Dal 2023, dopo la rottura con Sangiovanni, Giulia Stabile si è trasferita a Londra per continuare a studiare danza e affinare il suo talento. Nella già citata intervista a Le Iene, la ballerina ha raccontato a proposito della sua vita londinese: «Non sono fidanzata oggi, ma quando vedo in giro situazioni d’amore le fotografo e me le tengo» e ancora «Cambierei tante cose di me e allo stesso tempo non cambierei nulla». Probabilmente è a Londra che Giulia Stabile è riuscita a entrare in contatto con Rosalía e realizzare un desiderio: quello di lavorare con l’artista catalana. A febbraio si è esibita sul palco della Co-op Live Arena di Manchester in occasione dei BRIT Awards al fianco di Rosalía e, appena un mese dopo, ha reso ufficiale la notizia: è una delle ballerine che accompagneranno Rosalía per tutto il suo tour mondiale.

Come si vede in un video del 2023 pubblicato dalla ballerina e filmato durante un concerto di Rosalía guardato da sotto palco, Giulia Stabile è sempre stata sua grande fan: «Ho pianto tutto il tempo perché oltre all’emozione della mia ‘idola’ avevo anche un sacco di voglia di stare lì sul palco anch’io con lei, però ho la consapevolezza che non sarà facile, se non impossibile arrivarci». Oggi che il sogno è diventato realtà, Giulia Stabile accompagnerà la cantante in 42 date, cominciate il 16 marzo a Lione e in chiusura il 3 settembre a Porto Rico.

E per il futuro? Giulia Stabile raccontava in un’intervista a Next Gen Magazine i suoi desideri e progetti per ciò che verrà: «Tra i miei sogni nel cassetto ci sono dei tour e dei videoclip da solista, dove poter raccontare qualcosa di mio, con il corpo e con un’estetica che mi rappresenti fino in fondo. Uno dei miei riferimenti più forti è Chandelier di Sia con Maddie Ziegler: quel video ha segnato un’epoca e ha dimostrato quanto la danza possa essere potente, senza bisogno di parole. Mi piacerebbe creare qualcosa che lasci un segno così, che arrivi dritto a chi guarda. Sogno progetti dove ci sia spazio per l’emozione, per la ricerca, per la verità. Dove la danza non sia solo movimento, ma anche narrazione.»