Come sempre quando si parla di integratori, il fai-da-te è altamente sconsigliato. «L’integrazione dovrebbe basarsi su parametri misurabili, non su raccomandazioni generiche». Nello specifico, si parla di «due marker clinicamente validati: l’Omega-3 Index, che misura la percentuale di EPA e DHA nei globuli rossi (target: 8-12%), e il rapporto AA/EPA (target: 1,5-3,0). Se il consumo di pesce grasso è insufficiente e i valori sono sotto target, l’integrazione diventa sensata. Prima misurare, poi agire», continua l’esperto.
Lo stesso discorso vale per i dosaggi, che non sono universali ma possono dipendere da persona a persona, soprattutto se si hanno particolari condizioni di salute da attenzionare, come la gravidanza. «Il tasso di incorporazione nei globuli rossi varia geneticamente tra individui. I protocolli per la longevità partono generalmente da 2g di EPA/DHA al giorno. Esperti come Camillo Ricordi arrivano anche a 4 g, ma sempre in relazione ai valori misurati. Personalmente, con 3g di EPA/DHA al giorno sono arrivato a un indice del 10,4%. Il mio target è il 12%».
Questo spiega perché sia sempre fondamentale verificare il contenuto di EPA e DHA contenuti in ogni capsula, «altrimenti si ingeriscono grassi di pesce senza principio attivo, che non apportano benefici e causano solo reflusso sgradevole». Altra variabile importante da considerare, suggerisce Brissa, è la freschezza dell’olio: se ossidato, può avere effetti controproducenti, il che «potrebbe anche spiegare alcuni risultati contraddittori negli studi clinici».
Sulla durata della terapia, il co-founder di Aspriva sottolinea che la cosa migliore non è ragionare per cicli, bensì mirando a «un’ottimizzazione continua basata sull’indice Omega-3 e sul rapporto AA/EPA. Misurare, adattare e beneficiare».