di
Enrica Roddolo
Il principe Alberto ieri ha fatto una ricognizione dello stadio dove oggi Leone celebra messa, con il Papa anche Parolin. La papamobile, l’incontro con i giovani, il pasto con religiosi
Dalla nostra inviata
MONTECARLO – Il balcone è pronto per Leone XIV. Ma per una volta il balcone è quello del palazzo dei principi, non in Vaticano. Il Papa oggi è a Monaco, per una visita che è già nella Storia. E che porta nella storia anche Alberto II: il primo ad accogliere un pontefice nel Principato dal 1538. La papamobile è arrivata ieri pomeriggio dall’Italia e oggi porta Leone su e giù per le vie del piccolo regno, celebre per glamour e mondanità, che come ogni primavera si prepara alla F1 del Gran Prix di Montecarlo.
Accolto dai principi Alberto e Charlène di prima mattina all’eliporto, papa Leone arriva al Rocher, il palazzo dei principi per una visita di cortesia ai Grimaldi. «E’ una benedizione questa visita, un dono per tutti noi a Monaco, non solo per me e la mia famiglia. Ai nostri figli gemelli, Jacques e Gabriella ho spiegato che non è un altro Capo di Stato che arriva a Monaco, ma la guida spirituale dei cattolici in tutto il mondo. E con Charlène cerchiamo di instillare in loro valori cristiani come l’apertura verso le diversità, la generosità verso gli altri», ha detto nell’intervista esclusiva concessa al Corriere, il principe Alberto. Anticipando il significato di una visita papale che era stata sognata con Benedetto XVI nel 2011 ma che si concretizza solo adesso, 15 anni dopo con Leone XIV.
Dopo la visita al palazzo, Leone si raccoglie in preghiera nella cappella palatina, poi la preghiera in cattedrale, quindi alla chiesa di Santa Devota, dedicata alla martire cristiana ricordata ogni anno il 27 gennaio con il falò di una barca. Per concludere la sua giornata monegasca allo Stadio: messa corale che dovrebbe essere concelebrata dal Santo Padre con il Segretario di Stato Vaticano Monsignor Parolin e Monsignor Dominique-Marie David, Arcivescovo di Monaco.
E allo stadio – dove ieri sera Alberto II ha voluto passare personalmente per un giro di ricognizione dei preparativi – per il principe con le sorelle Caroline e Stéphanie e la moglie Charlene e i figli ci sarà posto palco a fianco del Pontefice. Pronte le poltroncine rosse. In fondo, il principe è sovrano cattolico di uno dei soli 4 Paesi dove il cattolicesimo è religione di Stato (con Liechtenstein, San Marino, Costa Rica e Malta). Una giornata di festa, per la piccola comunità religiosa di Monaco, come per la Monaco mondana che oggi accoglie un Papa, e una giornata che riserva molte sorprese.
A partire dall’affaccio del Santo Padre per una volta non dal balcone su Piazza San Pietro, e neppure da quello di Castel Gandolfo, ma dal palazzo dei principi. Proprio al Rocher si sono scoperte lontane radici monegasche di Leone, una storia iniziata nel Settecento al tempo del principe Antonio I di Monaco quando si sposarono la monegasca Marie-Thérèse Cravesana e Ignace Hancy. Non solo ma Alberto ha detto al Corriere dei legami di papa Leone con Philadelphia terra natia di Grace Kelly: «Sapeva di mia madre e per la verità alcuni miei parenti americani hanno frequentato la stessa università della Pennsylvania dove nel 1977 Robert Francis Prevost si è laureato (matematica e poi studi di filosofia), la Villanova University, ateneo agostiniano fondato nel 1842. Infatti dei cugini americani arriveranno a Monaco proprio per rivederlo».
«Monaco è un luogo di pace e dal balcone del palazzo, sarà questo il messaggio lanciato al mondo dal Santo Padre. Assieme ai valori della protezione della natura che il Vaticano sostiene continuando sui passi dell’enciclica di papa Francesco, Laudato Si che invoca per la nostra terra una “conversione ecologica”. La preservazione della natura, del Creato», ha detto Alberto che aprirà a Leone il Palazzo dei Grimaldi con gli affreschi rinascimentali appena svelati dopo 10 anni di restauri.
