Roma, 28 marzo 2026 – Chi ha vinto la seconda puntata di Canzonissima, ovvero quella andata in onda su Raiuno sabato 28 marzo? Ad aver vinto la prima era stata ‘Il mio canto libero’, interpretata da Fabrizio Moro. A giudicare i brani in gara la giuria composta da Francesca Fialdini, Simona Izzo, Pierluigi Pardo, Caterina Balivo, Claudio Cecchetto, Riccardo Rossi e Giacomo Maiolini. La puntata di sabato 28 marzo ha preso il via con un commovente omaggio a Gino Paoli. Nella seconda puntata del programma condotto da Milly Carlucci a trionfare è stata ‘La leva calcistica della classe ‘68’ di Francesco De Gregori interpretata da Arisa. 

Le pagelle della seconda puntata di ‘Canzonissima’

Quello che le donne non dicono’ – Enrico Ruggeri: voto Ruggeri. Inconfondibilmente Enrico Ruggeri. Con quel suo modo di cantare ormai quasi del tutto parlato, ma così riconoscibile e unico, il cantautore milanese riesce a dare un reale valore alle parole. Il che non è comune. 

Enrico Ruggeri nella seconda puntata di Canzonissima

Enrico Ruggeri nella seconda puntata di Canzonissima

‘Anima fragile’ – Fabrizio Moro: voto Tonsille. Che sono quelle che possiamo vedere benissimo anche dal divano di casa durante il suo “na na na na na” finale. Ci mette tutto se stesso e anche un pezzo di noi del pubblico. E’ lo “stile Moro”: coinvolgente, urlato con gola, cuore e muscoli. Coinvolgente. 

‘Tanto pe’ canta’’ – Leo Gassmann: voto Caciara. Nel senso che la butta lì come se fosse sotto la doccia. Capisco che questo è un brano che per sua natura ha un lato “stornellesco” da tenere in considerazione, però neanche buttarla via come se fosse in piazza Trilussa con gli amici dopo un paio di gin tonic. Eddaje. 

‘Se io fossi un angelo’ – Michele Bravi: voto Pazzesco. La canzone è pazzesca, l’interpretazione di Michele Bravi le rende giustizia pur caratterizzandola “alla Michele Bravi”. Senza dubbio una delle esibizioni più intense di queste prime due puntate di Canzonissima. Pelle d’oca. 

‘Almeno tu nell’universo’ – Fausto Leali: voto Tenerone. Detto che la voce non è più quella di un tempo, Fausto Leali è uno dei pochi nel mondo a potersi permettere di cantare ‘Almeno tu nell’universo’ senza scimmiottare o ridicolizzare nulla. L’esperienza si sente e lui la mette sul palco tutta. Bella versione. 

‘Fotoromanza’ – Malika Ayane: voto Cantaci la vita. La sua è una versione pazzesca di ‘Fotoromanza’. Malika Ayane riesce a dare un nuovo significato tanto alle parole quanto alla musica di questa canzone. Le ha donato una seconda vita a Canzonissima. Possiamo far cantare a lei qualsiasi cosa? Clamorosa. 

‘La donna cannone’ – Irene Grandi: voto Può cantare quello che vuole. L’anima rock di Irene Grandi con ‘La donna cannone’ viene messa non in secondo, ma addirittura in terzo piano e  si sente. Per questo motivo la canzone non ha quella delicatezza che sarebbe richiesta. Ma Irene Grandi, per quanto mi riguarda, può cantare anche le controindicazioni dello Zerinol Flu: risulterebbe credibile lo stesso. Applausi.

‘Alta marea’ – Elettra Lamborghini: voto Metaverso. Ma dove stiamo vivendo? Elettra non twerka più, non stona più. Sa addirittura quasi cantare. Ma “che succede?” (cit. Morgan). Prima di questa puntata ero già pronta a immaginare Antonello Venditti correrle dietro con una roncola per aver maltrattato un capolavoro come ‘Alta marea’. E invece mi devo ricredere. Ma che brava, l’Elettrina. 

Elettra Lamborghini nella seconda puntata di Canzonissima

Elettra Lamborghini nella seconda puntata di Canzonissima

‘La leva calcistica della classe ‘68’ – Arisa: voto Magica favola. Nel senso che questa sua versione è eterea, soffice, rarefatta. Quasi come una favola. Anzi, il brano sanremese di Arisa ‘Magica favola’. E’ una versione meno “materica” dell’originale di Francesco De Gregori. E poi, parliamoci chiaro, Arisa potrebbe cantare qualsiasi cosa e sarebbe credibile ed emozionante. Fantastica. 

‘O’ sole mio’ – Vittorio Grigolo: voto Perplessa. Nel senso che io sono sempre perplessa quando si coinvolge un lirico in un programma con una serie di artisti pop. Perché gioca un campionato a parte, non paragonabile agli altri. E anche in questo caso è così. Bravissimo, stratosferico, incredibile. Ma cosa ci fa a Canzonissima?

‘Vengo anch’io (No tu no)’ – Paolo Jannacci: voto Di famiglia. Nel senso che la canzone è parte della vita di ognuno di noi e anche nel senso che l’interpretazione di Paolo Jannacci è stata energia, ironica, intelligente e arguta esattamente come quella del padre Enzo. Che bello. 

‘Per sempre sì’ – I Jalisse: voto C’è un motivo per cui li tengono ben lontani da Sanremo. La loro versione di ‘Per sempre sì’ è indescrivibile. Nel senso che si fa prima a non ascoltarla che a volerla descrivere. E’ un mix di qualsiasi cosa: canto gregoriano nell’intro, rock nel mood, ballatona anni Settanta a tratti e inascoltabile con gli urletti di Alessandra Drusian. L’acutone finale di entrambi l’avrei evitato come il raffreddore in questa stagione.