di
Fulvio Fiano, Maria Egizia Fiaschetti
Parco della Pace, polemica sulla sicurezza. La Regione invia i tecnici e le verifiche. Il comitato Montestallonara: «A chi toccava controllare?»
«Eravamo anche noi lì con i nostri figli, abbiamo visto quei bambini spaventati e ci siamo avvicinati per cercare di confortarli. Erano sotto choc e lo siamo anche noi, poteva capitare a chiunque». Il racconto di una mamma (chiede l’anonimato) che come Fabiana Ferrante si godeva ieri pomeriggio la giornata di sole nel Parco della Pace finalmente riaperto dopo sei mesi è il sentimento di tutti i frequentatori dell’area verde ai piedi del palazzo della Regione. Per sei mesi il parco è stato chiuso con annesse polemiche sul ritardo nella consegna dei lavori di manutenzione e recinzione dati i frequenti ingressi di cinghiali. Ieri, a una settimana dalla riapertura non ufficiale (in anticipo su quella prevista l’1 aprile) in seguito a un evento della Regione sul tema della salute è stato di nuovo chiuso per verifiche urgenti sulla sicurezza. Solo per un miracolo la 41enne Fabiana Ferrante, caduta in un pozzo scoperto e non segnalato in mezzo all’erba, se l’è cavata unicamente con un piede rotto.
La sicurezza nel parco
La gestione del parco è in capo esclusivo al consiglio regionale che in estate, dopo le incursioni dei cinghiali intrufolatisi nell’area verde attraverso una fessura aperta nella recinzione, è intervenuto per la riparazione e la messa in sicurezza. Antonello Aurigemma, presidente del consiglio regionale, spiega che la riapertura del parco per restituirlo ai cittadini è avvenuta di concerto con l’XI Municipio. Quanto all’incidente, la Pisana lo ha subito segnalato all’ingegnere dell’ufficio tecnico competente che questa mattina si recherà sul posto per un sopralluogo assieme alla ditta esterna incaricata dei lavori di manutenzione: «Attendiamo di leggere la relazione».
«La competenza esclusiva è del consiglio regionale — replica l’assessora Daniela Gentili del Municipio XI —. Alla luce di quanto accaduto, si auspica una verifica immediata e puntuale dello stato dei luoghi, nonché l’adozione di tutte le misure necessarie a garantire la messa in sicurezza dell’area e la prevenzione di ulteriori rischi per l’incolumità pubblica».
Le indagini
Tutti i frequentatori del parco assicurano che quel pozzo prima dei lavori non ci fosse. In ogni caso — nuovo, ristrutturato o lasciato a metà — andava coperto e segnalato. «Il parco è sempre frequentato da migliaia di persone e quel pozzo non c’è mai stato — dice Monica Pollidori, del Comitato Montestallonara —. Come è possibile che non fosse segnalato? A chi spettava controllare che fosse tutto in regola?».
La 41enne infermiera del Bambino Gesù ha passato la notte in ospedale col marito sempre al suo fianco e i figli di 5e 8 anni affidati ai nonni. Fuori dalla sua stanza al San Camillo si ferma a lungo anche il fratello Luca«Per fortuna mia sorella non ha niente di grave (un piede rotto e qualche ematoma, ndr). Ma capisco la sua angoscia di queste ore: anche io ho dei bambini piccoli, e se fosse capitato a uno di loro?».
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29 marzo 2026 ( modifica il 29 marzo 2026 | 10:00)
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