Il Tribunale di Milano ha confermato il provvedimento di rimozione di video e post in cui il conduttore viene accusato di «ricatti sessuali», ma ha anche affermato che «non si può negare a Corona il diritto alla libera manifestazione di pensiero»
Online non ci sono più, ma ora il Tribunale di Milano, con un provvedimento che restringe il campo molto più ampio delineato il 26 gennaio in via d’urgenza, conferma che Fabrizio Corona deve rimuovere i video nei quali accusa Alfonso Signorini «di aver compiuto ricatti sessuali per favorire l’ingresso di giovani nel mondo dello spettacolo», lo offende con epiteti e posta una sua foto. Fabrizio Corona è pronto a tornare presto on line, assicura il suo legale, l’avvocato Ivano Chiesa.
Due mesi fa, il giudice della prima sezione civile Roberto Pertile aveva accolto il ricorso urgente presentato dai legali di Signorini, gli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, ed aveva ordinato all’ex re dei paparazzi «di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile, tutti i video nonché tutti i contenuti (testuali, audio e video)» che riguardano la vicenda di Signorini, di consegnare tutto il materiale sul conduttore di cui era in possesso e vietandogli di pubblicare in futuro informazioni diffamatorie che potessero violare la privacy di Signorini. Per ciascun giorno di ritardo, avrebbe dovuto versare 2.000 euro a Signorini. Inoltre, doveva depositare nella cancelleria tutti i dati, i documenti e le immagini che riguardano la «sfera privata» del conduttore del Grande Fratello e tutta la corrispondenza, a partire dalle chat tra il conduttore e le persone coinvolte.
La conseguenza immediata fu che Corona smise di mettere in rete il suo programma «Falsissimo» mentre i provider, su richiesta sia degli avvocati di Signorini che di Mediaset, rimuovevano dalla rete ogni contenuto che aveva postato. I legali di Corona, gli avvocati Ivano Chiesa, Lorenzo Franzé e Gianmaria Fusetti, avevano fatto ricorso alla prima sezione del Tribunale civile che (presidente Andrea Borrelli, giudici Anna Bellesi e Serena Nicotra) che ora sostanzialmente conferma il primo provvedimento apportando però alcune precisazioni che limitano la rimozione dei video e dei post a quelli in cui Corona rivolge a Signorini pesanti epiteti offensivi, lo accusa «infondatamente» di «ricatti sessuali» e pubblica, violando la sua riservatezza, una foto in cui compare nudo di spalle.
Corona si era appellato al diritto di critica, i giudici gli rispondono che quello che ha detto è un «una lesione gratuita dell’onore e del decoro di Signorini e supera abbondantemente il limite della continenza espressiva».
In più, lo ha accusato di aver ricatto sessualmente gli aspiranti concorrenti al Grande Fratello addossandogli una «responsabilità già assodata, incontrovertibile, come se fosse già emersa sulla base di riscontri inconfutabili», senza aver fatto alcuna verifica e omettendo di dire che le accuse erano contenute solo in due querele e, quindi, che «al momento vi sono solo ipotesi di reato, per la cui verifica sono in corso indagini giudiziarie».
Corona, hanno confermato i giudici, deve rimuovere tutto questo materiale e non potrà usarlo più, ma non gli può essere «negato il diritto alla libera manifestazione del pensiero» garantita dalla Costituzione. A patto che lo faccia nel rispetto della «verità, dell’interesse pubblico alla conoscenza della notizia e della continenza verbale». «Abbiamo vinto», proclama l’avvocato invano Chiesta con un post sui social che annuncia che Corona tonerà presto on line con «grosse novità» specificando, però, che Signorini è solo indagato.
I giudici accolgono la richiesta dei legali di Corona e revocano per questioni tecnico-giuridiche l’ordine di consegnare in cancelleria le memorie digitali contenenti i file su Signorini e riducono a 750 euro la somma che dovrà versare a conduttore per ogni giorno di ritardo.
28 marzo 2026
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