Le trasmissioni “1X” sono già da parecchio state accolte e “sdoganate” in ambito di ciclismo agonistico di alto livello.
Seppur come opzione occasionale e non puntuale, tanti corridori preferiscono oggi la corona singola al posto della classica doppia: le competizioni con scarse (o nulle) difficoltà altimetriche sono in particolare la situazione in cui la “mono” trova maggiore consenso tra i pro rider; ma grande successo questa opzione la riscontra anche nelle crono.
Alle “Classiche” 2025 il danese Pedersen ha rotto gli schemi, utilizzando una trasmissione Sram 1X13 pensata nativamente per il gravel
E in ambito amatoriale? Cosa comporta utilizzare una trasmissione “mono” per l’utilizzo specifico su asfalto (quindi non gravel o se preferite “all road”)?
A questa domanda abbiamo provato a dare risposta in questo video, realizzato dopo circa oltre mesi (e una trentina di uscite) su una Giant TCR Advanced SL convertita dalla configurazione “nativa” 2×12 a una 1×12.
La trasmissione era in particolare siglata Sram, con componenti “misti” prelevati dai reparti di alta gamma Red e Force. Ma il livello qualitativo delle parti in questo caso contava relativamente poco: quel che ci interessava era più che altro indagare sulle ripercussioni di questa conversione in merito agli aspetti di efficienza, efficacia, praticità, peso e non da ultimo anche di prezzo.
La nostra Giant TCR in configurazione “2X12”
La stessa bici convertita a “1×12”
Al di là delle considerazioni oggettive e delle valutazioni soggettive di cui diamo conto nel video, quel che è certo è che il marchio che più ha creduto in questa filosofia è appunto lo stesso che oggi ha una presenza importante nel mondo del ciclismo “road” di vertice, appunto Sram, che in questo 2026 equipaggia ben sei team World Tour .
Quella componentistica, ma più che altro quella filosofia di intendere la trasmissione, fu accolta da molti con scetticismo, nonostante non per caso la casa a stelle e strisce scelse una politica di “basso profilo”, declinandole nelle classi prodotto non di vertice Rival e Force.
La storia recente della tecnica ciclistica ci ha invece dimostrato che oggi le configurazioni 1X, e in questo caso quelle di vertice siglate “Red”, sono molto frequenti nei set up dei corridori. E non può che essere altrimenti se solo si considera che nel corso di questi anni non solo Sram, ma anche le altre case della componentistica trasmissione hanno progressivamente aumentato il numero dei pignoni sulla cassetta.
Prima del test “road” abbiamo a lungo usato una gravel con trasmissione 1×13 adattata all’asfalto con rapporti e gommatura adatta al caso
Le 13 velocità sono già da tempo una realtà per determinate serie prodotto, oltre ad essere ancor più diffuse nel gravel, ambito che è sempre più ibridabile con quell’universo di pratica che sta letteralmente esplodendo definito “all road”.
È per questo, insomma, che anche per quel che riguarda il ciclismo stradistico amatoriale il futuro che ci aspetta non può che essere sempre più “1X”; sicuramente in un futuro immediato non lo sarà in modo esclusivo, ma questa configurazione prenderà sempre più piede, statene certi.