Il pontefice si raccoglierà quindi in preghiera anche nella cappella palatina, che si affaccia nella cour d’honneur dentro le mura della fortezza in cima alla Rocca, dove nel 2011 si sono sposati nella sala del trono e poi religiosamente, Alberto e Charlène. «Mai immaginavo che il Papa accettasse subito l’invito che gli ho fatto a gennaio, in visita in Vaticano. Una benedizione inaspettata, speravo trovasse il tempo di visitarci magari tra un anno o due », ha confidato il principe. La prima visita europea del Papa eletto meno di un anno fa, in questo 2026. Il Papa che sceglie un piccolo regno stretto tra Francia e Italia (38.400 abitanti il 75% circa cattolici 9.200 monegaschi, 8.300 francesi e quasi 7.500 italiani).
Perché proprio Monaco? «La Bibbia ricorda l’importanza dei piccoli, i piccoli Paesi sono delle forze di propulsione», risponde padre Christian Venard delegato episcopale alla comunicazione della diocesi di Monaco. «E il Papa viene in questo piccolo Paese europeo, cattolico, per spiegare il ruolo del Papa in Europa. Anche perché il punto di vsita di questi piccoli Paesi nel concerto delle nazioni, è un punto di vista spesso più saggio, perché le loro dimensioni li obbligano a una maggiore diplomazia». E mai la diplomazia è utile come adesso. «Ma allo stesso tempo Monaco, pur minuscola è molto aperta verso l’internazionale: 150 nazionalità, per il Papa rappresenta dunque la possibilità di parlare da un Paese cattolico piccolo a un pubblico internazionale», nota padre Venard.
Di cosa parlerà oggi Leone XIV a Monaco? «Di ecologia, del diritto alla vita e del ruolo del Papa nel mondo contemporaneo, ma vedremo. E’ stata una scelta del Papa di venire qui che interroga tutto il mondo compresi noi lo ammetto».
Alla cattedrale, per la preghiera con il pontefice, ci saranno Marco (fratello di Stefano Casiraghi) e la moglie Cecilia. Chiediamo cosa vuol dire per Monaco questa visita? «Crediamo riconosca due fronti di impegno del Principato guidato da Alberto: quello nella protezione dell’ambiente il più noto e sotto i riflettori e quello molto meno evidente, del grande impegno sociale da parte del principe. E mostra come sviluppo economico e attenzione sociale possano convivere».
Ranieri III, padre di Alberto II, aveva un rapporto speciale con Giovanni Paolo II. Tant’è che il pontefice arrivato dalla Polonia, quando la malattia di Ranieri III peggiorò nell’aprile del 2005 gli mandò un messaggio di vicinanza pieno di attenzione.
«Gli ottimi rapporti del Principe Ranieri col Papa Giovanni Paolo II si spiegano con la personalità moderna del Papa e alle sue azioni – spiega il diplomatico di lungo corso Henri Fissore -. E poi il principe Alberto, figlio di Grace Kelly è sicuramente molto lieto di un Papa per metà americano, senza contare che i Principi di Monaco hanno sempre tenuto conto della volontà papale quando si parla di società, anche quando non è stato facile». Infatti Alberto ha messo il veto mesi fa a una proposta di legge per estendere la legalità dell’aborto oltre le possibilità oggi per motivi di salute o stupro. «Per me era importante assicurare il rispetto del valore della vita. Ma capisco la delicatezza del tema…», ha detto Alberto.
Era stato Ranieri nel 1962, al momento della votazione della nuova Costituzione monegasca, a voler inserire la religione cattolica come religione di Stato ( uno dei soli 4 Paesi al mondo). Nel 1981 Giovanni Paolo II ha elevato la diocesi di Monaco al rango di arcivescovado. Solo dopo la morte di Ranieri e l’ascesa al trono del figlio Alberto II nel 2005, a Monaco sarà inviato un Nunzio, oggi è Monsignor Martin Krebs, Nunzio Apostolico presso il Principato di Monaco dall’aprile 2024. Un altro primato della piccola chiesa di Monaco. E Alberto e Charlène sono stati accolti in Vaticano prima da papa Benedetto XVI e poi da papa Francesco nel 2022.
