di
Rinaldo Frignani

La denuncia dell’eurodeputata di Avs: «Bloccata per un’ora in vista della manifestazione. Effetto del Decreto Sicurezza

«L’Italia è ormai un regime. Questa mattina la polizia si è presentata all’alba nella mia stanza d’albergo a Roma per un controllo preventivo durato oltre un’ora in vista della manifestazione di oggi. A quanto pare, effetto del Decreto Sicurezza. Rendiamoci conto a che punto».

Questo il post che ha pubblicato nella prima mattinata di sabato l’europarlamentare Ilaria Salis di Avs per denunciare un controllo da parte degli agenti del commissariato di zona nei suoi confronti.



















































La ricostruzione della questura

Diversa la ricostruzione della questura che parla invece di un controllo di routine dopo che era scattato l’allarme «web alloggiati» sull’ospite della struttura ricettiva per motivi tuttora da accertare e comunque per un provvedimento segnalato dall’estero. A questo punto i poliziotti sono intervenuti, come atto dovuto, trattenendosi 15 minuti circa nell’hotel per l’identificazione dell’euro parlamentare. Un’azione che sempre secondo la questura non avrebbe niente a che vedere con il corteo di sabato né con il decreto sicurezza.

La polemica politica

Ma intanto divampa la polemica politica. Secondo Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs) si è invece trattato «di un controllo preventivo». «Questa mattina Ilaria Salis, nostra eurodeputata, ha denunciato di essere stata svegliata da due agenti di polizia che si sono presentati nella sua camera d’albergo a Roma per effettuare un ‘controllo preventivo’ – spiegano -. Nonostante lei si sia qualificata subito gli agenti hanno atteso quasi un’ora prima di andare via. Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ora dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio».

«E’ inaccettabile che in Italia – proseguono i leader rossoverdi – una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi. Il governo Meloni ha deciso di sottoporre a controlli i parlamentari di opposizione? Non siamo ancora diventati l’Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo. Su questa vicenda – concludono Bonelli e Fratoianni – pretendiamo parole di chiarezza dal Ministro Piantedosi».

«In merito al controllo – sottolineano ancora dalla questura – si precisa che la predetta attività origina, quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un paese terzo del panorama europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane».


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28 marzo 2026 ( modifica il 28 marzo 2026 | 11:04)