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Nessuno, vent’anni fa, lo conosceva: “Il diavolo veste Prada” era una commedia come tante. O almeno così sembrava. Oggi si attende il sequel, nelle sale italiane dal 29 aprile e nel resto del mondo dal 1° maggio, come manna dal cielo. Lo status di cult guadagnato nel tempo ha fatto sì che il secondo capitolo avesse grandi opportunità. Una di queste riguarda la scelta di ambientare parte delle riprese durante la Milano Fashion Week, sfruttando uno dei palcoscenici più iconici della moda. Ed è proprio in questo contesto che Anne Hathaway avrebbe avanzato una richiesta molto precisa ai produttori del film.


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In un’intervista a Harper’s Bazaar pubblicata il 25 marzo, l’attrice che interpreta la protagonista Andy Sachs ha ricordato le difficoltà incontrate nel 2006 per convincere i marchi di moda a collaborare al film. Meryl Streep, l’iconica Miranda Priestly, è intervenuta raccontando l’esperienza di assistere alla Settimana della Moda nel capoluogo lombardo.

Ha dichiarato di essere rimasta «colpita non solo dalla bellezza e dalla giovinezza – a me sembrano tutte giovani – ma anche dalla magrezza allarmante delle modelle», credendo «che tutto ciò fosse stato risolto anni fa. Anche Annie se n’era accorta». Hathaway è stata chiara secondo la collega: «Si è precipitata dai produttori, ottenendo la promessa che le modelle della sfilata che stavamo allestendo per il nostro film non sarebbero state così scheletriche!». E infine ha aggiunto: «È una ragazza per bene».

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“Il diavolo veste Prada 2” fa impazzire i fan: «Non eravamo preparati»

“Il diavolo veste Prada 2”, già dal suo annuncio, ha creato altissime aspettative, e la scelta di girare a Milano e a New York alcune scene ha fatto sì che migliaia di fan si precipitassero sul set. Una frenesia che ha molto colpito, quasi spaventato, Streep. «Sebbene fossimo consapevoli dell’impatto del primo film vent’anni fa, credo che nessuno di noi fosse preparato all’ondata di benevolenza e di attenzione mediatica che ci ha travolti – ha dichiarato la star alla testata giornalistica –. Abbiamo avuto bisogno di barriere della polizia e di un servizio di controllo della folla».

Quello che è successo nella Grande Mela l’estate scorsa è emblematico. «Sono arrivati autobus pieni di fan, i paparazzi si sono accalcati e, in un caso, hanno continuato a saltare davanti alla telecamera e all’inquadratura, arrivando persino a litigare con la troupe – ha continuato a ricordare Streep –. Annie è rimasta calma, ma io ero nervosa».

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La trama del sequel e la decisione di Meryl Streep: «Mai più method acting»

Il trailer ha lasciato intendere che in questa nuova avventura tra giornalismo e passerelle tutti torneranno al loro posto (o quasi). Vent’anni dopo i fatti del primo film, Emily Charlton (Emily Blunt) non è più assistente di Miranda, ma un’importante dirigente di un’azienda nel mondo del lusso. Sarà indispensabile per la rivista Runway trovare un accordo di collaborazione, in un’epoca in cui il digitale sta prendendo il sopravvento sul cartaceo. Anche Nigel (Stanley Tucci) tornerà, probabilmente come fidato consigliere di Miranda. Andy (Anne Hathaway) farà da mediatrice tra le parti.

In un’intervista a “Entertainment Weekly” del 2021, Meryl Streep, dopo l’esperienza sul set del primo film, ha dichiarato di aver abbandonato il method acting. Probabile quindi che questa volta avrà avuto un nuovo approccio a Miranda. All’epoca, per calarsi nel personaggio ispirato ad Anna Wintour, ex volto storico di Vogue, aveva preso le distanze dalle giovani colleghe, trattandole con distacco e freddezza. «È stato orribile! – disse –. Ero infelice nel mio camerino. Sentivo tutti che si scatenavano e ridevano. Ero così depressa! Mi sono detta: ‘Beh, è il prezzo da pagare per essere il capo!’. Quella è stata l’ultima volta che ho provato a fare qualcosa di simile al method acting».


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