di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén

L’Autorità contesta una riorganizzazione dei sistemi di pagamento dei ticket restaurant e un allungamento dei tempi di rimborso che avrebbero aumentato i costi per la grande distribuzione con effetti sui prezzi finali

Non solo commissioni. L’istruttoria avviata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato nei confronti di Edenred Italia (nota in Italia soprattutto per i buoni pasto Ticket Restaurant) e della controllante francese Edenred Se sposta l’attenzione su un terreno meno visibile ma decisivo: quello dei costi indiretti nella filiera dei buoni pasto.

Secondo quanto comunicato dall’Autorità, la società avrebbe attuato una strategia per trasferire oneri «del tutto ingiustificati» sugli operatori della grande distribuzione organizzata, dopo l’introduzione del limite normativo alle commissioni applicabili agli esercenti. Una riorganizzazione delle modalità di accettazione dei buoni elettronici — con l’eliminazione dell’integrazione diretta tra casse e piattaforme autorizzative — e l’imposizione di sistemi intermedi forniti da provider terzi, cui si aggiungerebbe un allungamento dei tempi di rimborso.



















































Il procedimento è stato aperto per un presunto abuso di posizione dominante, in violazione dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Il nodo: oltre il tetto alle commissioni

Il caso si inserisce in un contesto normativo recentemente modificato. Il limite imposto alle commissioni — misura pensata per ridurre il peso sugli esercenti — ha compresso una delle principali fonti di ricavo per gli operatori del settore.

È in questo passaggio che si colloca l’ipotesi dell’Autorità: non un aumento diretto delle commissioni, ma un possibile spostamento dei costi su altre componenti della relazione commerciale, in particolare su quelle tecnologiche e finanziarie. 

Il commento di Edenred

Edenred, da parte sua, fa sapere di essere stata informata dell’avvio dell’indagine a seguito di un esposto presentato da alcuni operatori del settore retail e di essere a disposizione dell’Autorità per fornire tutti i chiarimenti necessari. La società, in una nota, sottolinea inoltre di operare nel pieno rispetto della normativa vigente sui buoni pasto, richiamando in particolare la disciplina introdotta nel dicembre 2024, ed esprime fiducia in un esito favorevole del procedimento.

La leva tecnica e quella finanziaria

Scendendo più nel dettaglio, l’Antitrust contesta alla multinazionale due profili principali. Il primo riguarda l’infrastruttura tecnologica: la sostituzione dell’integrazione diretta con sistemi di interconnessione indiretta comporterebbe un aumento dei costi operativi per la Gdo, legati all’utilizzo di provider terzi. Il secondo riguarda la gestione dei flussi finanziari: tempi di rimborso più lunghi possono tradursi in un costo implicito per gli esercenti, che anticipano il valore dei buoni incassati.

Sono elementi che, pur non configurandosi come commissioni in senso stretto, incidono sull’equilibrio economico complessivo del rapporto tra emittenti ed esercenti.

Le ispezioni e il perimetro dell’indagine

Un elemento non secondario è rappresentato dall’ampiezza degli accertamenti. I funzionari dell’Autorità, con il supporto del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno effettuato ispezioni non solo presso Edenred Italia, ma anche presso le sedi delle principali società emittenti buoni pasto e di alcuni provider tecnologici.

Questo aspetto suggerisce che l’istruttoria non si limiterà alla singola condotta, ma potrebbe estendersi a verificare le dinamiche complessive della filiera, inclusi i rapporti tra operatori e fornitori di servizi.

La reazione dei mercati: il titolo a Parigi per il 12%

A riflesso delle notizie sull’istruttoria, il titolo Edenred ha registrato nello stesso giorno dell’annuncio dell’istruttoria una brusca flessione a Parigi, arrivando a perdere circa il 12% e scendendo a 16,31 euro. Un segnale della sensibilità del mercato rispetto ai possibili sviluppi regolatori in un settore già oggetto di recenti interventi normativi.

Il possibile impatto sui consumatori

Ma quali sono gli effetti per chi utilizza i Ticket Restaurant? Secondo l’Autorità, la maggiore complessità operativa e l’aumento dei costi per la grande distribuzione «possono riflettersi in maggiori oneri per i consumatori e incidere sul corretto funzionamento del mercato». Il passaggio è rilevante perché collega direttamente le pratiche contestate agli effetti finali sul mercato: prezzi, condizioni di accettazione dei buoni, accessibilità dello strumento.

Un settore sotto pressione

Quella aperta dall’Antitrust è una partita che va oltre il singolo operatore. Il mercato dei buoni pasto, negli ultimi anni, è stato oggetto di un progressivo irrigidimento normativo (per esempio, il tetto alle commissioni 5% introdotto nel 2025), volto a contenere i costi per esercenti e amministrazioni pubbliche. In parallelo, la crescente digitalizzazione del servizio ha aumentato il peso delle infrastrutture tecnologiche, rendendo più articolata la distribuzione dei costi lungo la filiera.

L’istruttoria su Edenred si colloca così in un punto di equilibrio ancora instabile: da un lato la regolazione dei margini, dall’altro la ricerca, da parte degli operatori, di nuove modalità di sostenibilità economica.

Il nodo, ora, è stabilire se queste modalità restino entro i limiti della concorrenza o se configurino — come ipotizza l’Autorità — un abuso di posizione dominante.

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26 marzo 2026 ( modifica il 26 marzo 2026 | 10:14)