di
Maria Volpe
Il programma nasceva 50 anni fa. Su RaiStoria sabato e domenica rivedremo le puntate più belle
Di domeniche in tv ne sono passate tante (e anche oggi del resto) ma tutto è nato con lui, Renzo Arbore che rivendica «”L’Altra domenica” è stata la culla di tantissime primogeniture televisive».
Come dargli torto: quiz, cruciverboni, ospiti musicali, intrattenimento e giornalismo. Un programma «che mise in cantiere tutta la tv moderna».
Cinquant’anni fa, il 28 marzo 1976, cominciò sulla seconda rete quella trasmissione destinata a cambiare per sempre la televisione italiana. Rai Cultura celebra l’anniversario con una lunga maratona su Rai Storia sabato 28 e domenica 29 marzo riproponendo le vecchie puntate e non solo.
Di quel debutto, Arbore ricorda soprattutto la grande emozione: «Era la prima volta che si faceva un programma in diretta che andava in onda tutta la domenica, prendendo la linea a più riprese dalla programmazione sportiva. Fu subito una esplosione di divertimento e innovazione, con nomi come Roberto Benigni comico e improvvisatore, Andy Luotto, Mario Marenco, con le ragazze che invece di fare le vallette facevano le giornaliste, cominciando da Milly Carlucci, Isabella Rossellini e Silvia Annichiarico, con il battesimo di Vasco Rossi e i concerti di Lucio Dalla e Paolo Conte».
Racconta Arbore che lui voleva entrare in Rai e fece un concorso: «Mi inventai un telegiornalone dello spettacolo che era poi la chiave di partenza dell’”Altra domenica”. C’ero io con tutti i corrispondenti dalle grandi capitali in Italia e all’estero i grandi show delle città».
Con grande lungimiranza venne bocciato «non lo capirono». Ma tempo dopo quando il direttore Massimo Fichera della neonata Rai2 gli chiese di pensare a un programma nuovo, lui rispose : «Ce l’ho».
E lui e Ugo Porcelli si misero al lavoro per far partire la trasmissione che in tre anni rivoluzionò il linguaggio televisivo.
Ride ancora adesso Arbore pensando ai primi quiz con il pubblico a casa: «”Da dove chiami?” l’ho inventato. Un ricordo divertente? Un giornò chiamo un telespettatore e disse la prima parolaccia in diretta tv, un bel “vaff…”.
La chiamata successiva, dissi subito: “Da che fogna chiami?”, e non ci furono più insulti».
Non ha perso la verve Renzo (il suo renzoarborechannel.tv ieri ha fatto un milione di visualizzazioni con Arbore e Paoli che cantano insieme) ed è convinto che se si trovasse un cast giusto, giornalisti originali, l’impianto de «L’altra domenica» funzionerebbe anche oggi in tv.
C’è qualcosa negli show festivi televisivi che si ispira al suo vecchio programma? «No, “Domenica in” a parte il cruciverbone, è “in” appunto, noi abbiamo fatto una trasmissione tutta “out”, fuori dallo studio, andavamo sui set dei film, ai concerti».
Perché l’«Altra»? «Perchè a me piaceva e piace sempre fare “altro”».
26 marzo 2026
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