di
Roberta Merlin

Numeri in forte ascesa, l’età si abbassa: «Si comincia con i videogiochi». I Serd veneti prendono in carico decine di casi. «Ma da noi emerge solo una piccola parte»

Il dito scorre sullo schermo, il grafico sale di qualche punto percentuale e poi precipita all’improvviso. Il cuore accelera, l’adrenalina cresce, la promessa è sempre la stessa: «Ancora un’operazione e recupero». Per molti il trading online, ossia la compravendita di strumenti finanziari via internet, è un passatempo, per altri un lavoro, per alcuni invece si è trasformato in una vera e propria patologia che produce la stessa dipendenza del gioco d’azzardo.

Il mito dei guadagni facili

Sulle piattaforme digitali — ormai sono centinaia in Rete, pubblicizzate sui social — si entra con pochi euro, si osservano i grafici come fossero una partita, si scommette su valute, criptovalute e azioni. A praticarlo in Veneto non sono solo professionisti della finanza, anche impiegati, operai e studenti. Peccato, però, che spesso accada senza una reale preparazione, attratti magari dalle promesse dei «guru» del web: guadagni facili, libertà finanziaria, vite di lusso ostentate sui social, con skyline esotici alle spalle. Dietro ai quali, non di rado, si celano anche truffatori. I dati dei Serd (i servizi territoriali per le dipendenze) sono allarmanti: sempre più giovani e adulti nel 2025 sono finiti nel tunnel del trading compulsivo, bruciando stipendi, risparmi e talvolta intere aziende.



















































L’età si abbassa

A Padova, i numeri sono in forte crescita. Al Serd dell’Usl 6 Euganea i casi legati al trading online sono triplicati in pochi anni: «Siamo passati da dieci casi nel 2020 a trentatré nel 2025», spiega la psichiatra Arianna Camporese, responsabile dell’ambulatorio per il gioco d’azzardo patologico. E il dato è solo la punta dell’iceberg: «Solo uno su dieci tra i casi gravi chiede aiuto». Dietro alle statistiche ci sono giovani attratti dal mito del denaro facile e uomini adulti, spesso padri di famiglia, che iniziano per curiosità o per desiderio di arrotondare le entrate e restano intrappolati. Controllano il telefono di continuo, investono somme sempre più alte per recuperare le perdite, vivono in uno stato di tensione costante. È la stessa dinamica del gioco d’azzardo, avvertono i medici, con l’illusione che il prossimo tentativo ribalti la sorte. L’età di chi si avvicina a scommesse online e trading si è abbassata, evidenziano le Usl venete: si inizia già da minorenni con l’aiuto di amici più grandi o utilizzando i documenti dei genitori.

Si comincia con i bonus dei videogiochi

Il terreno fertile nasce spesso prima, con le microtransazioni nei videogiochi. «Piccole somme per acquistare bonus, salti di livello, normalizzando l’idea di spendere per ottenere un vantaggio — spiega Camporese —. Poi arrivano le scommesse sportive e infine il trading, che attiva gli stessi circuiti psicologici di rischio, ricompensa e inseguimento della perdita». Anche nella Usl 2 Marca Trevigiana si conferma l’aumento di prese in carico per gioco d’azzardo patologico e comportamenti digitali ossessivi: se nel 2023 si registrava un solo caso di trading compulsivo, oggi nei distretti di Treviso, Asolo e Conegliano le situazioni seguite sono circa quindici. In totale, nel 2025, sono 228 gli utenti presi in carico per problemi legati al gioco d’azzardo. Restano prevalenti gli uomini, con una forte incidenza di slot machine, ma cresce a ritmo serrato la componente digitale. Complice lo smartphone che permette di accedere online in ogni momento e ovunque.

Un servizio dell’Usl contro le dipendenze tecnologiche

Di recente, l’Usl 4 Veneto Orientale ha istituito un’unità dedicata proprio alle dipendenze comportamentali e tecnologiche. Nel 2025 sono state trentacinque le persone prese in carico per disturbo da gioco d’azzardo, con casi che includono trading online, shopping compulsivo e dipendenze sessuali. Gli operatori individuano due profili: giovani adulti con lavoro stabile che investono gran parte dello stipendio senza piena consapevolezza del rischio; persone tra i 40 e i 50 anni con maggiori disponibilità economiche che adottano strategie più strutturate ma finiscono per accumulare debiti nel tentativo di recuperare le perdite. «Abbiamo seguito casi di persone che hanno perso anche 200 mila euro — spiegano dal servizio —. In un episodio si è verificato un tentativo di suicidio dopo la perdita dei risparmi familiari».

Dagli investimenti ai Gratta e vinci

All’Usl 8 Berica di Vicenza nel 2025, 152 i casi seguiti per patologie legate al gioco d’azzardo, più altri 30 utenti nei gruppi periferici: 27 sono conseguenza proprio al trading online patologico.
Allarme anche a Verona, dove lo scorso anno il Serd ha preso in cura 232 persone, di cui 55 giovani fino a 35 anni di età, molti dei quali dipendenti dai circuiti dei giochi degli investimenti online. A Rovigo, nel Polesine, i pazienti in cura per gioco d’azzardo sono invece 79, in prevalenza uomini tra i 40 e i 64 anni: le slot restano la forma più problematica, seguite dalla dipendenza da «Gratta e Vinci» e, anche qui, lo scorso anno, si è registrato un incremento dei casi di patologie legate al gioco online. Con il trading in forte crescita tra la generazione Z, spinto da social media e promesse di guadagni facili. Una pratica che senza alcune preparazione e con la progressiva perdita di controllo, rischia di diventare una forma di dipendenza patologica.


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29 marzo 2026 ( modifica il 29 marzo 2026 | 07:42)