di
Roberta Merlin

L’uomo, 22 anni, di Padova, è finito nel vortice della dipendenza e in un anno ha perso 16 mila euro: «Sembrava un lavoro, ma era gioco»

Andrea (nome di fantasia) è un ragazzo finito nel vortice della dipendenza da trading online. «Mi ha fatto sentire potente. Poi mi ha tolto tutto», spiega. Andrea oggi ha 22 anni e abita in provincia di Padova. Ha iniziato a fare trading online a 21, dal suo smartphone, seduto sul letto della sua stanza. Studente universitario, qualche lavoretto saltuario, tanti sogni e poche disponibilità economiche.

Andrea, come ha iniziato a investire nel trading?
«Volevo un paio di scarpe costose che andavano molto di moda. Sui social tutti sembravano permettersi qualsiasi acquisto. Io invece dovevo sempre fare i conti con il saldo del conto. Un mio amico mi ha detto: “Prova con il trading online. Parti con 200 euro, fai due clic e guadagni”. Sembrava semplice».



















































E all’inizio lo è stato?
«Sì. Mi sono iscritto a una piattaforma per principianti, ho aperto un conto, ho depositato 200 euro con carta di credito e ho scelto di comprare criptovalute. Sembrava facile: compri quando il prezzo è basso, vendi quando sale. Dopo due giorni, avevo guadagnato quasi 100 euro. Mi sentivo un genio della finanza. Pensavo: ma perché nessuno me l’ha detto prima? In un weekend avevo fatto quello che guadagnavo in una settimana di lavoro al bar».

Come si muoveva?
«Mi fidavo di chi mostrava sui social lusso e ricchezza facili grazie agli investimenti online: su Instagram vedevo influencer che mostravano auto di lusso, attici a Dubai, orologi da decine di migliaia di euro. Dicevano che tutto era partito da lì, dal trading. Sembrava che tutti i miei coetanei stessero facendo soldi così. Ho persino pensato di lasciare l’università. Passavo le notti a guardare tutorial su YouTube, grafici in tempo reale, dirette di presunti esperti».

Quando ha capito che stava diventando un problema?
«Quando ho iniziato a perdere. La prima grossa perdita è stata di 600 euro in un pomeriggio. Mi tremavano le mani. Però non ho pensato di fermarmi. Mi dicevo: adesso recupero. È lì che cambia tutto. Non investivo, giocavo. Scommettevo su movimenti di prezzo che cambiavano ogni minuto. Il telefono vibrava, notifiche continue. Ogni volta che il grafico saliva mi sentivo euforico, quando scendeva mi veniva l’ansia».

Come ha reagito?
«Ho iniziato a vendere i gioielli di famiglia. Ho venduto la collanina del battesimo che mi aveva regalato mia nonna. Mi vergogno ancora a dirlo. Poi nella mia email un sito mi ha proposto un finanziamento da 5 mila euro, potevano servire per aumentare il potenziale di guadagno. Ho accettato. Mi sembrava l’occasione per ribaltare tutto in un colpo solo.In poche settimane, quei 5 mila euro si sono trasformati in un debito: in un giorno ho perso quasi 2 mila euro. Non riuscivo a respirare. Non dormivo più. Controllavo il telefono anche di notte. Ero sempre nervoso, evitavo gli amici, mentivo ai miei genitori».

Quando ha deciso di chiedere aiuto?
«Ero arrivato a perdere quasi 16 mila euro, una cifra enorme per me che lavoravo come barista solo durante il weekend. Avevo smesso di andare a lezione. Pensavo solo ai grafici. Mi sono guardato allo specchio e non mi riconoscevo più. Ho raccontato tutto ai miei genitori. È stato il momento più difficile. Oggi sono seguito da una psicologa, non faccio più trading e non scommetto nemmeno sulle partite di calcio tra amici. Dopo questa esperienza mi sento fragile, le dipendenze ti lasciano un senso di fragilità enorme tanto che hai paura di affrontare poi anche le piccole difficoltà. Molti dipendenti dal gioco online, commettono questi errori. Parlandone ho scoperto che tanti ragazzi come me ci sono dentro».

Il trading diventa cioè ossessivo come il gioco.
«All’inizio non ti dà la sensazione di un gioco d’azzardo, ma di un lavoro. Ma senza preparazione non può esserlo. Il problema è che pensiamo di essere più intelligenti del sistema. Invece è il sistema che è costruito per farti restare. Preso dall’emotività pensi che per guadagnare bisogna fare trading continuamente, comprare per paura di perdere l’occasione, fare scommesse grandi, non proteggere il capitale, usare la leva finanziaria che ti permette di usare più soldi di quelli che hai. Il vero trading non ha invece adrenalina, è noioso e lento: è un lavoro, non un gioco di velocità».


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29 marzo 2026