Dal modello sperimentato con successo dalla Juve con Morata nel 2014 al ritorno di Stankovic all’Inter con la formula diffusa in Spagna: perché è ammessa solo con l’estero e quale sarà il futuro


Carlo Laudisa

Collaboratore

29 marzo 2026 (modifica alle 15:47) – MILANO

Il ritorno di Aleksandar Stankovic all’Inter è lo spot di maggior successo nella via italiana della ricompra (recompra in spagnolo). E non è un caso che il presidente nerazzurro Beppe Marotta abbia dato il via a questa operazione nata in Spagna ed apprezzata dalle nostre parti dopo il caso Morata. In effetti nel 2014 l’attuale presidente interista guidava le operazioni alla Juve e (allora in tandem con Fabio Paratici) chiuse l’intesa con il Real Madrid per l’attaccante ora al Como. In pillole riviviamo il boom: costo 20 milioni, rivendita a 30 ai Blancos. Nel mezzo tanti gol e una finale di Champions, con la certezza di aver sottoscritto un leasing con i fiocchi.

Nico paz a como—  

Adesso la storia si sta rivedendo a Como, dove Cesc Fabregas ha stretto un legame di ferro con il club di Florentino Perez. La gemma più splendente è quella di Nico Paz, destinato a tornare a Madrid a fine stagione proprio in virtù della ricompra. Come accaduto a Morata nel 2016. E nella stessa condizione c’è anche il difensore Ramon, arrivato la scorsa estate dalla cantera madridista per appena 2,5 milioni di euro: ora gli spagnoli possono riprenderselo per 9. E comunque detengono il 50% della eventuale rivendita. Questi trasferimenti sono frutto di accordi privati, non ratificati dalla Federcalcio. E su questo ci sono delle motivazioni di natura giuridica, ma anche di costume.

le regole—  

Va precisato, infatti, che nella Liga queste operazioni avvengono alla luce del sole, visto che il mercato è condizionato dalla legge del 1985 che permette ai calciatori di liberarsi grazie alla famosa clausola di rescissione. Proprio per tutelare le società è nato l’istituto della ricompra che permette di cedere un giovane calciatore a titolo definitivo (quindi con un incasso immediato) e con la garanzia di poterlo riacquistare ad una cifra prestabilita. Ovviamente questa formula garantisce la valorizzazione di chi non trova spazio nell’immediato e ha bisogno di fare preziose esperienze.

MADRID, SPAIN - MARCH 11: Federico Valverde of Real Madrid celebrates scoring his team's third goal and hat trick with teammate Brahim Diaz during the UEFA Champions League 2025/26 Round of 16 First Leg match between Real Madrid CF and Manchester City FC at Estadio Santiago Bernabeu on March 11, 2026 in Madrid, Spain. (Photo by Angel Martinez/Getty Images)

dalla spagna—  

Non a caso il Real Madrid nel tempo ha sfruttato al meglio questa soluzione, non solo in Italia. Uno dei primi esempi fu quello di Carvajal, ceduto al Bayer Leverkusen nel 2012 per 5 milioni e riportato a casa dopo appena una stagione per una cifra intorno ai 7 milioni. Nel recente passato ha avuto un epilogo simile la vicenda del centrocampista offensivo Brahim Diaz, rimasto al Milan per tre stagioni e poi rientrato alla base con una maglia da titolare aggiunto. I rossoneri avrebbero potuto riscattarlo, ma il giocatore ha preferito tornare in Spagna senza far scattare il meccanismo della ricompra.

in italia no—  

Come mai in Italia questa opzione non ha avuto lo stesso riconoscimento? È bene fare un paio di passi indietro per comprendere le differenze. Storicamente in Italia c’è sempre stata la comproprietà, un metodo che portava alle famose buste per risolvere i casi in cui le società non trovavano un’intesa. Era ritenuto il modo più affidabile per dare ai giovani un’opportunità in realtà più piccole. Poi, nel 2014 arriva la decisione di chiudere quell’esperienza. E non a caso l’esempio di Morata alla Juve dimostra come si possono trovare altri espedienti innovativi per il nostro calcio. Tant’è vero che nel 2018 questa voce compare formalmente nelle carte federali: è una riforma che piace a tutti. In contemporanea, però, emergono alcune anomalie legate alle chiacchieratissime plusvalenze. Si creano delle situazioni antipatiche, se non proprio equivoche. Peraltro viene posta la questione della trasparenza dei bilanci con operazioni a volte giudicate fittizie. Da qui il dietrofront pressoché immediato.

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Lecce’s Francesco Camarda during the Serie A soccer match between Como and Lecce at the Giuseppe Sinigaglia stadium in Como, north Italy - February 28, 2026 Sport - Soccer. (Photo by Antonio Saia/LaPresse)

l’evoluzione—  

L’effetto è che ora come ora non esistono trasferimenti sul mercato interno che prevedano il riacquisto predefinito di un calciatore. Non a caso i giocatori attualmente coinvolti arrivano da società straniere o (come per Stankovic) hanno come sponda un sodalizio belga. Insomma, la strada ricompra deve fare i conti con gli ostacoli burocratici, ma il mercato trova sempre le vie più convenienti. Sotto questo profilo, ad esempio, è molto diffusa la formula del prestito con riscatto e contro-riscatto. In questa maniera il Milan si è tutelato con il Lecce per Francesco Camarda, ceduto ai salentini per una stagione, con la prospettiva di dargli subito spazio nella massima serie. In cambio i rossoneri possono riportarlo a Milanello riconoscendo il pagamento di circa 2 milioni per la sua valorizzazione. Ovviamente non è l’unico modo per fare esperienza. È evidente, il futuro del nostro calcio va oltre la ricompra.