di
Alessandro Bocci

Dopo la vittoria sull’Irlanda del Nord, le immagini televisive hanno ripreso l’esterno e alcuni compagni mentre esultavano per la vittoria della Bosnia sul Galles. Una reazione che ha fatto andare su tutte le furie i nostri prossimi avversari

FIRENZE  – Federico Dimarco abbassa i toni. La polemica per l’esultanza azzurra all’ultimo rigore della Bosnia ha infiammato i social e fatto arrabbiare i nostri prossimi avversari. L’interista comincia la conferenza stampa a Coverciano con una dichiarazione spontanea con l’intento di spegnere l’incendio. «Ho deciso di venire qui visto che sono uno dei protagonisti di questa storia. Voglio dire che rispetto qualsiasi club e qualsiasi Nazionale. La nostra è stata una reazione istintiva tra compagni e amici mentre stavamo seguendo i rigori di Galles-Bosnia. Subito dopo la partita mi sono scritto con Dzeko mio ex compagno all’Inter e gli ho fatto i complimenti. Lui mi ha risposto che vinca il migliore ed è giusto così. Non ho mancato di rispetto né alla Bosnia né ai bosniaci. Siamo anche stati definiti arroganti, ma con che diritto possiamo essere arroganti visto che manchiamo da due mondiali?».
 
Dimarco, nella conclusione del suo intervento, se la prende anche con Rai, che detiene i diritti in esclusiva delle partite della Nazionale e ha trasmesso le immagini dell’esultanza. «E’ stato poco rispettoso essere ripreso in una zona dove c’erano amici e famigliari. Adesso però pensiamo alla partita».
Che non sarà facile. «Ci aspettiamo un ambiente caldo, ma lo sapevamo. La Bosnia ha la stessa nostra voglia di andare al Mondiale. Ma noi siamo l’Italia e abbiamo il dovere di fare una grande partita e centrare il traguardo. Cosa ci vuole? Un insieme di cose. Abbiamo dentro di noi una granitica convinzione: vogliamo qualificarci. Dobbiamo essere forti mentalmente. Sappiamo quale sarà l’ambiente, ma se abbiamo la testa giusta porteremo a casa il risultato. Andiamo a prenderci il Mondiale».

Dimarco parla anche della sua stagione, sin qui eccellente: «Ma gol e assist non valgono niente se non sono accompagnati dai risultati di squadra». Si torna a parlare di Dzeko: «Edin è un grandissimo giocatore e una bella persona. Per farlo contento devi servirgli tanti assist. Questa estate ci siamo visti anche in vacanza. Gli ribadisco: in bocca al lupo per la partita».



















































Dal più vecchio, Dzeko, al più giovane, Pio Esposito: «Non tocca a me dire se deve giocare, non faccio l’allenatore. Pio è speciale, più maturo della sua età. Fai fatica a arrabbiarti con lui. È cresciuto tanto in questi mesi all’Inter. Ci sono pochi consigli da dargli. Va lasciato crescere». Ultimo riferimento al calo evidente degli interisti nelle ultime partite: «Durante una stagione non si può essere sempre al massimo. Però se in campo dai il cento per cento e hai coscienza pulita non hai niente da recriminare e puoi tornare a casa contento». 

28 marzo 2026 ( modifica il 28 marzo 2026 | 14:33)