di
Giorgio Terruzzi
Il giovane pilota della Mercedes conferma lo straordinario momento di forma dopo la vittoria in Cina: «Russell il mio primo rivale. La popolarità fuori dalla pista? Cerco di non farci caso»
Andrea Kimi fa sul serio anche se pare sempre pronto il suo sorriso da bimbo. In pole, di nuovo, a Suzuka, per la seconda settimana consecutiva. Un evento rarissimo per noi italiani visto che l’ultimo a compiere una impresa del genere fu Riccardo Patrese nel 1991 con la Williams quando di pole filate ne mise assieme tre addirittura: «Mi sentivo bene in macchina e sono riuscito a massimizzare il grip mentre George Russell ha fatto un po’ più di fatica con la batteria. Sono contento. Adesso testa sulla corsa».
La corsa, appunto: Gran Premio del Giappone (domattina alle 7 ora italiana) dove avrà il proprio compagno, secondo in qualifica a più di 2 decimi, al fianco, con la McLaren di Piastri e la Ferrari di Leclerc, in seconda fila. Dati i valori tecnici visti in pista sino ad oggi, Antonelli avrà presumibilmente un solo avversario, Russell, appunto. «Si, è lui il mio primo rivale, abbiamo la stessa macchina e possiamo contare su un vantaggio che comunque può ridursi. Bisogna stare in guardia».
Intanto davanti, così come era accaduto in Cina, con la prospettiva di conservare un margine fondamentale soprattutto in termini di priorità strategiche. Protagonista assoluto, dentro uno stato di grazia che lo premia persino quando gioca a bowling con gli uomini della Mercedes, che lo sta trasportando in una stratosfera in compagna del suo amico Jannik Sinner: «Non l’ho ancora sentito, gli manderò un messaggio per augurargli il meglio in vista della finale di Miami». Popolare, popolarissimo, amato, amatissimo, un picco di affetto che lo sta accompagnando senza creare contraccolpi: «Cerco di non farci troppo caso, è una cosa bellissima che spero possa crescere in futuro ma cerco di rimanere concentrato su me stesso perché quello che conta sono i risultati in pista. Il resto viene di conseguenza».
Intanto, un altro giorno perfetto, ancora una volta scena rubata alla Ferrari. Kimi ha tutto per conquistare successi in pista e il cuore di chi guarda, soprattutto da queste parti, presi come siamo da una fame che dura da molti anni: «C’è ancora da migliorare, nelle curve veloci qui posso spingere un poco di più ma la qualifica è andata meglio delle altre. Sono contento, questa pole quasi me la aspettavo. E’ stato importante trovarmi davanti dopo la vittoria in Cina perché era fondamentale evitare di abbassare la guardia. Sapevo che sarebbe bastato un attimo per farsi trasportare dal momento e perdere un po’ il focus».
Non è accaduto nulla del genere. Questo ragazzo abbassa i tempi sul giro, aumenta la propria autorevolezza. Comunque vada in Giappone, questo nuovo exploit vale come garanzia. Non ha senso dire ora che il 2026 sarà il suo anno. Ma possiamo stare certi che il nostro ragazzo è già un «Golden boy» conclamato. Anzi, un «Silver boy» dato l’argento Mercedes. Destinato, come minimo, a giocare da bomber per una intera, intensissima stagione.
28 marzo 2026
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