caso” italiano di letteratura alla Truman Capote. Il nostro, nel senso di nazionale, A sangue freddo: La città dei vivi di Nicola Lagioia (Einaudi, 2020). Il film lo stanno girando adesso a Roma. Uscirà nei cinema nell’autunno 2026: dopo la premiere a settembre al Festival del cinema di Venezia?
La città dei vivi: il comunicato ufficiale di inizio riprese
Il comunicato ufficiale recita: “Sono in corso a Roma le riprese de La città dei vivi, diretto da Edoardo Gabbriellini. Nel cast Valerio Mastandrea insieme al protagonista Emanuele Maria Di Stefano, Gaia Merlonghi, Simona Senzacqua e Roberta Mattei. Il film è liberamente ispirato all’omonimo romanzo dello scrittore Premio Strega Nicola Lagioia, edito da Giulio Einaudi editore. E ripercorre la tragica vicenda di Luca Varani, il ventitreenne ucciso a Roma la notte tra il 4 e il 5 marzo 2016.
Partendo dal romanzo e dal fatto di cronaca che lo ha ispirato, la sceneggiatura assume l’accaduto come origine narrativa per esplorare il ritratto di una generazione in bilico, interrogandosi sulle dinamiche sociali, culturali ed emotive che possono aver condotto due giovani verso un gesto di inaudita violenza, spostando lo sguardo dall’evento alle sue radici”. La sceneggiatura è firmata da Damiano e Fabio D’Innocenzo, che partecipano al progetto anche in qualità di executive producers. Le riprese si svolgono a Roma e hanno una durata di sei settimane. La città dei vivi è una produzione Eagle Pictures, Cinemaundici e Lungta Film con la partecipazione di HBO MAX.
La trama di La città dei vivi
Luca ha ventitré anni. Vive in una famiglia che lo ha adottato e che lo ama. Si muove con i suoi amici tra la periferia e il centro e ha una fidanzata con cui vive un amore giovane ma importante per entrambi. Luca sta cercando la sua strada, in un’età in cui tutto sembra ancora possibile e al tempo stesso già perduto, e in questa ricerca vive una doppia vita. Una notte, dopo un incontro apparentemente casuale, la traiettoria della vita di Luca si spezza, infrangendosi contro una violenza cieca e insensata.
I protagonisti sono Valerio Mastandrea ed Emanuele Maria Di Stefano. Il primo non ha bisogno di presentazioni. Il secondo, romano, è tra i giovani attori più talentuosi e premiati. David Rivelazione dell’anno, l’abbiamo visto in Il filo invisibile su Netflix e La scuola cattolica (il suo primo film: è Edoardo Albinati, il protagonista/narratore/poi autore del romanzo ispiratore), per cui ha vinto il Premio Atena Nike. Ha studiato recitazione partecipando a diversi corsi e mastercalss. Dal 2019 fa parte della TNT COMPANY ETS, compagnia teatrale diretta da Barbara Chiesa. Con Mastandrea ha già diviso il set di Siccità. In curriculum ha anche Corpo Libero, Romulus II. La guerra per Roma e, soprattutto, Noi siamo leggenda di cui è il protagonista.

Il regista Edoardo Gabbriellini. Foto Paolo Ciriello/Ufficio stampa
Il regista e gli sceneggiatori
Edoardo Gabbriellini è il regista. Del film ha detto: «Tenta di osservare con tenerezza un ragazzo non ancora uomo, attraverso le crepe e le derive delle sue fragilità e dei suoi sogni fuori fuoco». Livornese, fedelissimo del suo concittadino Paolo Virzì (Ovosodo, Baci e abbracci, Tutta la vita davanti), è stato diretto da Guadagnino in Io sono l’amore. Con il suo primo film da regista B.B. e il cormorano, anche interpretato, ha partecipato al Festival di Cannes 2003, sezione Settimana internazionale della critica. La sceneggiatura del film è firmata dai fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo (anche executive producers). E, data la storia e l’ambientazione, non poteva esserci scelta migliore di questa dei registi di La terra dell’abbastanza, Favolacce e America Latina.

Nicola Lagioia. Foto ANSA
Il libro, il suo autore e la storia vera
Perché davvero La città dei vivi potrebbe essere un loro film. Ma la storia è invece vera. Terribile e vera. Come il romanzo, che ha preso la cronaca e l’ha innalzata a letteratura. Una non – fiction novel, un romanzo – verità, proprio come A sangue freddo di Truman Capote (1966), il primo true crime moderno. Anche Lagioia prese un terribile fatto di cronaca, lo raccontò e lo universalizzò. Un viaggio al termine della notte psicologica e sociale dei suoi protagonisti, vittime e carnefici. Con questo libro, lo scrittore pugliese già vincitore dello Strega (per La ferocia, 2015), ha vinto il Premio Internazionale Bottari Lattes Grinzane, il Premio Leogrande e il Premio Napoli nel 2021.
Violenza anche sessuale, corruzione, pedofilia, povertà economica e culturale, social network, droga, assenza delle istituzioni. Interviste, documenti, testimonianze, la corrispondenza con uno dei due colpevoli. Tutto “serve” a ricostruire il durante e il prima del massacro di Luca Varani, ventiduenne romano, da parte di Marco Prato e Manuel Foffo. Era la notte tra il 4 e il 5 marzo 2016 al Collatino, Roma.
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Ha detto Nicola Lagioia: «È per me emozionante sapere che sono iniziate le riprese de La città dei vivi. La storia che ruota intorno all’omicidio di Luca Varani è delicata e rivela molte cose del tempo difficile in cui viviamo. Edoardo Gabbriellini possiede la giusta sensibilità e la visione necessaria a raccontarla per immagini nel migliore dei modi. Auguro buon lavoro a lui e a tutti quelli che si sono messi in gioco perché questo film si faccia».