Bologna – Commozione in tutta la città e il Paese per la scomparsa di Fabio Roversi-Monaco. Lutto in Ateneo. il rettore Giovanni Molari lo ha ricordato così: “Con la scomparsa di Fabio Roversi-Monaco, l’Università di Bologna perde una delle sue figure più autorevoli e rappresentative. Nel corso del suo lungo rettorato, ha saputo guidare l’Ateneo con visione, determinazione e profondo senso delle istituzioni, contribuendo in modo decisivo al suo sviluppo internazionale. A nome di tutta la comunità universitaria, esprimo il più sentito cordoglio e la riconoscenza per l’eredità culturale e istituzionale che lascia”.
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Fabio Roversi-Monaco, morto a 87 anni
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore lo ha conosciuto prima da assessore e poi da sindaco: “Fabio Roversi Monaco è stata una persona dal multiforme ingegno, che ha saputo mettere a disposizione della città. Giurista di grande prestigio, da Rettore ha contribuito in modo decisivo all’affermazione di Bologna come città internazionale della conoscenza, anche grazie a relazioni costruite con alcune delle principali figure della cultura, della politica e delle istituzioni a livello globale. Le celebrazioni del IX Centenario del 1988, la promozione della Magna Charta Universitatum e il contributo alla Bologna Declaration rappresentano i momenti più significativi di questa stagione, che ha reso l’Università di Bologna un punto di riferimento nel panorama accademico europeo e internazionale – dice Lepore –. Nel corso della sua lunga e brillante carriera al prof. Roversi Monaco sono state conferite lauree Honoris Causa da oltre 20 università, fino al riconoscimento della laurea ad honorem in medicina. Ha continuato a servire la nostra città alla guida della Fondazione Carisbo, dove si è distinto per l’incessante attività di tutela e valorizzazione del patrimonio storico e artistico, promuovendo interventi di recupero e restituzione di importanti beni culturali. Con il progetto Genus Bononiae ha contribuito a costruire un sistema museale diffuso, capace di raccontare la storia e l’identità di Bologna, che insieme al patrimonio museale comunale rappresenta uno degli elementi di autentica ricchezza della nostra città”.

Fabio Roversi-Monaco, morto a 87 anni
Per Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, “con la scomparsa di Fabio Alberto Roversi-Monaco, Bologna perde una delle sue menti più illuminate, un vero servitore delle istituzioni capace di imprimere una svolta alla città con scelte coraggiose frutto di una visione completa e prospettica di cui ancora oggi tutti noi beneficiamo. Impossibile ricordare in poche righe tutto ciò che fece e l’importanza di quel che realizzò. Possiamo solo ringraziarlo per averlo fatto e per aver dato un respiro internazionale alla nostra città”.
Un vero servitore delle istituzioni capace di imprimere una svolta alla città con scelte coraggiose
Anche il presidente della Regione Emilia Romagna Michele de Pascale ha partecipato al cordoglio di Bologna: “Viene meno una parte fondamentale della storia della città di Bologna e dell’Emilia-Romagna. Un grande protagonista della vita istituzionale, economica e sociale della nostra regione che ha segnato una fase di sviluppo e di cambiamento anche del sistema universitario dell’intero Paese. Oggi ci stringiamo nel cordoglio per la scomparsa di una figura di straordinario rilievo, illustre accademico di profilo internazionale, un uomo di profonda cultura, sguardo raffinato sul sapere e sulla bellezza del patrimonio artistico e culturale di questo territorio, spinto dall’incessante desiderio di tutelarlo e valorizzarlo.
Romano Prodi ha ricordato “con affetto quando, appena laureati, i nostri studi di Via Zamboni affacciavano sullo stesso pianerottolo consentendoci, così, un rapporto quotidiano e uno scambio continuo. Il suo amore per la cultura, l’arte e la musica è andato anche oltre i confini dell’Università, tramutandosi in un impegno costante nei confronti dell’intera città e oggi, Roversi Monaco, lascia a Bologna un’eredità culturale di alto profilo”, ha detto ancora l’ex premier
Sulla morte di Roversi-Monaco è intervenuto anche un altro ex rettore, Francesco Ubertini, ora presidente del consorzio Cineca: “Cineca, nato e cresciuto nel solco del sistema universitario italiano, ha trovato in quella stagione un interlocutore d’eccezione. Il rettorato di Roversi-Monaco coincise con anni cruciali per l’informatizzazione della ricerca e la digitalizzazione delle università e per la costruzione di quella rete di relazioni tra atenei e infrastrutture tecnologiche di cui Cineca è espressione diretta.
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La sua visione del multicampus, la sua apertura internazionale, testimoniata dalla Magna Charta Universitatum del 1988 e dal Bologna Process del 1999, e la sua capacità di leggere il futuro dell’accademia come ecosistema interconnesso trovarono nel calcolo scientifico e nella cooperazione interuniversitaria strumenti naturali di attuazione. A nome del Consiglio di Amministrazione, della Direttrice Generale e di tutta la comunità di Cineca, porgiamo le più sentite condoglianze alla famiglia e all’Università di Bologna”.


