Dopo quasi vent’anni, 19 per la precisione, si esce dal piano di rientro dal debito della sanità. Si ritorna, quindi, nella gestione ordinaria. Un percorso lungo, complicato, caratterizzato dall’inizio (era Antonio Bassolino governatore) non solo dalle ristrettezze delle risorse per la sanità ma anche dai veleni degli ultimi mesi caratterizzati da ricorsi e carte bollate tra la Regione guidata da De Luca e il ministero. Poi due sere fa l’ufficialità da Roma che la Campania rientra nella gestione ordinaria. Il via libera arriva dal ministero della Salute, retto da Orazio Schillaci, con cui il governatore Fico, sin dall’elezione, ha intessuto un rapporto di collaborazione istituzionale proprio per uscire dall’impasse.
APPROFONDIMENTI
«Questo significa poter programmare investimenti, assumere personale, ammodernare strutture e tecnologie, rafforzare nel suo complesso il sistema sanitario – sottolinea l’ex presidente della Camera – è un risultato straordinario che è stato possibile raggiungere grazie al lavoro puntuale e intensivo svolto dalla direzione generale della Tutela della Salute». E aggiunge: «Un ultimo, decisivo passo necessario al conseguimento dell’obiettivi fissati dalla programmazione sanitaria nazionale, in prosecuzione del lungo lavoro portato avanti dall’amministrazione precedente».
Sanità, Vincenzo De Luca: «Campania esce da piano di rientro? Ministero si è adeguato al Tar»
Il dibattito
Ma la notizia riaccende gli strascichi dello scontro politico che ha caratterizzato la campagna per le regionali, all’interno del campo largo, ma anche tra il centrodestra e Vincenzo De Luca. Con quest’ultimo che, subito dopo l’annuncio di Fico, verga un post. Eccolo: «Si è finalmente preso atto della realtà, superando vergognose discriminazioni politiche indegne di un paese civile, sarebbe stato doveroso prendere questa decisione già da mesi. Per questo motivo abbiamo dovuto fare ricorso al Tar della Campania perché fosse rispettata la legge dello Stato e rispettato il diritto della Campania di uscire dal piano di rientro. Soltanto dopo il riconoscimento del Tar si sono decisi ad adottare comportamenti civili». E così in scia il figlio Piero, deputato e segretario regionale del Pd, che evidenzia «l’efficacia del lavoro serio e rigoroso messo in campo negli anni passati dall’amministrazione regionale campana, sotto la guida del presidente Vincenzo De Luca».
Il vicegovernatore Mario Casillo sottolinea invece sia il lavoro degli ultimi dieci anni in Regione ma soprattutto «l’interlocuzione di Fico che ha permesso di superare il contenzioso e di chiudere finalmente questa pagina». Per il presidente del Consiglio regionale, il dem Massimiliano Manfredi, si è raggiunto l’obiettivo «mettendo da parte i contenziosi nelle aule di tribunale e restituendo la parola alla politica. La decisione del ministero è una vittoria per i cittadini campani e per la Regione e dimostra che la via della collaborazione istituzionale, fortemente voluta da Fico e da tutta la maggioranza, porta frutti concreti, anche in tempi rapidi». Entusiasti ovviamente i grillini. «I più sinceri complimenti al presidente Fico, che in pochi mesi ha guidato questo percorso con determinazione e visione, portando a compimento il lavoro avviato in questi anni», dice la senatrice M5s Mariolina Castellone.
«Al presidente Fico e alla giunta regionale va riconosciuto il merito di aver portato a compimento in tempi rapidi un percorso complesso, dimostrando che quando le istituzioni lavorano con serietà e competenza i risultati arrivano. Esprimo apprezzamento anche per la collaborazione del ministro Schillaci, che ha saputo cogliere lo spirito di leale cooperazione istituzionale necessario a chiudere questo capitolo», aggiunge il vicepresidente della Camera, il grillino Sergio Costa. Ma il ruolo della collaborazione istituzionale viene riconosciuto anche dal centrodestra. «Va dato atto al cambio di passo del governatore Fico ed al lavoro costante del ministro Schillaci che hanno portato all’uscita della Campania dal piano di rientro Sanitario», riconosce Antonio Iannone, senatore e commissario campano di Fdi.
«Esprimiamo apprezzamento per il senso di responsabilità del presidente Fico e per la grande attenzione e l’incessante lavoro che il ministro Schillaci ha dedicato a questa vicenda», aggiunge Michele Schiano Di Visconti, deputato di Fdi. Poi ieri è direttamente Fico a chiarire meglio il lavoro fatto, riconoscendo quello del suo predecessore. Ma anche il suo. «Siamo potuti uscire perché la giunta precedente ha fatto un lavoro ma – evidenzia ieri mattina a margine di un’iniziativa del suo partito a Pozzuoli – come spesso succede l’ultimo metro è il più difficile. Ci si poteva impantanare, perché niente era scontato».
In mezzo ricorda il contenzioso con il ricorso vinto dalla Regione al Tar e quello successivo del ministero al Consiglio di Stato. «Dal 9 dicembre, quando mi sono insediato, il primo appuntamento l’ho avuto col ministro Schillaci a Roma. Lo ringrazio – aggiunge – per la collaborazione e la lealtà istituzionale rispetto al percorso che ci ha portato all’uscita dal piano. Abbiamo lavorato molto, a livello politico e tecnico. Ora la programmazione».