di
Rinaldo Frignani
Salis, identificata sabato dalla polizia in un hotel a Roma in seguito a una nota di rintraccio internazionale emessa proprio dei magistrati tedeschi, non è accusata di organizzazione eversiva
Il suo nome è negli atti dell’inchiesta tedesca sul gruppo eversivo di estrema sinistra «Hammerbande», insieme con quello di altri italiani per i quali in nessun caso, fino a oggi, è scattata l’estradizione in Germania. Anche in considerazione del fatto che, come invece è accaduto per altri soggetti arrestati all’estero, Berlino ha scelto in alcuni casi di accogliere la richiesta di estradizione dei giudici ungheresi.
L’inchiesta
L’europarlamentare Ilaria Salis è citata nell’inchiesta sull’aggressione a tre esponenti di movimenti neonazisti a Budapest all’inizio di febbraio 2023 durante la cosiddetta Giornata dell’Onore, che ogni anno richiama organizzazioni naziste e di estrema destra da tutta Europa.
Gli autori delle aggressioni che si sono verificate tra il 10 e il 12 febbraio di quell’anno sono al centro di indagini dei magistrati ungheresi, come quella per la quale è stata arrestata proprio Salis, rimasta in detenzione fino al giugno 2024 quando è stata eletta al Parlamento europeo e ha quindi potuto contare sull’immunità. Ma l’europarlamentare, identificata sabato mattina dalla polizia all’hotel Varese vicino alla stazione Termini in seguito a una nota di rintraccio internazionale del 3 marzo scorso emessa proprio dei magistrati tedeschi, non è accusata di organizzazione eversiva e criminale come 11 appartenenti a quel gruppo, tutti tedeschi, adesso sotto processo.
Salis è stata identificata qualche giorno dopo quella comunicazione all’aeroporto di Bruxelles e quindi ha proseguito nei suoi spostamenti. Nei suoi confronti dalla Germania era stato chiesto un controllo personale, del veicolo utilizzato e anche dei suoi accompagnatori, con l’ora e il luogo dell’identificazione. Cosa che è effettivamente avvenuta a Roma.
Il procedimento penale «a specchio»
La Germania infatti avviato un procedimento penale «a specchio» con quello dell’Ungheria per i fatti del 2023 anche nei confronti del gruppo «A tifa’ Ost», classificato da Budapest ma anche dal Dipartimento di Stato USA come organizzazione terroristica il 26 settembre e il 20 novembre dello scorso anno.
Nel dettaglio con Ilaria Salis allora furono arrestati Tobias Edelhoff e Anna christian Mehwald, ma il procuratore capo di Budapest ha emesso nei 14 mandati di cattura europei anche quelli nei confronti di 11 soggetti come i tedeschi Johann Guntermann e Simeon Ravi Trux, l’albanese Rexinho Abazaj, detto Gino, gravitante nell’ambiente dei centri sociali milanesi, catturato in Francia quindi consegnato ai tedeschi e successivamente estradato in Ungheria, e gli italiani Gabriele Marchesi e Romeo Anselmi.
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29 marzo 2026 ( modifica il 29 marzo 2026 | 14:23)
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