Honda si difende
Il GP del Giappone è la gara di casa di Honda HRC. Sicuramente il colosso nipponico avrebbe preferito arrivarci con altre premesse, anche perché da fornitrice della Red Bull Honda ha vinto le ultime 4 edizioni della corsa disputata sul circuito di Suzuka grazie a Max Verstappen, ad ogni modo il numero uno di HRC Koji Watanabe in conferenza stampa ha voluto sottolineare alcuni aspetti anche per difendere l’onore della casa che rappresenta, dipinta da Adrian Newey come unica responsabile della non competitività della Aston Martin in questo inizio di 2026.
I piloti della Aston Martin Fernando Alonso e Lance Stroll sin dai test si sono lamentati delle forti vibrazioni a cui sono soggetti, Adrian Newey in Australia arrivò addirittura a parlare del rischio di danni permanenti per Fernando Alonso, Lance Stroll tirò in ballo addirittura la sedia elettrica. Le vibrazioni sono certamente un dato di fatto oggettivo, ma Watanabe ha evidenziato che Honda è responsabile solo in parte di questo fenomeno: “Abbiamo iniziato lo sviluppo della power unit 2026 in ritardo rispetto ai nostri concorrenti – le parole di Watanabe – nei test sul banco dinamico le vibrazioni hanno un livello accettabile, poi una volta che la power unit viene integrata con il telaio le vibrazioni vengono amplificate e risultano decisamente più intense rispetto ai test sul banco dinamico. Stiamo lavorando a stretto contatto con Aston Martin Aramco per risolvere il problema, non solo della power unit ma anche del telaio, il problema non può essere risolto lavorando solo sulla power unit”.
In merito ai recenti sviluppi nell’organigramma della Aston Martin che accoglierà prima i poi Jonathan Wheatley in qualità di team principal, Watanabe ha dichiarato che per quanto riguarda Honda il responsabile del progetto Aston Martin è sempre Adrian Newey: “Credo che Adrian sia ancora il rappresentante del team, non ho preoccupazioni al riguardo”.