L’ultima visita di un Papa a Monaco risale al 1538, Paolo III Farnese di ritorno dal Congresso di Nizza. Angelo Roncalli arrivò qui soltanto cardinale per i 25 anni di regno di Luigi II il nonno del principe Ranieri. Era il 1947. Nel 1524 Clemente VII aveva riconosciuto la sovranità monegasca. E a creare la diocesi di Monaco un altro Leone, Leone XIII nel 1887.
«La crociata di oggi è la beneficenza, essere vicini al prossimo. Forse da questa visita del Papa traspare anche una certa benevolenza del Pontefice su un Principato simbolo di ricchezza certo, ma che da sempre è molto attivo anche sul fronte della solidarietà a sostegno di tanti progetti umanitari nel mondo – nota la principessa Camilla di Borbone consorte del principe Carlo, erede dei Borbone delle Due Sicilie – Visita inaspettata perché nessuno la poteva immaginare, ma qui la religione è di Stato ed è molto seguita. Così la visita del Papa sarà l’occasione per tutti noi di fermarci un momento dal ritmo della vita monegasca e riflettere sul tema della pace. Ma anche sul tema della famiglia, in fondo l’espressione del Principato è proprio una famiglia».
Già, come scriveva nell’800 Walter Bagehot, «It’s a family on the throne», una famiglia sul trono a proposito della monarchia. E a proposito dei Grimaldi, il pontefice arriverà alla cattedrale di Monaco per una preghiera, tra gli invitati del principe residenti nel Principato, oltre ad esponenti di gruppi religiosi presenti nel Principato. La cattedrale è quella del matrimonio del secolo, le nozze del principe Ranieri con Grace Kelly nell’aprile di 70 anni fa: era il 19 aprile 1956. Qui sono sepolti anche Ranieri e Grace, dietro all’altare. E qui leone XIV pregherà con Alberto e Charlène e tutta la comunità di Monaco, la preghiera di un’ora Sesta.
«Per il principe, parlare con un Papa americano come la madre sicuramente è un elemento di speciale sintonia. E gli siamo grati per aver invitato il pontefice qui, e a Leone XIV di aver accettato, ricevere la benedizione del Santo Padre dal balcone è un’emozione speciale», dice Roberta d’Amelio, la famiglia con la Fondazione Memmo ospitò nel 2009 la retrospettiva sulla principessa Grace “Les années Grace Kelly”.
«Abbiamo ritirato i braccialetti per accedere alla giornata con Papa Leone, e i biglietti distribuiti per la messa allo Stadio, ci andrò con la famiglia, mia figlia, mia nipote, emozionate di poter prender parte a questo giorno speciale. Ho saputo della visita del Papa dalla confidenza del principe a Cortina durante le Olimpiadi invernali», racconta Lia Riva, figlia di Carlo che inventò gli Aquarama e la famiglia è sempre stata molto legata ai Grimaldi.
A spezzare la lunga giornata del Santo Padre a Monaco, un pranzo. Il pasto di papa Leone? Pare sarà molto semplice, lontano dalle luci di Montecarlo, al contrario nel refettorio dell’Arcivescovado. Un pasto frugale prima della messa corale allo stadio: l’arcidiocesi di Monaco ha preparato 18 mila ostie consacrate, almeno 15mila i fedeli presenti. Per una celebrazione con 200 preti, 8 vescovi e 4 cardinali: Parolin, Mamberti, Aveline, e Bustilo che nel 2024 portò Francesco in visita in Corsica. Tra i cardinali, ci saranno dunque anche alcuni dei porporati che un anno fa entravano alla Sistina con Prevost, come favoriti per il soglio di Pietro. Per esempio il cardinale Jean-Marc Noël Aveline, arcivescovo di Marsiglia. Una messa corale che coinvolge anche gli esponenti nel Principato della Chiesa anglicana, ortodossi, greco ortodossi. E quasi 20 mila monegaschi attesi, nelle tribune dove il principe tifoso sportivo non si perde una partita dell’AS Monaco.
28 marzo 2026 ( modifica il 28 marzo 2026 | 00:25)
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