di
Redazione Politica
Le reazioni della politica italiana a quanto avvenuto a Gerusalemme, dove al cardinale Pizzaballa è stato impedito dalla polizia israeliana di andare alla Basilica del Santo Sepolcro durante la Domenica delle Palme
La politica italiana reagisce – manifestando solidarietà e vicinanza – a quanto avvenuto durante la Domenica delle Palme a Gerusalemme, dove al Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pizzaballa, e al cardinale Ielpo, è stato impedito di andare al Santo Sepolcro, uno dei luoghi più sacri della cristianità. Una decisione, ha spiegato la polizia israeliana, dettata da «ragioni di sicurezza». Dall’inizio della guerra, fanno sapere le autorità, «tutti i luoghi sacri della Città Vecchia di Gerusalemme sono stati chiusi ai fedeli per garantire la sicurezza».
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha definito l’accaduto «inaccettabile»
e comunicato con un messaggio sui suoi social di avere «dato indicazione di convocare domani al ministero degli Esteri l’ambasciatore di Israele per avere chiarimenti sulla decisione». Per la prima volta – aggiunge – «ai vertici della Chiesa la polizia israeliana ha negato la possibilità di celebrare la Messa delle Palme in uno dei luoghi più sacri per milioni di fedeli nel mondo. Ho dato immediate istruzioni al nostro Ambasciatore in Israele di esprimere alle autorità di Tel Aviv il nostro sdegno e confermare la posizione italiana a tutela, sempre ed in ogni circostanza, della libertà di religione».
La premier Giorgia Meloni – che nel pomeriggio ha sentito al telefono il Cardinale – ha espresso a nome dell’intero esecutivo «vicinanza». Il Santo Sepolcro di Gerusalemme «è luogo sacro della cristianità, e in quanto tale da preservare e tutelare per la celebrazione dei riti sacri. Impedirne l’ingresso al Patriarca di Gerusalemme e al Custode di Terra Santa, peraltro in una solennità centrale per la fede qual è la Domenica delle Palme, costituisce un’offesa non solo per i credenti, ma per ogni comunità che riconosca la libertà religiosa».
Quanto successo «è inaccettabile e offensivo», ha scritto su X il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. «Bene la posizione, chiara e inequivocabile, del governo italiano».
Dura condanna anche dalla segretaria del Pd, Elly Schlein: «La violenza cieca e la protervia senza limiti del Governo israeliano ha raggiunto anche uno dei luoghi più sacri della cristianità, offendendo la dignità dei credenti e umiliando l’intera comunità cristiana».
Anche il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha fatto sentire la sua vicinanza: «Esprimo piena solidarietà per quanto accaduto a Gerusalemme. Rivolgo, al contempo, un pensiero di vicinanza a tutti i cristiani in Medio Oriente, che vivono una fase particolarmente complessa. Auspico che si possa fare piena chiarezza sull’accaduto. Resta imprescindibile il rispetto del principio fondamentale della libertà di professare la propria fede, da garantire sempre e in ogni contesto».
«Impedire al cardinale Pizzaballa e a padre Ielpo di recarsi al Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme è un atto violento e di ostilità nei confronti di tutta la comunità cristiana cattolica. Il governo israeliano non si smentisce e si conferma feroce e violento. Netanyahu ha ucciso oltre 70 civili palestinesi, in maggioranza donne e bambini, distruggendo ospedali, scuole, campi profughi e infrastrutture civili, con il sostegno colpevole dei governi internazionali, compreso quello di Meloni», attacca invece Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
«Solidarietà e vicinanza al Cardinale Pierbattista Pizzaballa. Il governo israeliano supera un altro limite di decenza impedendogli l’accesso al Santo Sepolcro. È un gesto grave che colpisce ancora una volta la libertà religiosa, offende milioni di fedeli e viola i più elementari diritti», ha aggiunto Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo.
«Esprimo la mia più profonda indignazione per quanto avvenuto stamani. L’episodio risulta ancor più grave, se possibile, proprio perché avvenuto in un giorno di così profondo significato per il mondo cattolico, quale la Domenica delle Palme», sono le parole di Stefania Craxi, capogruppo di FI al Senato.
«Quanto accaduto a Gerusalemme è grave e profondamente preoccupante. È un fatto senza precedenti, che colpisce non solo le autorità religiose coinvolte, ma milioni di fedeli nel mondo. Parliamo di uno dei luoghi più sacri della cristianità, simbolo universale di fede, storia e spiritualità», ha evidenziato il ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo il quale una tale decisione «mina un principio fondamentale che dovrebbe essere sempre garantito: quello della libertà religiosa».
E sul fronte internazionale interviene anche il presidente francese Emmanuel Macron, condannando la decisione della polizia israeliana di impedire l’ingresso al santo Sepolcro a Pizzaballa e Ielpo: si inserisce in una «preoccupante moltiplicazione delle violazioni dello status dei Luoghi Santi di Gerusalemme: «Il libero esercizio del culto a Gerusalemme deve essere garantito per tutte le religioni». Anche il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha chiarito su X di aver telefonato a Pizzaballa «per esprimere il
mio profondo dolore per lo spiacevole incidente avvenuto questa mattina nella Città Vecchia di Gerusalemme». E ha aggiunto: «Ho chiarito che l’incidente è scaturito da preoccupazioni per la sicurezza, dovute alla continua minaccia di attacchi missilistici da parte del regime terroristico iraniano contro la popolazione civile in Israele».
La decisione della polizia israeliana «è un’ingerenza eccessiva che sta già avendo importanti ripercussioni in tutto il mondo», ha scritto su X
l’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee.
Articolo in aggiornamento…
29 marzo 2026 ( modifica il 29 marzo 2026 | 17:26)
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