Donald Trump sta valutando una possibile rivoluzione nella Nato con l’obiettivo di punire i membri che non soddisfano le sue richieste di spese del 5% del Pil per la Difesa. Il presidente degli Usa sta esaminando un “modello pay-to-play” che potrebbe impedire agli alleati di prendere decisioni, anche nel caso di attivazione dell’Articolo 5. Lo riporta il Telegraph citando alcune fonti, secondo le quali le ritorsioni allo studio sono legate alla bocciatura degli alleati Nato all’intervento in Iran e all’invio di navi da guerra per riaprire lo stretto di Hormuz. 

Fonti vicine al presidente – riporta il Telegraph – hanno affermato che sta anche considerando il ritiro delle truppe statunitensi dalla Germania, una mossa che ha preso in considerazione sin dal suo ritorno alla Casa Bianca lo scorso anno. «La frustrazione che abbiamo provato nei confronti degli europei è stata molto reale», ha affermato una fonte dell’amministrazione. «Qualsiasi Paese che non contribuisca con il 5% non dovrebbe avere il diritto di voto sulle future spese della Nato». 

Tutti gli Stati membri della Nato spendono attualmente almeno il 2% del loro Pil per la difesa, un obiettivo fissato da Trump. Mark Rutte, segretario generale dell’Alleanza, ha detto che i leader dovranno presentare i piani per raggiungere il prossimo obiettivo del 5% in occasione di un vertice ad Ankara previsto per la fine dell’anno. Secondo le proposte al vaglio di Trump, gli alleati della Nato che non raggiungono il nuovo obiettivo potrebbero essere esclusi dalle decisioni sull’espansione, sulle missioni congiunte e sull’attivazione dell’Articolo 5, clausola di difesa reciproca. «Non si dovrebbe poter votare sulle spese future se non si contribuisce», ha aggiunto una fonte statunitense.

«Dobbiamo avviare un dialogo su cosa rappresenti una minaccia e su cosa faccia l’Alleanza. Dobbiamo far capire che ciò che hanno fatto Spagna e Regno Unito è inaccettabile». La Gran Bretagna ha raggiunto l’obiettivo iniziale del 2%, ma sta faticando ad aumentare la spesa per la difesa. Il Regno Unito ora spende in difesa una cifra proporzionalmente inferiore rispetto a 13 dei suoi alleati della Nato. Il rapporto annuale della Nato, pubblicato giovedì, ha rilevato che lo scorso anno la Gran Bretagna ha speso il 2,33% del suo Pil per la difesa, appena al di sopra di Romania, Bulgaria e Macedonia del Nord.


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