di
Luca Bertelli

Il bresciano, il cui nuovo disco uscirà il 3 aprile, ha confermato poi a Radio Deejay di essere tornato sui banchi di scuola: «Stavo facendo crescere la torre di Pisa storta. Ho fatto il grafico e anche il parrucchiere, ma con i capelli ero un disastro».

Il nuovo album si chiama MA’ ed è dedicato a Paola Lazzari, bresciana, sua madre, che l’ha cresciuto insieme al marito Giovanni Fabbriconi – informatico romano, lui gli ha trasmesso l’amore calcistico per la Roma – a Calvagese della Riviera (Brescia), sul lago di Garda. Blanco, che ha un tatuaggio dedicato a ciascuno dei suoi genitori (con le loro date di nascita), è tornato dopo tre anni e il nuovo disco, che uscirà il 3 aprile, è molto atteso. L’album è stato anticipato da alcuni singoli, l’ultimo dei quali si chiama “Ricordi” ed è cantato in duetto con Elisa.

L’artista, che ieri era presente al “listening party” con i fan, negli ultimi giorni ha fatto visita ad alcune delle principali radio italiane per promuoverlo e, dalle chiacchierate senza filtro con i vari conduttori, sono emerse novità succose attinenti al presente ma anche al passato. A Radio Deejay ha svelato: «Mi piaceva raccontare certe cose che non sarei probabilmente riuscito a dire a voce a mia mamma. Sono uscito di casa a 17-18 anni, con i miei genitori ho mantenuto un bel rapporto». Poi, un retroscena che sui social sta scatenando la curiosità di molti, riguardante il brano “La cura per me” che lo scorso anno ha scritto insieme a Giorgia e quest’ultima ha portato al Festival di Sanremo: «L’ho scritta pensando a una relazione tra due cantanti – ha svelato – però non voglio dire chi sono in alcun modo. Ho promesso a loro di non dirlo, ma ho immaginato quello». Blanco ha confermato anche i suoi riferimenti artistici, tra cui Gino Paoli, appena scomparso, del quale portò “Il cielo in una stanza” – insieme a Mahmood – nella serata delle cover del Sanremo 2023 poi vinto. «Il king per me è Freddie Mercury da sempre. Grignani e Paoli sono i miei riferimenti italiani. Ho scritto con Gianluca “Peggio del diavolo”, volevo fare da tempo un brano con lui”. Il bresciano ha confermato poi di essere tornato sui banchi: «Sono tornato a scuola, stavo facendo crescere la torre di Pisa storta. Ho fatto il grafico e anche il parrucchiere, ma con i capelli ero un disastro».



















































Su Rtl 102.5, al programma The Flight, ha poi approfondito i temi sul disco e anche sul rapporto con la madre: «Ho iniziato a lavorare davvero a questo disco dalla scorsa estate. Prima ho fatto alcune prove, ho sperimentato un po’, poi ho capito che era pronto per uscire. Si chiama MA’ perché mia madre è l’unica donna della mia vita ed è anche con me nella foto di copertina, lì avevo 7 o 8 anni. Non le ho detto che avrei usato quella foto, perché non le piace esporsi, ma sapevo che in fondo le avrebbe fatto piacere. L’album è vario, c’è un po’ di tutto: spero che possa piacere e aiutare qualcuno. Non seguo molto i generi, faccio ciò che sento nel momento. Il disco l’ho scritto pensando a me, ma in ogni brano ho cercato di inserire un messaggio, quindi le canzoni sono interpretabili. In ognuna c’è, in qualche modo, speranza. Non è un disco triste, voglio dire che anche nei momenti peggiori c’è sempre la speranza. L’ultimo brano, ad esempio, parla di ricordi, ma io non sono un tipo nostalgico: mi piace guardare al futuro e andare avanti. Tutti noi siamo diversi, ma se vai in profondità trovi sempre qualcosa che ci accomuna, io ed Elisa l’abbiamo trovato». 

Il tour del cantante bresciano inizierà il 17 aprile a Jesolo, la data è già sold out, e continuerà poi sino al 12 agosto a Baia Domizia: 21 le date complessive, diverse sono già da tutto esaurito, inclusi i primi appuntamenti a Roma e Milano.


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29 marzo 2026