di
Enrica Roddolo
La principessa Charlène e i gemelli Jacques e Gabriella, ma anche le sorelle di Alberto per salutare Leone «che ha anche ascendenze monegasche», ci spiega il direttore degli archivi di palazzo
Dalla nostra inviata
PRINCIPATO DI MONACO – «Per me, la principessa Charlène, per la nostra famiglia e per tutta la comunità monegasca è un immenso onore», ha detto Alberto II ieri parlando al balcone del Palais dei principi, accanto a papa Leone. E la famiglia del principe è stata presente in ogni istante della storica visita di Leone XIV nel Principato.
Charlène, certo, che davanti al Santo Padre allo stadio come all’eliporto si è inchinata profondamente. In bianco con mantiglia come permesso dal privilegio del bianco già invocato per la cerimonia di intronizzazione di Leone la primavera scorsa. Ma anche le sorelle del principe, la principessa Caroline e la principessa Stéphanie in nero, un velo di pizzo sul capo.
Come pure Beatrice Borromeo, moglie di Pierre Casiraghi e con lei Marie Ducruet, la moglie di Louis Ducruet figlio di Stéphanie. Oltre a Charlotte Casiraghi.
Al palazzo, schierati nella corte d’onore sotto gli affreschi appena svelati (Alberto teneva particolarmente che i restauri fossero ultimati per la visita del Papa dopo dieci anni di lavori), ieri c’era una nutrita rappresentanza della famiglia Grimaldi. E non solo: anche cugini americani del principe, della famiglia Kelly.
L’aveva anticipato lo stesso Alberto nell’intervista esclusiva al Corriere: «Il Papa sapeva di mia madre, nata a Philadelphia, e per la verità miei parenti americani hanno frequentato la stessa università della Pennsylvania dove nel 1977 Robert Francis Prevost si è laureato (matematica e poi studi di filosofia), la Villanova University, ateneo agostiniano fondato nel 1842. Infatti dei cugini arriveranno dagli Usa proprio per rivedere il Papa».
Con la famiglia Grimaldi, anche parte della famiglia Wittstock, accompagnava oggi la delegazione di famiglia al seguito del pontefice in visita a Monaco. C’era infatti Gareth Wittstock il fratello di Charlène che da anni vive nel Principato dove affianca la princesse nell’impegno per Fondation Princesse Charlène de Monaco. Una giornata, quella di ieri a Monaco, già nella storia. «La ricerca della pace da sempre mobilita la nostra democrazia – ha detto ieri il principe dopo aver ricevuto il Papa nella Salle des Glaces, il salone con il grande ritratto di Grace, che si affaccia proprio sulla piazza -. E la nostra comunità che oggi vi accoglie è intrisa di valori cattolici. E che si impegna in molte battaglie che ci accomunano. E prima di tutto la ricerca della pace».
E a proposito di storia, al Rocher si sono scoperte persino lontane radici monegasche di Papa Leone. Come è possibile?
«Avevo sentito di una ascendenza francese del Papa pochi giorni dopo l’elezione al soglio pontificio, e si parlava di città come Marsiglia, Mentone. Ho voluto verificare», spiega al Corriere Thomas Fouilleron Directeur des Archives et de la Bibliothèque du Palais princier de Monaco. «Ho voluto fare ricerche perché a quel tempo Mentone era parte del Principato a quel tempo».
Già, le esigue dimensioni oggi di Monaco non sono neppure comparabili con i vasti possedimenti della Monaco di secoli fa, quando il principato si estendeva su territorio francese come italiano, persino fino alla Calabria.
E dunque quale è la linea di famiglia che porterebbe in dote a papa Leone radici monegasche? «E’ una storia iniziata nel Settecento al tempo del principe Antonio I di Monaco quando si sposarono la monegasca Marie-Thérèse Cravesana e Ignace Hancy: gli antenati del papa si sposarono a Monaco nel 1713. Poi si spostarono verso Marsiglia, la Guadalupe, quindi New Orléans e infine Chicago. E’ dalla linea materna che il pontefice ha antiche radici monegasche».
Di certo, papa Leone XIV ieri è sembrato sentirsi a casa nella piccola Monaco, nell’abbraccio della folla, allo stadio, sotto il sole di un giorno di marzo fresco ma luminoso in cui ha lanciato un messaggio profondo di pace e rinnovamento.
29 marzo 2026 ( modifica il 29 marzo 2026 | 07:42)
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