di
Floriana Rullo

Dario Simoni, secondo allenatore dell’Igor di Novara, squadra di pallavolo piemontese, ha salvato la vita a una donna 65enne che, poco prima, era scivolata nel canale Piavesella, a Villorba, in provincia di Treviso

«Ho visto quella donna in acqua, non era cosciente. Ho iniziato a chiamarla, ma quando ho visto che non rispondeva. Mi sono buttato senza pensarci». Così Dario Simoni, secondo allenatore dell’Igor di Novara, squadra di pallavolo piemontese che milita nel massimo campionato italiano, non ci ha pensato due volte e si è tuffato per salvare la vita della 65enne che, poco prima, era scivolata nel canale Piavesella, a Villorba, provincia di Treviso, in Veneto. Pochi secondi che lo hanno trasformato in un eroe.

«Mi sono lanciato»

 Con la squadra di Novara si trovava lì per la terza partita dei playoff che si sarebbe giocata il gironi dopo contro Conegliano, match perso dalle piemontesi che hanno così concluso la loro corsa verso lo scudetto.
«Erano le 21.30 – racconta l’allenatore classe 1970, di origini bresciane -. Insieme con altri colleghi stavamo passeggiando vicino all’hotel in via Roma. Stavamo chiacchierando quando ho notato una sagoma scura che galleggiava nel canale. Mi sono spostato per capire meglio di che cosa si trattasse. Quando ho capito non ci ho pensato un attimo e mi sono gettato. Dovevo salvarla. La signora non era cosciente, non rispondeva quando le parlavo. L’ho afferrata e spinta verso gli altri che erano con me (Elena Colombo la team manager, Matteo Rossetti e Davide Cinelli dello staff n.d.r.). Una volta fuori dall’acqua si è un po’ ripresa». 



















































Caduta per il buio

Solo dopo, una volta uscito dall’acqua gelida del canale, Simoni si è reso conto di aver salvato la vita a quella signora. «È stato un lavoro di squadra – dice l’allenatore-. Mi sono tranquillizzato solo quando ho saputo che si era ripresa completamente ed era stata portata in ospedale. Da quello che abbiamo capito era caduta in acqua a causa del buio». Le operazioni di recupero sono risultate particolarmente ardue a causa dell’oscurità e della corrente che minacciava di trascinare la vittima lontano dalla riva.


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28 marzo 2026 ( modifica il 28 marzo 2026 | 10:17)